Sembrano ridursi le opportunità del Comune di Cuneo di prender parte con efficacia al bando ministeriale “Sport e Periferie 2025”, iniziativa di sostegno economico a progetti legati al mondo sportivo e alla sua profonda importanza nel rinforzare il tessuto sociale di aree periferiche: secondo quanto comunicato dall’assessore Valter Fantino nella seconda serata di Consiglio comunale, infatti, sottolinea come il bando stesso – che fino a pochi giorni fa vedeva il Comune ben posizionato a livello di punteggio – abbia vissuto una modifica capace di allontanarlo di parecchio dall’obiettivo dei 50 punti necessari per accedere al finanziamento da destinare alla riqualificazione dello stadio “F.lli Paschiero”.
A spingere l’assise comunale al confronto sul tema le interpellanze dei consiglieri Franco Civallero (FI) e Ugo Sturlese (Beni Comuni).
“Le nostre idee di intervento sono ben conosciute, ne abbiamo parlato più volte con l’assessore, e guardano appunto al bando ‘Sport e Periferie’, che vanta una specifica linea d’intervento dedicata ai nuovi Palazzetti dello Sport – ha detto il primo -. Lo stadio è davvero in una situazione precaria, la giunta lo sa bene e ha fatto l’impossibile per sistemare il campo da gioco ma non è sufficiente. Cuneo merita di più”.
“Sottolineature sensate quelle del consigliere, che noi integriamo con chiarimenti specifici relativi all’agibilità della struttura attuale – ha aggiunto il decano del Consiglio comunale -. Se i dubbi che poniamo venissero mai confermati la ristrutturazione avrebbe caratteri d’urgenza e indifferibilità”.
Negli interventi dei consiglieri l’affetto di Cuneo per il suo stadio
Tanti i consiglieri intervenuti, e quindi interessati alle sorti della struttura sportiva cittadina e – in senso lato – della squadra locale.
“Cuneo ama la pallavolo e il pallone elastico ma non il calcio, altrimenti non ci troveremo nella necessità di operare una riqualificazione così importante – ha detto Paolo Armellini (Indipendenti) -. Già troppo il tempo trascorso, ormai, e la situazione non è stata affrontata in alcuna maniera dalle amministrazioni passate. Da quattro anni ci misuriamo con paesi di 3-4 mila abitanti: va nen bin, dobbiamo dircelo”.
“Un problema inequivocabile è che i gruppi e soggetti che potrebbero sostenere economicamente la squadra non lo fanno, non investono, a differenza di come invece si fa già anche solo ad Alba – ha aggiunto Beppe Lauria (Indipendenza!) -. Già quindici anni fa, in un mio vecchio programma elettorale, inserivo la riqualificazione dello stadio. Vogliamo proseguire nell’agire a tacun oppure decidiamo per un intervento, pur costoso, di livello? La riqualificazione è necessaria, serve partire”.
Elio Beccaria (Cuneo Civica) si è unito nel sottolineare la necessità di investitori, e di una maggiore collaborazione da parte delle società e realtà sportive del territorio.
“Dopo il primo fallimento dei tardi anni ‘70 alcuni imprenditori cuneesi hanno preso in mano la situazione spinti dalla pura passione; oggi, però, il calcio ha costi difficilmente gestibili e appannaggio, dal punto di vista del sostegno economico, solo di grandi aziende – ha detto ancora Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia), con un passato in prima linea nella squadra di calcio locale -. Serve concentrare energie e forze per restituire alla città uno stadio degno di questo nome, e investire sui settori giovanili, guardare il più avanti possibile nella gestione della squadra”.
Uno degli imprenditori citati dal consigliere Bongiovanni era il padre del collega di Fratelli d’Italia Massimo Garnero: “La mia famiglia è legata a doppio filo con la storia del Cuneo Calcio, e a un’epoca in cui c’era un bel seguito e il settore giovanile sapeva distinguersi – ha detto -. La situazione attuale è sana e sostenibile, dopo i fallimenti; purtroppo i risultati sportivi non sempre parlano dell’affetto e della passione di chi dirige la compagine ma lo stadio è fondamentale per il settore e per la città”.
Anche Carla Santina Isoardi (PD) ha preso la parola – da tifosa del Cuneo Calcio – per sottolineare la necessità dell’intervento di recupero del “F.lli Paschiero”.
Fantino: “In 14 anni quasi 200 società di serie C sono fallite”
Fantino, nella propria risposta, ha chiarito subito come attualmente la struttura dello stadio di calcio cuneese non sia a rischio dal punto di vista dell’agibilità: “L’impianto è stato visitato dal collaudatore nella metà di marzo, ed è stato conferito il nullaosta per l’utilizzo in vista della prossima stagione sportiva” ha detto.
“In relazione al bando e alla modifica, che ci ha presi di sorpresa, non trovo sia stata un’azione corretta – ha aggiunto l’assessore -. Continuiamo comunque a lavorare per raggiungere l’obiettivo, servirebbe però che tutti venissero messi in condizione di poter partecipare alle medesime condizioni”.
Poi, in chiusura, una riflessione generale sulla serie C: “Dal 2011 al 2025 sono quasi 200 le società che sono fallite, e questo fallimento ha inevitabilmente pesato sui territori. Si dovrebbe capire, a certi livelli, che l’idea di una serie C con 40 squadre divise più o meno a metà dal punto di vista del livello professionistico non è poi così peregrina: non si può invocare l’impegno degli investitori locali alla luce di questi dati sui fallimenti”.





