La riduzione delle liste d’attesa resta una delle sfide più urgenti del sistema sanitario nazionale. In Piemonte, dal 22 febbraio al 31 marzo, sono già oltre 23.500 le prestazioni aggiuntive garantite in fascia serale e nei weekend, e tra le realtà che si sono attivate fin da subito c’è anche l’Asl Cn2, con 1.238 prestazioni registrate. Non si tratta di numeri assoluti o classifiche: ciò che emerge è un’attitudine organizzativa che ha permesso di ottenere una risposta significativa, puntando su turni aggiuntivi, coinvolgimento dei professionisti e presidio costante delle aree più critiche. A illustrare le scelte dell’Azienda è Paola Malvasio, direttore generale dell'Asl Cn2
L’Asl Cn2 è attualmente tra le aziende più virtuose per numero di prestazioni aggiuntive erogate in fascia serale e festiva. Come siete riusciti a ottenere questo risultato e quali leve organizzative ed economiche avete attivato?
“In un contesto nazionale che dimostra particolare criticità nello smaltimento delle liste di attesa per quanto concerne le prestazioni ambulatoriali, la nostra Azienda Sanitaria è da tempo fattivamente impegnata per potenziare l’impegno da dedicare alle visite destinate all’utenza. Già nel 2024 avevamo allargato la fascia oraria dedicata alle prestazioni anche alla sera e al fine settimana, garantendo nell’anno un livello di servizio extraorario di circa 3.500 ore, per un corrispondente incremento delle visite ambulatoriali e prestazioni diagnostiche pari a quasi 12.000 prestazioni".
Come avete gestito, a livello interno, le difficoltà legate alla carenza di personale e quali strategie adottate per garantire il coinvolgimento stabile degli operatori nei turni extraorario?
"Come promosso dall’Assessorato, abbiamo richiesto un particolare impegno extra orario al nostro personale medico, sanitario e amministrativo, per andare incontro alle esigenze della popolazione e per velocizzare i tempi di accesso a prestazioni di grande rilevanza per la collettività, a fronte del permanere della diffusa carenza di professionalità mediche e tecnico professionali”.
Quali sono state le aree maggiormente impattate?
“L’aumento delle visite ambulatoriali è andato a impattare positivamente soprattutto sugli ambiti più appesantiti dalle liste di attesa (con prestazioni in diverse discipline: Radiologia, Fisiatria, Gastroenterologia, Chirurgia, Ginecologia, Urologia, Ortopedia, Cardiologia, Oculistica)”.
L’utilizzo dei "gettonisti" continua a essere in Italia una soluzione diffusa per coprire la carenza di personale e quindi alleggerire le liste di attesa, ma con costi importanti. Ritiene che il ricorso a queste figure sia ancora sostenibile nel medio periodo, oppure si stanno cercando alternative più strutturate?
“L’ASL CN2 non ricorre più a ‘gettonisti’ da qualche mese. Le aree per le quali in passato la nostra azienda li ha utilizzati sono state la pediatria, la psichiatria e il servizio di guardia medica interdivisionale notturna. Nel corso del 2024 ci siamo impegnati in una progressiva riduzione dell’utilizzo di queste figure, in relazione alle assunzioni che è stato possibile effettuare e al ricorso ad alcuni contratti di lavoro autonomo".
Quali leve interne possono rendere oggi il servizio pubblico più attrattivo rispetto all’offerta privata?
"Negli ultimi anni, in Italia, diversi professionisti tendono a considerare l’offerta privata molto competitiva rispetto a quella pubblica, soprattutto dal punto di vista economico e per gli aspetti correlati alla conciliazione del lavoro con la vita privata, in particolare in relazione alla gestione dei turni notturni e festivi. Auspichiamo che l’esser riusciti a creare, nel tempo, un buon clima di lavoro, lavorando in una struttura orientata al costante sviluppo professionale, tecnologicamente avanzata e confortevole, possa dare a molti medici quel valore aggiunto, differenziante per scegliere la sede dove prestare il proprio servizio”.
Nel piano regionale per il contenimento delle liste d’attesa, quale ruolo stanno giocando le prestazioni in regime intramoenia? Quante sono e quanto ricava l'Asl Cn2 da questa tipologia di prestazioni?
“Certamente il piano di contenimento delle liste di attesa tramite visite e prestazioni in orario serale e nei fine settimana va a impegnare i professionisti, che si danno disponibili oltre il proprio normale orario di lavoro, sottraendo tempo alla propria vita privata. A coprire questi costi vanno gli investimenti messi a disposizione dalla Regione Piemonte. Diverso è il discorso delle prestazioni in regime di intramoenia, per le quali lo specialista viene remunerato direttamente dall’utente, che lo sceglie in un contesto di libera professione. Nell’ASL CN2 la percentuale di medici che, al di là dell'orario di lavoro, pratica anche la libera professione, si attesta a circa il 20% (sul totale dei medici che lavorano in ASL). Come Azienda Sanitaria, effettuiamo un monitoraggio costante, affinché questa attività si svolga nel rispetto delle regole che disciplinano l'attività dei professionisti e siamo sempre disponibili a dare implementazione a ogni indicazione che verrà predisposta e che possa riguardare la nostra casistica”.
La collaborazione con il privato accreditato resta una componente del sistema pubblico piemontese. A quanto ammonta la spesa sostenuta dall'Asl Cn2 su questo capitolo e quali tipologie di prestazioni riguarda? Si prevede un incremento delle convenzioni coi privati per abbattere le attese o si punterà principalmente sul rafforzamento della capacità interna?
“Il privato accreditato presente sul territorio della ASL CN2 eroga prevalentemente attività di ricovero chirurgico o riabilitativo, oltre a un considerevole volume di attività ambulatoriale. La definizione del budget economico annuo per le strutture private accreditate e contrattualizzate è definito dalla Regione; la Asl può esercitare un’attività positiva di committenza nei confronti delle strutture, proponendo di orientare almeno parzialmente la produzione nei confronti delle principali aree erogative che manifestano criticità. La ASL CN2 certamente eserciterà tale prerogativa, ma al contempo sta continuando a perseguire l’obiettivo di incrementare l’offerta aziendale, in termini quantitativi e qualitativi, al fine di corrispondere al meglio ai bisogni di salute della propria popolazione di riferimento”.





