Politica - 01 maggio 2025, 12:24

Saluzzo, Resistenza e lotta di Liberazione mettono d’accordo centrodestra e centrosinistra

Approvata, con qualche minimo correttivo, la mozione presentata dalle minoranze. Nessuno, nel corso del dibattito, ha però adombrato la possibilità di revocare la cittadinanza onoraria attribuita a Mussolini 101 anni fa dal Consiglio comunale, come invece hanno fatto altre città in questi giorni

A Benito Mussolini, allora presidente del Consiglio, venne conferita dal Consiglio comunale di Saluzzo la cittadinanza onoraria il 25 maggio 1924

A Benito Mussolini, allora presidente del Consiglio, venne conferita dal Consiglio comunale di Saluzzo la cittadinanza onoraria il 25 maggio 1924

Il Consiglio comunale di Saluzzo ha approvato, all’unanimità, nella seduta di martedì sera, pur con qualche minima correzione richiesta dalla maggioranza di centrosinistra, la mozione proposta dalle minoranze di  centrodestra sul tema della Resistenza e della Lotta di Liberazione avente per titolo “Impegno per la valorizzazione della Resistenza come patrimonio collettivo di libertà, democrazia e memoria condivisa”.

Primo firmatario il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Nicolò Giordana, anche se il testo è stato sottoscritto da tutti i colleghi che siedono con lui sui banchi dell’opposizione, Claudio Capitini, Giovanni Damiano, Alberto Daniele e Paola Sanzonio.

Ampia la condivisione sul fatto che la lotta di Liberazione fu un momento fondante della storia del nostro Paese al quale concorsero una pluralità di soggetti di varia estrazione politico-ideologica.

Tutti concordi nel ribadire che “Il ricordo della Resistenza deve essere mantenuto vivo come esempio di unità, coraggio civile e impegno collettivo contro ogni forma di sopraffazione e autoritarismo; è essenziale che la memoria della Resistenza non venga strumentalizzata o politicizzata, ma conservata nella sua autenticità storica, come patrimonio trasversale, neutrale e inclusivo, nel rispetto di tutti coloro che vi parteciparono, indipendentemente dall’appartenenza politica o ideologica; molti caddero per un ideale di libertà senza indossare simboli di partito, e per questo motivo è doveroso rendere loro onore in una dimensione super partes, che possa unire e non dividere”.

Il centrosinistra ha voluto introdurre – su richiesta del capogruppo di Insieme si può Nicolò Valenzano - il concetto di “antifascismo”, aggiunta  che è stata accettata senza eccepire dai consiglieri di minoranza.

Approvato all’unanimità il testo, il consigliere Corrado Lauro (Sinistra saluzzese) ha espresso parole di gratitudine per il coraggio dimostrato dal giovane consigliere di FdI Nicolò Giordana, sottolineando come la condivisione di un tema così rilevante (che in altri contesti è stato invece fortemente divisivo) sia un aspetto importante per l’istituzione cittadina e ne dimostri le caratteristiche autenticamente democratiche”.

Il capogruppo della minoranza, Giovanni Damiano, in un breve intervento, ha anche voluto ricordare il sacrificio e il contributo dati da tanti sacerdoti della diocesi di Saluzzo durante il conflitto e la lotta di Liberazione.

Il clima di ritrovata concordia e “pacificazione resistenziale” ha tuttavia fatto dimenticare a tutti un aspetto che ogni anno - a maggior ragione nella ricorrenza dell’ottantesimo della fine della guerra - fa discutere: la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini a lui attribuita da gran parte della città (piccole, medie e grandi) a metà degli anni ’20 del secolo scorso.

Ci sono stati parecchi Comuni che, proprio in occasione di questo anniversario, l’hanno semplicemente revocata, altri che l’hanno tolta al Duce per darla a Matteotti.

Anche il Consiglio comunale di Saluzzo il 25 maggio 1924 non aveva voluto essere da meno conferendo – per volontà dell’allora sindaco Gregorio Pivano, a nome della maggioranza che amministrava il municipio – analogo riconoscimento .

Questa era stata la motivazione: “L’Amministrazione Comunale Liberale di Saluzzo, considerata l’opera altamente patriottica svolta da S.E. Mussolini, Capo del Governo Nazionale, per la ricostruzione del Paese e la disciplina restaurata in ogni ramo della pubblica attività, plaude alla magnifica opera sua e, sicura di interpretare i sentimenti della grandissima maggioranza dei cittadini, delibera di conferire a S.E. Benito Mussolini, Presidente del Consiglio dei Ministri, la cittadinanza ad honorem in segno di attestazione di pubblica gratitudine”.

Un atto amministrativo, consegnato agli archivi 101 anni fa proprio di questi giorni e di cui, probabilmente, nessuno degli attuali consiglieri era però a conoscenza.

Giampaolo Testa

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