Ad oggi, il Molino Sant’Anselmo non è di proprietà del Comune di Cuneo ma della società autostrade. Una situazione che l’ente – supportato da tutti gli altri facenti parte del territorio del Parco Fluviale Gesso e Stura e dalla Regione Piemonte nella persona dell’assessore Marco Gallo – intende correggere in accordo della convenzione stipulata proprio dal Parco e dalla società nel 2008, anche addivenendo a vie legali.
Ad annunciarlo in Consiglio comunale l’assessore Gianfranco Demichelis, che ha risposto a un’interpellanza di Paolo Armellini (Indipendenti). “Per la ristrutturazione della struttura completata dalla società Cuneo-Asti nel 2012 come parte delle opere di compensazione per la ricostruzione dell’omonima autostrada sono stati spesi oltre due milioni di euro – ha detto Armellini – e oggi, dopo tredici anni, siamo allo stallo”.
“L’ennesimo, verrebbe da dire – ha aggiunto il consigliere -, come quelli generatisi su Cascina Vecchia, l’ex Policlinco di Corso Dante, l’ospedale. Il trasferimento della proprietà del Molino all’amministrazione comunale non è stato mai perfezionato, vergognoso che si stia dando ulteriore spazio ad abbandono e degrado. Serve che l’amministrazione comunale si faccia carico del manufatto sia dal punto di vista storico che ambientale, e che denunci la situazione”.
Tra gli intervenuti nello spazio dedicato ai commenti degli altri consiglieri Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia) – autore di un’interpellanza sullo stesso argomento nel 2023 – e Vincenzo Pellegrino, che ha chiesto ufficialmente la convocazione di una commissione in loco.
Demichelis: “Dal 2013 al 2020 svariati incontri e solleciti. Tutti infruttuosi”
Nella propria risposta Demichelis ha sottolineato come tenga particolarmente alla tematica, autore lui stesso di una richiesta di chiarimenti nell’ormai lontano 2013. “La riqualificazione del Molino, all’epoca, era ritenuta strategica per lo sviluppo del Parco Fluviale in quanto la struttura veniva vista come possibile ‘seconda Casa del Fiume’, insomma un’area dalle potenzialità didattiche” ha detto nel proprio intervento.
“L’immobile doveva essere acquistato dal Parco Fluviale con fondi della società e messo a disposizione dopo opportuna ricostruzione – ha continuato -. Nel 2009 la società ha stretto un contratto di compravendita preliminare con la proprietà del Molino e nel 2012 il Comune ha dato avvio all’acquisizione del bene, mettendo anche a bilancio 100.000 euro di oneri da trasferire dalla società. In maniera non coerente alla convenzione, però, la società ha comunicato nel febbraio 2012 l’intenzione di procedere con l’acquisizione del Molino in forza della compravendita preliminare stipulando il giorno successivo l’atto formale, in barba al preavviso: ha poi proseguito con la ristrutturazione, conclusa nel 2013 e senza provvedere al trasferimento gratuito della proprietà, ma mettendola unicamente in comodato d’uso”.
Svariati sono stati gli incontri e i solleciti, dal 2013 al 2020, secondo l’assessore. Ma la situazione non si è (ancora) smossa.




