Adesso che le celebrazioni per l’ottantesimo della Liberazione si avviano a conclusione, emergono spontanee alcune considerazioni a margine delle infinite polemiche che hanno accompagnato la ricorrenza.
Alcune sono scontate, altre meno.
Ci concentriamo in particolare su queste ultime, dato che le prime hanno tenuto banco già in abbondanza.
Lo facciamo con leggerezza, nonostante il concetto della “divisività” su un tema così rilevante non lo sia affatto.
Se ben si considera, le divergenze più interessanti (e per questo giornalisticamente più curiose e in larga parte da interpretare) sono emerse in Fratelli d’Italia.
Ordini del giorno, interpellanze e mozioni su Resistenza e lotta di Liberazione sono stati respinti o votati insieme alle sinistre da parte di consiglieri comunali di FdI nei vari municipi della Granda.
Paradigmatico il caso dei due Giordana, Guido e Nicolò, Fratelli nella stessa fede, ma con idee opposte, apparentemente inconciliabili, nello stesso partito.
Il primo, sindaco di Valdieri, esponente della destra identitaria, è partito lancia in resta a rimarcare i suoi distinguo a proposito della guerra partigiana.
In ciò sostenuto e appoggiato dai consiglieri comunali contigui a quest’area – è il caso di Maurizio Occelli a Savigliano – e dall’associazione Panta Rei (per quanto ritenuta autonoma rispetto al partito) - che, sempre a Savigliano, ha promosso un convegno su vincitori e vinti.
Il secondo, giovane consigliere comunale saluzzese, crosettiano doc, non ha esitato a proporre una mozione in Consiglio comunale, che - nessuno abbia a risentirsi - sembrava scaturita dalla penna di un rappresentante dell’Anpi.
Il testo è stato infatti approvato (con qualche rafforzativo antifascista) all’unanimità meritandosi i pubblici encomi in aula di un collega della Sinistra saluzzese.
Anche a Cuneo, Massimo Garnero, capogruppo di FdI e fratello della più nota sorella d’Italia, la ministra del Turismo Daniela Santanchè, ha votato insieme al centro-sinistra l’ordine del giorno in cui si condannavano le affermazioni di Giordana (Guido) ritenendole verosimilmente “revisioniste”.
Uno spunto di riflessione per la dirigenza di un partito, Fratelli d’Italia, che deve fare i conti con il 30% di consensi che gli è stato affidato nel Cuneese dagli elettori, ma anche con una provincia che, alla stregua di altre, … brucia ancora.
Forse – ci permettiamo di suggerire – una seduta federale del partito sull’argomento non sarebbe fuori luogo.





