Una rosa e un sasso sulla panchina rossa davanti al municipio di Gaiola. E' il gesto compiuto da Andrea Grasso, giovane dipendente comunale con una disabilità riconosciuta al 100% e assunto tramite il Consorzio socio assistenziale del Cuneese. Il suo vuole essere un omaggio a Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola vittima dell'ennesimo femminicidio.
“Buongiorno a tutti, scusatemi se disturbo, questa mattina volevo rendere omaggio a una ragazzina morta per mano dell’uomo – scrive Andrea nella chat di gruppo dei residenti - .Strappata alla vita all’età di 14 anni, ho reso omaggio a questa ragazzina perché dove lavoro io ci sono molte ragazze che hanno quell'età”.

Disarmante quanto educante, il messaggio di Andrea ha trovato l'ammirazione di chi, distratto dalla solita routine e quotidianità, o peggio, abituato al quasi quotidiano stillicidio di notizie riguardanti l'uccisione di donne, non si è fermato a riflettere sull'attualità, come se non ci toccasse tutti. Seppur distante geograficamente, il caso di Martina non può lasciare indifferenti, anzi deve stimolare l'intera comunità a interrogarsi e riflettere.
Anche il sindaco Paolo Bottero, commosso, ha condiviso pubblicamente parole di elogio per il giovane: “Il gesto semplice di un gentiluomo. Questa mattina, sulla panchina rossa davanti al comune di Gaiola, Andrea ha messo una rosa e una pietra per ricordare l'assurdo omicidio di Martina ad Afragola. Un gesto semplice ma che dice molto rispetto alla sensibilità per una ragazza uccisa, un ragazzo finito e due famiglie distrutte. Se tutti avessimo il cuore di Andrea il mondo sarebbe un posto migliore. Ogni giorno Andrea sa darci una lezione di dignità, sensibilità e altruismo. E io sono fiero che sia un nostro amico e collaboratore. Grazie Andrea Grasso”.
Un piccolo gesto, ma che è la cifra del valore umano di ciascuno.





