Cosa resta oggi del piano regolatore vigente? Quali sono gli ambiti di espansione già partiti e che destino hanno avuto le cosiddette zone interstiziali? Su questi aspetti ha voluto accendere un faro il consigliere del Partito Democratico Lorenzo Paglieri, durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di Alba. L’intervento è nato da un doppio spunto: alcune dichiarazioni recenti del sindaco favorevoli a un ridimensionamento dell’edificabilità e una delibera del 2017, in cui si affrontava proprio il tema delle interstiziali e della cessione al Comune di parte delle superfici private.
Nel dettaglio, Paglieri ha chiesto di sapere a che punto sia l’attuazione degli ambiti speciali, quante e quali siano le zone interstiziali interessate da progetti urbanistici e quali superfici siano già state effettivamente acquisite dal Comune in base agli accordi previsti.
Nella replica, il sindaco Alberto Gatto, che detiene anche la delega all’Urbanistica, ha confermato l’avvio del percorso per un nuovo piano regolatore: “Abbiamo stanziato 200 mila euro e pubblicato la manifestazione di interesse per selezionare i tecnici che lo redigeranno”. Ha poi aggiunto che le informazioni richieste sul terzo punto dell’interrogazione – ovvero le superfici già acquisite dal Comune – saranno trasmesse nei prossimi giorni in forma scritta, per consentire una risposta più completa e precisa.
Nel frattempo, Gatto ha fatto il punto sui 17 ambiti speciali previsti dal PRG vigente: solo tre hanno avviato l’iter. Si tratta dell’ambito 13 in corso Piave, dove è stato approvato il PEC (Piano Esecutivo Convenzionato, lo strumento urbanistico che traduce in progetti attuabili le previsioni del piano regolatore), ma non ancora firmata la convenzione. Il secondo è l’ambito 17 in corso Europa, legato all’intervento della Dimar, con PEC modificato nel 2020 e opera ormai completata al 90%. Infine l’ambito 27 al Mussotto, anch’esso con PEC approvato ma convenzione non siglata. “Per gli altri ambiti non risultano proposte di PEC né atti formali”, ha spiegato il sindaco.
Più articolata, invece, la situazione delle zone interstiziali, ovvero quelle superfici soggette in passato a vincoli per servizi poi mai realizzati. Il piano attuale consente di edificare su un terzo dell’area, con cessione dei due terzi al Comune. Diversi i casi in fase avanzata: la C20 in corso Piave-corso Europa, la C37 in corso Cortemilia (PEC in approvazione), la C29 in strada Profonda, la C13 in strada Cauda, la C5 in corso Nino Bixio (PEC revisionato nel 2025), la C22 in strada Ballerini, la C21 in corso Piave-corso Europa, la C18 in corso Europa (senza titolo edilizio), la C14 in corso Europa (permesso convenzionato) e la C33 in corso Cortemilia (intervento in fase di realizzazione). “Alcune aree sono già abitate, altre in costruzione”, ha concluso Gatto.





