Politica - 03 giugno 2025, 06:10

Anche la Provincia evidenzia criticità alla variante al piano regolatore generale di Savigliano

Dopo la presa di posizione di una trentina di professionisti del settore che lamentavano di non essere stati coinvolti, dall’ente sovraordinato arrivano altre osservazioni alle modifiche allo strumento urbanistico decise dall’amministrazione comunale

Savigliano panoramica

Savigliano panoramica

Qualche settimana fa un numero rilevante di professionisti del comparto edilizio-urbanistico saviglianese (33 per l’esattezza) avevano manifestato critiche e riserve rispetto alla variante urbanistica al piano regolatore generale decise dall’amministrazione comunale.

Gli stessi operatori, rendono ora noto in questa nota stampa, che l’Amministrazione Provinciale ha evidenziato anch’essa varie criticità.

La Provincia – Settore Presidio del Territorio- con determinazione del 19/05/2025 ha espresso numerose perplessità sui contenuti della variante di P.R.G.C. n. 39 ritenendo che l’effetto di alcune norme introdotte abbiano incidenza estesa a tutto il territorio comunale e quindi non riconducibili ad una variante parziale di P.R.G.C. ex art. 17 comma 5 della legge urbanistica regionale 56/77, come per contro asserito dall’ ing. Ferrato redattrice della variante. 

Secondo la Provincia, sulla base dei contenuti della variante adottata, pare invece necessaria addirittura una variante strutturale di P.R.G.C. che, per la sua approvazione, deve seguire una procedura del tutto diversa e ben più lunga rispetto ad una variante parziale. Il carattere strutturale della variante, così riferisce la Provincia, è soprattutto legato all’introduzione delle modifiche normative, peraltro oggetto anche delle osservazioni dei trentatre progettisti saviglianesi, che vanno ad interessare i beni architettonici aventi valore storico-documentario e del nuovo articolo, anch’esso motivo di riflessioni, che regola gli indirizzi da seguire per la mitigazione degli interventi edilizi e l’obbligo della compensazione ambientale non regolamentata però direttamente dalla variante di Piano ma da disciplinarsi con futuro regolamento. Inoltre la nota della Provincia fa riferimento ad alcune incompatibilità della variante in argomento con il piano sovraordinato di coordinamento provinciale ed anche questa situazione non è consentita dall’articolo 17 comma 5 della legge urbanistica della Regione Piemonte.

La criticità è evidentemente legata al fatto che la redattrice della variante, ing. Ferrato, non si è preoccupata di condividere preventivamente con la Provincia i contenuti della sua variante e quest’ultima non ha potuto fare a meno di evidenziare la necessità di ulteriori approfondimenti in relazione alla scelta della procedura urbanistica più appropriata per attuare le nuove previsioni introdotte dalla variante n. 39 di Piano Regolatore.

Il Sindaco e la redattrice, ing. Ferrato, non hanno sottoposto preventivamente la variante al Piano Regolatore, oltre che agli operatori del settore (progettisti e costruttori) per un auspicato costruttivo confronto, paradossalmente neppure al Settore comunale per l’edilizia e l’urbanistica e ciò è dimostrato dal corposo ed inusuale elenco di osservazioni formulate sulla variante adottata proprio da esso.

Ci si chiede come mai i consiglieri comunali che fanno parte del governo cittadino e che svolgono attività lavorativa come tecnici progettisti non abbiano fatto presente al sindaco ed alla redattrice del Piano che quest’ultimo presentava criticità e che forse sarebbe stato opportuno un ampio coinvolgimento degli operatori di settore, degli uffici comunali e degli organi di controllo. Pare invece che dei contenuti di detta variante di P.R.G.C. ne fosse a conoscenza un ristrettissimo numero di persone e ciò è dimostrato dall’accesso agli atti operato da alcuni consiglieri pochi giorni prima della votazione consigliare.

Dalla lettura dei contenuti della variante n. 39 al Piano Regolatore traspare in modo peraltro evidente la volontà netta dell’Amministrazione comunale di rendere più difficoltosa ed onerosa l’edificazione nel Comune saviglianese, dimenticando però che gli oneri derivanti dall’attività edilizia hanno costituito negli anni la primaria fonte di risorse necessarie per il buon funzionamento della macchina cittadina. 

La Regione Piemonte, con la nuova Legge n.7 del 21 maggio 2025, ha dato un segnale chiaro sull’indirizzo politico regionale e cioè la volontà di agevolare e stimolare in tutti i modi possibili attività di rigenerazione urbana con il recupero dei volumi dismessi e la

sostituzione edilizia degli edifici datati. 

L’amministrazione comunale saviglianese pare invece andare inspiegabilmente nella direzione opposta per cui si auspica un suo ravvedimento operoso.

Redazione

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