Come ci ricorda Slow Food Bra, il 7 giugno è stata celebrata la Giornata mondiale della sicurezza alimentare, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con una risoluzione, approvata a New York il 20 dicembre 2018.
Una giornata nata per sensibilizzare l’opinione pubblica circa l’importanza di un’alimentazione corretta. L’obiettivo è quello di promuovere la corretta informazione dei cittadini migliorando la consapevolezza di come l’elevato livello di sicurezza alimentare riguarda tutti e che oggi è cruciale per la salute globale, ma anche per far fronte ai cambiamenti climatici e dare vita a sistemi alimentari sostenibili a livello mondiale.
Il tema del 2025 “La scienza in azione” sottolinea il ruolo cruciale della scienza nel garantire la sicurezza degli alimenti. Dalla valutazione dei rischi alla definizione degli standard e dei protocolli di lavorazione, gli investimenti nel settore scientifico sono cruciali per prevenire malattie di origine alimentare.
La FAO e l’OMS hanno prodotto una guida che spiega ai Governi le fasi per garantire una salubrità alimentare ai cittadini. 1. Accertati che il cibo sia sicuro. I governi devono garantire cibi sicuri e nutrienti per tutti. 2. Coltivalo in modo sicuro. Produttori agricoli e alimentari devono adottare metodi corretti. 3. Tienilo al sicuro. Gli operatori di settore devono garantire che il cibo sia trasportato, immagazzinato, conservato e gestito in modo sicuro. 4. Verifica che sia sicuro. I consumatori devono ricevere informazioni tempestive, chiare e affidabili sui rischi nutrizionali e patologici legati alle loro scelte alimentari. 5. L’unione fa la salubrità. I governi, gli enti economici regionali, le organizzazioni delle Nazioni Unite, le agenzie di sviluppo, le organizzazioni commerciali, i gruppi di produttori e consumatori, gli istituti universitari e di ricerca e gli enti privati devono collaborare sulle problematiche della salubrità alimentare.
Il messaggio che emerge chiaro è che la responsabilità appartiene a tutti, dai genitori che educano il gusto dei propri figli e dalle scuole dove si fa formazione, fino ai governanti che con l’azione politica possono indirizzare il sistema produttivo ed alimentare verso logiche di promozione della salute dei cittadini e del pianeta.




