Le acque della politica valligiana sono in agitazione.
Nulla di tempestoso, ma l’intervista di Silvano Dovetta, sindaco di Venasca e presidente dell’Unione montana, nella quale ha annunciato di voler fare un passo indietro dalla guida dell’Unione, qualche fermento lo sta creando.
Non tanto perché la sua successione sia già stata messa in calendario, quanto perché l’ipotetica uscita di scena di un personaggio che ha dominato la scena politica di valle per decenni qualche problema lo crea.
Nessun sindaco, sia chiaro, è uscito allo scoperto facendosi avanti e la questione, per il momento, viene presa alla larga.
Ci sono un paio di questioni più urgenti da affrontare che riguardano il Bim (Bacino Imbrifero) del Varaita dopo la rottura con il sindaco di Frassino Roberto Ellena, il quale si era dimesso dalla deputazione denunciando il mancato rispetto di accordi che avrebbero dovuto portarlo alla vicepresidenza, e il rinnovo del Gal Terre Occitane.
Due temi che si stanno intersecando.
Infatti, per sanare quel vulnus, Ellena – dopo una riunione di sindaci valligiani tenutasi mercoledì scorso a Sampeyre – verrà proposto dalla valle Varaita per la presidenza del Gal.
Operazione tutt’altro che agevole considerato che se già la definizione del consiglio di amministrazione del Gruppo di Azione Locale non risulta semplice, ben più complessa è l’individuazione di un presidente condiviso.
È appena il caso di ricordare che, nelle scorse settimane, è già stato “bruciato” Giuliano Ruatta, ex sindaco di Castellar e attuale consigliere comunale di maggioranza a Saluzzo, a dimostrazione di quanto sia complicata la stagione delle nomine.
La proposta avanzata dalla valle Varaita dovrà essere posta sul tavolo insieme a quelle delle altre valli e sottoposta a mediazione.
Per il Bim è stata invece raggiunta un’intesa che prevede l’ingresso nella deputazione di un amministratore sempre di Frassino: al posto del sindaco Ellena entra il suo vice, Fabio Tallone, ingegnere, non come vicepresidente (questo ruolo resta appannaggio di Elena Vincenti, sindaco di Isasca) ma semplice membro dell’esecutivo.
Siglata la “pace di Frassino”, sono iniziati i primi timidi approcci alla successione di Dovetta.
Va detto, a scanso di equivoci, che non c’è amministratore di valle disposto a scommettere che questa possa avvenire prima del tardo autunno, se non addirittura ad inizio 2025.
Qui la fantasia si spreca. Alcuni indicano Roberto Dadone, sindaco di Sampeyre e attuale vicepresidente dell’Unione, ma l’interessato si mostra riluttante. Altri, nell’ipotesi un rinnovamento nella continuità, pensano ad Andreino Allasina, sindaco di Pontechianale. Altri ancora, nel solco di una transizione morbida, non escludono Giuliano Degiovanni, sindaco di Rossana.
Se vengono considerati fuori dai giochi, per arcinote ruggini, i due Amorisco, Domenico (sindaco di Casteldelfino) e Paolo (sindaco di Brossasco) e Stefania Dalmasso, sindaco di Piasco, ritenuta troppo “calderoniana” in un contesto di amministratori quasi tutti vicini all’assessore regionale Marco Gallo (Lista Cirio), c’è anche chi – da Costigliole – chiede di non escludere a priori la bassa valle considerando anche il peso della popolazione.
Come si vede grande è ancora la confusione sotto il cielo politico-amministrativo della valle Varaita.
Se si volesse dirla in termini giuridici siamo appena alle schermaglie procedurali.





