Il territorio ricorda lo scultore Davide Calandra, a 110 anni dalla morte. Tre comuni – Acceglio, Murello e Savigliano – hanno predisposto un calendario comune di iniziative intitolato “I Calandra. Vita e cultura di una famiglia di montagna e pianura”.
Dopo il primo evento avvenuto a Savigliano a maggio, domenica 15 giugno, toccherà a Murello dove la famiglia Calandra, a partire dalle 9,30 fino al tardo pomeriggio, sarà ricordata con itinerari nei luoghi ‘calandriani’ (in carrozza, a piedi e in bici), oltre che con animazioni, mostre, laboratori e momenti di approfondimento culturale.
La celebrazione della famiglia Calandra nasce da due motivi principali: il centodecimo anniversario della morte dello scultore Davide Calandra (1915) e i recenti studi che ne hanno riscoperto le radici ad Acceglio e il forte legame con Murello, dove nel 1807 fu acquistata la storica tenuta della Commenda.
I Calandra, originari della Valle Maira, si distinsero per cultura e spirito d’iniziativa: Claudio, sindaco e parlamentare, innovò l’irrigazione agricola; Edoardo, scrittore, fu autore del romanzo storico ‘La bufera’; Davide, scultore, firmò importanti opere tra cui il bassorilievo al Parlamento di Roma.
Nonostante l'importanza del loro contributo, la famiglia è ancora poco conosciuta.
Per questo il Comune di Murello promuove un ampio progetto culturale volto a riscoprirne il valore e rafforzare il legame tra la comunità e il suo patrimonio storico.
A testimoniare questo impegno è il sindaco di Murello Fabrizio Milla, che racconta con passione la sua scoperta personale del romanzo ‘La bufera’, scritto nel 1899, da Edoardo Calandra e del mondo della sua famiglia.
“Fino a qualche anno fa non sapevo nulla di Edoardo Calandra e del suo romanzo ‘La bufera’ – ammette il primo cittadino – e per quanto mi riguarda devo confessare che ho conosciuto il romanzo solo dopo essere diventato un abitante di Murello, e poi sindaco, paese a cui la famiglia Calandra fu molto legata”.
Una scoperta tardiva, ma destinata a lasciare un segno profondo nel sindaco: “Oggi ne parlo con consapevolezza e estremo compiacimento – prosegue Milla – la consapevolezza dell’importanza di rivalutare figure come Claudio, Davide ed Edoardo Calandra, nonché ‘La bufera’, un romanzo di fine Ottocento che a suo tempo riscosse grandi apprezzamenti, calato nella storia, nella cultura e nel territorio, in particolare modo in quello murellese”.
Il sindaco sottolinea anche il legame affettivo che si è creato nel tempo: “Mi sono molto affezionato a Edoardo e alle figure della famiglia Calandra. Il legame che hanno avuto con Murello è molto forte, fatto di un vero affetto verso il paese e il suo territorio”.
Un sentimento che – secondo Milla – va ben oltre le radici anagrafiche: “Come La bufera è un romanzo d’amore, anche quello che Calandra provava per Murello è vero amore, sincero, spontaneo, diverso da chi ci è nato e vissuto, da chi lega i ricordi di una vita al proprio paese, come l’amore naturalmente dovuto che si può avere per una madre o un padre. - E aggiunge: “L’amore di Edoardo, agiato borghese torinese, per il nostro paese è qualcosa di spontaneo e assolutamente sincero, come quello di un uomo che si innamora di una donna”.
Milla si riconosce in questo stesso amore di calandra per Murello: “In questo sentimento mi rispecchio, di origini torinesi, attualmente sindaco di Murello, con l’augurio che queste iniziative sui Calandra, parte di una progettazione più ampia di valorizzazione di tutto il territorio, possano rinsaldare il legame dei cittadini con il proprio paese e facciano conoscere, come merita, questa parte del Piemonte”.






