- 02 luglio 2025, 00:00

Dieci anni di Anima Festival: il folle sogno di due fratelli è diventato il simbolo di un territorio

Ivan e Natascia Chiarlo sono riusciti a portare all'Anfiteatro dell'Anima, nella campagna di Cervere, decine e decine di artisti di fama internazionale. Ma dieci anni fa nessuno ci avrebbe scommesso...

Dieci anni di Anima Festival: il folle sogno di due fratelli è diventato il simbolo di un territorio

Il 2025 è l'anno del decennale di Anima Festival. E, a guardarsi indietro, viene solo da pensare ad una cosa: "Chi lo avrebbe detto?"

Difficile, infatti, pensare a qualcosa di più folle. Portare un Festival tra i campi di Cervere. Eppure, a distanza di 10 anni, non solo l'Anima Festival esiste ancora, ma è diventato un punto di riferimento dell'estate italiana, una delle kermesse più ambite e apprezzate da parte di artisti e pubblico. 

Questo anniversario verrà celebrato con un cartellone ricco, trasversale e coerente con la sua vocazione originaria: offrire al pubblico un’esperienza artistica immersiva, a contatto con la natura e con l’anima del territorio.

La rassegna, ideata e diretta da Ivan e Natascia Chiarlo, tornerà a incantare l’Anfiteatro dell’Anima a Cervere, un luogo unico nel suo genere, incastonato tra i campi e pensato fin dall’inizio come punto di incontro tra arte, spiritualità e paesaggio rurale.

Ai nomi già annunciati nei mesi scorsi – Noemi, Nek, Marco Masini, Simone Cristicchi, i Sax e Massimo Ranieri – si aggiungono ora la comicità di Ale e Franz e la proiezione del film “Onde di Terra”, testimonianza del desiderio del Festival di ampliare lo sguardo oltre la musica, abbracciando cinema, teatro e cultura.

La presentazione del programma 2025 si è svolta nella sede della Cia Cuneo, in piazza Galimberti, ed è stata anche l’occasione per annunciare la nuova collaborazione tra il Festival e l’organizzazione agricola. Un’alleanza che nasce da valori condivisi – radici, comunità, rispetto per la terra – e che trova la sua cornice ideale proprio nell’anfiteatro immerso nella campagna.

«L’Anfiteatro dell’Anima rappresenta il luogo perfetto per l’incontro tra uomo e natura, arte e spiritualità – ha dichiarato Claudio Conterno, presidente di Cia Cuneo –. L’agricoltura non è solo produzione: è cultura, identità, valore sociale».

Qui tutti gli appuntamenti di questa ricchissima edizione

Dieci anni di crescita, visione e radicamento

Era il 2016 quando Anima Festival debuttava con la scommessa, allora audace, di portare spettacoli di qualità in un anfiteatro all’aperto creato tra le colline e i campi coltivati. Quella prima edizione fu segnata dallo stupore del pubblico e dalla volontà chiara di offrire qualcosa di diverso: un palcoscenico non convenzionale, senza distrazioni artificiali, dove la natura diventava scenografia e l’emozione si faceva essenziale.

Negli anni, il Festival ha ospitato decine di artisti di fama nazionale e internazionale, da Francesco De Gregori a Fiorella Mannoia, da Ludovico Einaudi a Gianna Nannini,  da Anastacia ad Antonello Venditti, senza dimenticare Mahmood e Ermal Meta, Giorgia, Mannarino e tanti altri artisti e interpreti. Sempre con lo stesso spirito: autenticità, ascolto e bellezza.

Il pubblico è cresciuto costantemente, affezionandosi al format e al luogo, fino a trasformare l’Anfiteatro dell’Anima in uno dei riferimenti culturali più significativi del Piemonte, tanto da attirare visitatori da tutta Italia.

Un premio che parla di vita

Tra i momenti più attesi del decennale, c’è la consegna del Premio Spiga d’Oro 2025 a Simone Cristicchi, in programma il 20 luglio. Il riconoscimento, assegnato ogni anno da Cia Cuneo a personalità che si sono distinte per la sensibilità verso i temi della solidarietà, sarà conferito per la canzone “Quando sarai piccola”, presentata a Sanremo. Un brano che parla del rapporto tra genitori e figli con la delicatezza e la profondità che appartengono anche al mondo contadino, dove la famiglia è ancora luogo di trasmissione, lavoro condiviso, presenza.

Alla cerimonia sarà presente anche la Fondazione IV Comandamento, fondata da Josetta Saffirio, che da anni si occupa di genitori anziani in difficoltà. Un segno concreto che ribadisce la volontà di Anima Festival di essere non solo bellezza, ma anche impegno, cura, comunità.

Il futuro: un presidio culturale permanente

«Anima Festival non è solo una rassegna musicale – ha dichiarato Ivan Chiarlo –: è un atto d’amore per la nostra terra. In dieci anni abbiamo costruito relazioni, custodito un sogno e visto nascere una comunità attorno a questo luogo. Ora vogliamo crescere ancora».

Tra gli obiettivi per il futuro c’è l’ampliamento della durata del Festival, rendendo l’Anfiteatro dell’Anima un presidio culturale attivo per tutta l’estate, con eventi diffusi, residenze artistiche, iniziative per le scuole e il territorio. 

«La terra che ci ospita è la stessa che ci ispira. Insieme a Cia vogliamo raccontarla, celebrarla e farla vivere tutto l’anno».

Un desiderio che non è solo progettuale, ma etico: custodire la bellezza di un paesaggio agricolo non solo con le mani, ma anche con lo sguardo. Raccontarlo, celebrarlo. Anima Festival ha dieci anni. Ma ha ancora la leggerezza e l’entusiasmo del primo giorno. Perché ogni estate, a Cervere, non si assiste a uno spettacolo: si partecipa a un rito. 

Barbara Simonelli

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