225 anni fa, nei primissimi giorni di luglio del 1800, la città di Cuneo visse un momento storico che avrebbe segnato per sempre il suo assetto urbano e il suo destino. Su ordine di Napoleone Bonaparte, iniziò infatti l’abbattimento delle secolari mura difensive, simbolo della città-fortezza e testimoni dei numerosi assedi subiti nel corso dei secoli. Alla fine del XVIII secolo, però, l’idea di difendere città murate era diventata obsoleta: per fare la guerra bisognava essere rapidi ed efficaci, le battaglie si svolgevano in campo aperto.
Erano gli anni di Napoleone, che aveva esteso il suo dominio su tutta la nostra regione. Proprio ai primi di luglio, esattamente il giorno 2, il “Piccolo Caporale” decretò che le mura di Cuneo dovevano essere abbattute. La demolizione vera e propria iniziò il giorno successivo, 3 luglio, e durò un anno: un progetto destinato a cambiare radicalmente il volto della città. Di fatto, quello che Napoleone chiamò Plan et projet d’aggrandissement et embellissement de la Ville de Coni fu il primo piano regolatore della nuova Cuneo, che prevedeva una struttura urbana più aperta, con nuove strade, piazze e spazi pubblici, tra cui l’odierna piazza Galimberti, destinata a diventare il cuore della vita cittadina.
Curioso il raffronto con quella che è diventata la Cuneo di oggi. Nel luglio del 1800, prima dell’abbattimento delle mura, la popolazione del concentrico era stimata intorno ai 7.500 abitanti. Altissima la densità abitativa: oltre 250 abitanti per ettaro all'interno del perimetro fortificato. Nel 2024, la popolazione di Cuneo ha raggiunto circa 56.000 abitanti, il 646% in più rispetto all’inizio del diciannovesimo secolo, ma distribuiti su un territorio comunale molto più vasto, pari a circa 120 km².
Il territorio del Comune di Cuneo, oggi, non coincide più solo con l’altipiano, ma comprende anche le frazioni di Bombonina, Borgo San Giuseppe, Cerialdo, Confreria, Madonna dell'Olmo, Madonna delle Grazie, Passatore, Roata Canale, Roata Rossi, Ronchi, San Benigno, San Pietro del Gallo, Spinetta, Tetti Pesio e una porzione di Trucchi.

La densità abitativa odierna risulta quindi nettamente inferiore: circa 467 abitanti per km quadrato. Il centro urbano ne conta molti di più, a dimostrazione della crescita e della diversificazione degli spazi abitativi. Nel 1800, invece, la densità media nella zona fortificata era di circa 2.500 abitanti per km quadrato. Oggi la densità è inferiore dell’81,3% rispetto a quella stimata all’interno delle mura, a conferma dell’espansione del territorio comunale e della diversa distribuzione della popolazione.
Dopo il piano napoleonico, sono seguiti altri piani regolatori fondamentali per la nostra città: quello in vigore tra il 1860 e il 1870, che vide la nascita di nuovi quartieri residenziali; poi, nel 1928, in piena epoca fascista, il piano che prevedeva l’ampliamento e la progettazione dell’area di Corso Nizza e Corso Dante.
Nell’era post-bellica fu approvato un nuovo piano regolatore nel 1955, noto anche come Piano Guidi, che introdusse una zonizzazione dettagliata del territorio comunale e nuovi parametri urbanistici per regolare l’espansione della città in un periodo di forte crescita. Tra le opere realizzate o avviate in quegli anni si ricordano nuovi complessi abitativi nelle zone periferiche, ampliamenti delle strade principali e la costruzione di servizi pubblici come scuole e impianti sportivi, che contribuirono a trasformare Cuneo da borgo fortificato a città moderna e funzionale.
Negli anni del boom economico fu approvato un altro ambizioso piano regolatore, nel 1976, che ridefinì l’urbanistica della città concentrandosi maggiormente sulle frazioni e sulle zone industriali. Per la prima volta, tra gli obiettivi del piano, si parlò anche di tutela ambientale e di valorizzazione del verde urbano.
Il “padre” del piano regolatore degli anni 2000 è stato invece l’architetto Giovanni Previgliano, dirigente del Settore Programmazione del Territorio del Comune di Cuneo, con specializzazioni in pianificazione territoriale e restauro architettonico. Coordinò la stesura del piano insieme a un gruppo di tecnici e urbanisti. Il piano, tuttora in vigore, seppure con modifiche importanti, ha portato a una significativa rigenerazione urbana, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e alla mobilità integrata.
Un altro interessante confronto tra la Cuneo del 1800 e quella di oggi riguarda la composizione della popolazione. Due secoli fa, la città era quasi esclusivamente abitata da piemontesi cattolici, con una piccola minoranza ebraica residente nel ghetto istituito nel XVII secolo. Nel XXI secolo, invece, Cuneo si è trasformata in una città multiculturale, con una popolazione straniera residente che rappresenta circa il 9,5% del totale. Le principali comunità presenti sono quelle romena, marocchina, albanese, cinese e senegalese. È cambiato anche il panorama religioso, con la presenza di fedeli islamici, ortodossi, protestanti e buddisti.
In sostanza, l’abbattimento delle mura ha avuto un impatto profondo sullo sviluppo sociale e culturale di Cuneo. La cinta rappresentava un confine fisico e simbolico, che separava la città dal resto del territorio, ma distingueva anche cittadini da quelli che venivano considerati degli "estranei", impedendo di fatto la crescita urbana e sociale della città. Con la loro rimozione, si è superata quella separazione netta, aprendo il tessuto urbano verso l’esterno e favorendo una crescita più libera e inclusiva.





