C’è un’aria sospesa, incertezza che scivola tra le vigne come un vento improvviso. La vendemmia non è lontana, ma le preoccupazioni non attendono l’autunno: eccedenze strutturali, dazi americani in agguato, norme stradali che mutano la percezione del vino, comunicazione pubblica che tende a criminalizzare più che educare. In questo contesto, il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, guidato da Sergio Germano, non cede al catastrofismo, ma invita alla programmazione e alla coesione.
“Non siamo ancora toccati direttamente dalle criticità più gravi”, afferma Germano. “I nostri vini appartengono a una fascia alta del mercato, meno soggetta a oscillazioni immediate. Ma sarebbe ingenuo pensare di esserne immuni: il contesto globale è incerto e volatile, serve una lettura realistica e collettiva, evitando le dichiarazioni a effetto”.
Il riferimento è duplice. Da un lato, l’ipotesi di dazi statunitensi sui vini europei – di nuovo al centro dell’agenda – rischia di compromettere i rapporti con un mercato fondamentale. Dall’altro, la nuova stretta sul Codice della Strada, con l’inasprimento delle sanzioni per chi guida in stato d’ebbrezza, ha avuto un impatto immediato sul consumo nei locali.
“Non sono i limiti di legge a essere cambiati, ma il modo in cui il pubblico li percepisce”, osserva Germano. “Molti ristoratori ci riferiscono un calo evidente: il cliente, per timore, rinuncia. È la paura a generare danni, non la norma in sé. Per questo bisogna ritrovare equilibrio, educare a una cultura della responsabilità, non alimentare la demonizzazione del vino”.
Il vino – ribadisce il presidente – “non è solo una bevanda, ma un simbolo culturale e gastronomico. In altri Paesi si adottano approcci pragmatici: chi guida si astiene, gli altri godono in sicurezza. Noi dobbiamo tornare a parlare di stile di vita, non di emergenza”.
Intanto, il settore si prepara a un momento decisivo: il 14 luglio a Torino è previsto un nuovo incontro con i rappresentanti dell’industria, a seguito del Tavolo verde convocato in Regione il 30 giugno. “È fondamentale che i diversi attori inizino a lavorare come squadra”, commenta Germano. “Come Consorzio siamo pronti a fare la nostra parte. Ma serve una visione lunga, condivisa, capace di integrare esigenze produttive, promozione e sostenibilità economica”.
Sul tema delle eccedenze, Germano mantiene una posizione di rigore e responsabilità: “Non possiamo ignorare i segnali. Le giacenze sono alte, e anche se non ci riguardano direttamente, è nostro dovere analizzare cosa accade intorno. Occorre gestire i superi con intelligenza, evitare nuove autorizzazioni all’impianto senza una strategia alle spalle, e potenziare la comunicazione dei nostri valori, in Italia e nel mondo.”
Nessuna chiusura netta, ma nemmeno aperture facili alla distillazione: “È una misura estrema, non una soluzione strutturale. Se proprio dovrà essere fatta, che sia l’ultima delle risposte, dopo aver tentato ogni altra via possibile.” La chiave, secondo Germano, è non perdere il senso della realtà: “Il nostro compito è accompagnare il settore, dare segnali di serietà e competenza. Gridare all’allarme non serve. Essere lucidi, sì. Le sfide sono complesse, ma la forza del nostro vino sta anche nella capacità di affrontarle con misura”.





