Un raro esempio di spazio dedicato alla meditazione e al lavoro, nato nel XVIII secolo in armonia con l'architettura del complesso religioso.
È stato svelato oggi, venerdì 18 luglio, il restauro e il recupero dei Giardini del Santuario della Madonna della Mirra di Piozzo.
Attraverso elementi architettonici, affreschi e pergolati, il giardino racconta ancora oggi la sua funzione originaria di luogo di raccoglimento, contemplazione e sostentamento. 
“Ringraziamo la Regione per la presenza e i proprietari Antonella Ramella ed Eric Quartara proprietari di questo splendido luogo, a tutte le istituzioni e alle associazioni di Volontari per l’arte - ha detto il sindaco di Piozzo, Sergio Lasagna -. Un momento importante di recupero per questo sito che è stato recuperato attraverso il PNRR, che oggi ritrova il suo splendore”.

I giardini sono parte dell’antico complesso del Santuario della Mirra, oggi struttura decadente, di proprietà di un privato che - come detto dal sindaco - si è reso disponibile a donarlo a un ente senza scopo di lucro in vista di un possibile recupero.

“Quando siamo entrati qua - ha spiegato il proprietario, Eric Quartara - era una selva e abbiamo fatto un primo intervento dei tre lati della mura, recuperando le strutture. Poi con l’architetto Chionetti abbiamo partecipato a un bando che ci ha concesso di restaurare la meridiana esterna, gli affreschi, con la ricostruzione delle pergole, attraverso documentazioni conservate negli archivi della chiesa”.
“Questo è un giardino dei padri del santuario che, come avveniva in passato, ospitava anche erbe ed essenze officinali - ha aggiunto Massimiliano Caldera, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Alessandria Asti Cuneo - uno spazio aulico. Gli affreschi erano coperti dalla vegetazione e in qualche misura abbiamo dovuto non solo recuperarle ma raccontare il loro significato più intrinseco”.
“Grazie a un contributo dell'Unione europea, NextGenerationEU con bando di tutela e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale - ha spiegato l'architetto Enrico Chionetti che ha seguito i lavori - è stato ripristinato il giardino della struttura. In un primo momento la proprietà è intervenuta con interventi di pulizia del giardino che era infestato da rovi e arbusti e in un secondo momento, in accordo con la Soprintendenza sono stati realizzati i lavori per il recupero conservativo dell'area, circondata da mura del '700, che conserva ancora splendidi affreschi e trompe-l'oeil con paesaggi. È difficile ricostruire tutti i passaggi che sono stati fatti nel corso dei lavori, con la signora Felicina Priola, abbiamo lavorato facendo ricerche su documenti e libri per poterne ricostruire la storia”.
Il progetto del giardino risale all'inizio del XVIII secolo, in concomitanza con la costruzione del Santuario e della Casa per gli esercizi spirituali. I documenti d'archivio attestano che nel 1744 le mura erano già in gran parte completate e, nello stesso anno, furono realizzati la meridiana, il portone ligneo e la scalinata mediante pietre lavorate acquistate a Mondovì.

Agli angoli e al centro si trovano affreschi raffiguranti vedute architettoniche e paesaggi, realizzati tra- il 1744 e il 1748.
Sul lato esterno, di fronte alla facciata della chiesa, sono ancora visibili una meridiana, realizzata nel mese di luglio 1744 da frati cappuccini, e un imponente portale incorniciato da un finto bugnato che introduceva al giardino.
Agli angoli del giardino erano presenti quattro pergole in legno coperte da viti ("lignanga"), oggi ricostruite nel corso del restauro.
Il 22 ottobre 1747 fu acquistato il legname e le prime due pergole vennero realizzate nell'aprile 1750 da "mastro Costanzo falegname", mentre le altre due furono completate nel mese di aprile 1752 da "Bernardo Manzano falegname". Nel 1745 vennero infine collocate quattro panche in pietra con seduta sorretta da modiglioni, di cui sono ancora visibili gli incassi nelle pareti affrescate.
In chiusura è intervenuto il presidente regionale, Alberto Cirio, presente con l’assessore Fabio Carosso e il vice presidente del consiglio regionale Franco Graglia: “Siamo contenti di essere qua e aver potuto contribuito con il PNRR per questo intervento. Ringraziamo la lungimiranza della proprietà, alla soprintendenza che garantisce il recupero e il rispetto dell’arte e della storia che ci ha preceduti. Un primo passo per un recupero complessivo più ampio su cui possiamo lavorare insieme”.
I giardini, già aperti lo scorso maggio per la camminata, “Sulle ali di Manu, Laura, Nicky e Manuela", saranno visitabili contattando i Volontari per l’Arte.










