Un anno fa, oggi, si concludeva la mia seconda missione in Kenya. Proprio in queste ore, con il magone, ma anche con la consapevolezza che sarei tornato presto, lasciavo l’ospedale di North Kinangop per tornare in Italia.
Il cuore era colmo di sorrisi, di bellezza, di gioia e gratitudine verso Bruno Frea, quell’uomo dalle poche parole, ma dai grandi gesti che era entrato nella mia vita nel momento più difficile per me. Come fanno le persone migliori che si possano incontrare, Bruno ha riflesso la propria grandezza su di me che non stavo vivendo un rapporto felice con l’autostima e con la fiducia in me stesso. Gli uomini migliori sono così, fanno sentire migliore chi hanno intorno e io avevo un estremo bisogno di questo.
Ci sono persone che insegnano con le parole, altre con gli scritti, Bruno Frea insegna con gli abbracci.

Per chi ancora non lo sapesse l’ospedale di North Kinangop, sugli altipiani del Kenya, un nosocomio a servizio di oltre 300 mila persone, a 2.500 metri di altitudine, nato dal sogno del missionario don Sandro Borsa sulle ceneri di un piccolo e remoto dispensario.
Qui arrivai la prima volta nel novembre 2023 in un luogo lontano dagli stereotipi di chi quando pensa al Kenya pensa al mare e, va a capire perché, al deserto. Il Kenya è il Paese più verde e rigoglioso che abbia mai visto. Quel giorno pioveva, piovve anche i successivi e faceva freddo, in fondo l’altitudine, è quasi quella del Colle dell’Agnello.
Di freddo, a North Kinangop, c’era solamente il clima, in quei muri costruiti con tanto cuore e impastati nella Provvidenza. Quando arrivai la prima volta stavo vivendo il periodo più infelice e difficile della mia vita, a North Kinangop trovai sorrisi, amicizia e ascolto, tutto ciò di cui avevo bisogno.

L’ospedale è, oggi, un esempio di economia circolare creato in poco più di 30 anni e totalmente autonomo dal punto di vista energetico e dell’approvvigionamento di cibo per pazienti e personale con oltre 100 ettari di terreni coltivati e boschi.
A fine ottobre ritornerò per la quarta volta, per raccontare in diretta durante l’asta di "Barolo en primeur" e quella mondiale del Tartufo Bianco d’Alba la missione di Don Sandro Borsa.

Il prossimo obiettivo è fissato: realizzare uno dei centri prelievo più importanti dell’Africa, servono oltre 100 mila euro, ne mancano metà e con il sostegno delle due aste sarà possibile realizzare l’ennesimo sogno di Don Sandro e della gente di North Kinangop.
Grazie al sostegno dell’Asta, del presidente Roberto Bodrito e del direttore Marco Scuderi, nelle scorse due edizioni è stato possibile contribuire all’allestimento delle nuove sale operatorie dell’ospedale, un passaggio fondamentale per raddoppiare le potenzialità del nosocomio.
La generosità degli albesi è stata grande anche nel riempire, nei miei tre viaggi, una decina di valigie, di torroncini, biscotti, pastelli, colori, zainetti, quaderni e tutto quanto possa servire per i bambini di North Kinangop, ma anche di Nairobi.
Sì, perché una parte del materiale è stato donato ad Amini Home, una casa in cui trovano rifugio le prostitute di Nairobi e i loro figli.
La solidarietà e la disponibilità di tutte le persone a cui ho chiesto sostegno mi ha colpito e anche commosso e mi ha dato molta speranza.
Per chi volesse avvicinarsi a questo straordinario mondo di solidarietà è nata l’associazione “Amici di Kinangop” fondata dall’urologo Bruno Frea per sostenere e far conoscere l’ospedale di North Kinangop.
https://amicidikinangop.altervista.org/sostienici/























