Una bandiera dal grande valore simbolico. La città di Bra ha ottenuto il prestigioso riconoscimento Spighe Verdi 2025, confermandosi comune virtuoso e impegnato nella promozione di un modello di sviluppo sostenibile, attento all’ambiente, alla qualità della vita e alla valorizzazione del proprio territorio.
Per la 5ª volta consecutiva, la capitale del Roero si è candidata ed ha ottenuto questo risultato, mostrando di anno in anno i suoi progressi performativi, affrontando e risolvendo le criticità. Nel 2025 i comuni virtuosi salgono a 90, rispetto ai 75 del 2024.
Il sindaco di Bra, Gianni Fogliato, ha espresso soddisfazione per il traguardo raggiunto, così come l’assessore Francesca Amato che lo ha definito «Un riconoscimento al lavoro costante svolto nel tempo per la tutela dell’ambiente, la valorizzazione del paesaggio e il supporto alle imprese agricole locali».
Aggiungendo anche le ragioni del merito: «Le politiche green e ambientali ci vedono ad alti livelli per gli eccellenti risultati sulla raccolta differenziata e per la capacità di coniugare lo sviluppo urbanistico con le necessità della sostenibilità ambientale. Perciò siamo felici di confermare il trend migliorativo sugli indicatori di crescita oggetto della certificazione nazionale, dall’agricoltura di qualità alla ricettività turistica; dalla qualità dell’aria e dell’acqua ai progressi energetici; dalle ricuciture del tessuto urbano e urbanistico alla sostenibilità ambientale».
L’assessore ha poi elogiato la forte sinergia che ha saputo coniugare tradizione, cultura e innovazione: «Bilancio più che positivo e orgoglio di tutta l’amministrazione comunale per un riconoscimento che non premia solo le bellezze del paesaggio, ma una gestione del territorio sostenibile e virtuosa. Ringraziamento doveroso ai settori che hanno lavorato; ai nostri agricoltori; agli operatori turistici; alle imprese; alle associazioni; agli uffici comunali di tutte le ripartizioni, che operano quotidianamente al perseguimento di questi obiettivi; a ciascun cittadino per l’impegno nel rispetto delle regole nei vari ambiti che dimostra quanto ogni braidese abbia a cuore la propria città; a chi in diverse forme scommette sulle ricchezze e bellezze di Bra, contribuendo a migliorarla ed elevarla».
Alla fine lo sguardo è rivolto al futuro: «Continueremo a lavorare in questa direzione con la stessa determinazione e nuovi obiettivi, mettendo sempre al centro il benessere della nostra comunità e la valorizzazione del nostro patrimonio paesaggistico e ambientale».
Spighe Verdi 2025
Gemelle delle Bandiere Blu, le Spighe Verdi 2025 sono state assegnate a 90 comuni e borghi rurali diffusi in 15 regioni italiane che segnano il successo della 10ª edizione del programma per lo sviluppo rurale sostenibile pensato dalla FEE - Foundation for environmental education - Italia. La cerimonia si è svolta il 24 luglio a Roma presso il CNR e ha festeggiato 17 nuovi ingressi, lasciando fuori solo 2 comuni.
Il Piemonte è 1° in graduatoria con 18 Spighe Verdi totali. Conferme per Alba, Bra, Canelli, Castiglione Falletto, Centallo, Cherasco, Gamalero, Gavi, Guarene, Monforte d’Alba, Pralormo, Santo Stefano Belbo e Volpedo. Prima volta invece per Acqui Terme, Carignano, Poirino, Chiusa di Pesio e Narzole in provincia di Cuneo, che si scopre il territorio più virtuoso.
Tutti e 18 i comuni hanno presentato strategie per una gestione del territorio con percorsi che giovano all’ambiente e alla qualità della vita dell’intera comunità, valorizzando il patrimonio rurale, ricco di risorse naturali e culturali, anche in un’ottica di occupazione.
Dopo il Piemonte troviamo la Calabria con 10 località, 3 delle quali new entry, mentre le Marche si piazzano al 3° posto con 9 comuni premiati. Toscana e Umbria raggiungono quota 8, con un ingresso e un’uscita ciascuna per quest’ultima, e la Puglia conferma 8 località. La Campania si ferma a 7, con una nuova località certificata.
Il Lazio conta 5 comuni Spighe Verdi, con un ingresso e un’uscita, mentre la Liguria raddoppia le sue presenze portandosi a 4, grazie a 2 nuove entrate Andora e Borgio Verezzi entrambe in provincia di Savona, che si aggiungono a Lavagna e Sanremo.
Sicilia e Abruzzo salgono a 3 comuni, grazie ai riconoscimenti ottenuti da Modica e Vittoria per l’isola e da San Salvo per la regione adriatica. Veneto, Basilicata e Lombardia si attestano a 2 località ciascuna, mentre l’Emilia-Romagna compare con Parma come unico comune certificato
Si uniscono poi all’elenco delle migliori località rurali, che si distinguono per l’adozione di pratiche sostenibili, San Felice Circeo, in provincia di Latina (Lazio), che è mare, storia, mito, ma anche agricoltura; Monteforte Cilento (Salerno) in Campania; Pisticci, a pochi chilometri da Matera e al centro della costa ionica della Basilicata; e ancora San Salvo, centro della Costa dei Trabocchi in Abruzzo, e Gubbio, una delle più belle città medievali dell’Umbria e d’Italia.
Quali sono i comuni bocciati? Acquasparta, altro borgo dell’Umbria che esce dall’elenco insieme a Pontinia, comune della provincia di Latina.
Il riconoscimento
Spighe Verdi, il riconoscimento assegnato dalla FEE - Foundation for environmental education, l’organizzazione che rilascia nel mondo le Bandiere Blu per le località costiere e che invece in questo caso premia i migliori comuni rurali, non è un premio simbolico, ma un percorso strutturato: per essere certificati, le amministrazioni devono soddisfare 67 indicatori, suddivisi in 16 macro-aree, che analizzano la qualità della gestione del territorio e la capacità di creare valore per la comunità. Tra i criteri messi a punto con Confagricoltura figurano ad esempio la partecipazione pubblica, l’educazione alla sostenibilità, l’efficienza energetica, il corretto uso del suolo, la gestione del ciclo dei rifiuti, la qualità di aria e acqua, l’accessibilità degli spazi pubblici e la valorizzazione di produzioni agricole tipiche. E ancora la cura dell’arredo urbano e l’accessibilità per tutti senza limitazioni. In certi casi, i parametri si sovrappongono a quelli del programma Bandiere Blu.
Il riconoscimento comporta l’adozione di strategie di lungo periodo che uniscono tutela ambientale, innovazione agricola e promozione turistica. Le amministrazioni devono garantire continuità al percorso, coinvolgendo cittadini e imprese locali (in particolare quelle agricole) per trasformare le aree rurali in territori competitivi e in qualche modo attrattivi, anche dal punto di vista socio-economico.
L’obiettivo è dare visibilità a borghi e territori spesso poco conosciuti, ma ricchi di storia e potenzialità, trasformandoli in mete sostenibili e competitive. Le Spighe Verdi 2025 confermano così il loro ruolo di acceleratore per le comunità rurali, capaci di coniugare ambiente, cultura e sviluppo economico, segnando il nuovo passo verso un futuro più sostenibile per la nostra Italia.




