Eventi - 27 luglio 2025, 18:51

Il trombettista Michele Verra e l’organista Giacomo Barbero incantano Villafalletto

Sabato 26 luglio il duo organo-tromba si è esibito nella chiesa della Confraternita del Gonfalone, nota ai più come “La Bianca”. La serata ha alternato momenti di solo organo e suggestivi duetti

Il trombettista Michele Verra e l’organista Giacomo Barbero incantano Villafalletto

Sabato 26 luglio, a Villafalletto, il duo musicale, composto dall’organista Giacomo Barbero e il trombettista Michele Verra, si è esibito per un’ora e mezza nella chiesa della Confraternita del Gonfalone, conosciuta localmente come “La Bianca”.

Questo concerto si inserisce nella stagione concertistica “Incanti [S]conosciuti”, organizzata dall’associazione GrandaMusica, grazie ai contributi dell’amministrazione comunale e della Fondazione CRC.

Michele Verra è un trombettista di rilievo in regione e non solo, infatti ha collaborato con l’orchestra dei docenti del conservatorio di Cuneo, l’orchestra “Bartolomeo Bruni” di Cuneo, l’orchestra di “Camillo Sivori” di Finale Ligure, l’orchestra Filarmonica del Piemonte, “Melos Filarmonica” e l’Orchestra Amatoriale Italiana. Oltre a suonare nella Banda musicale “Conte Corrado Falletti” di Villafalletto, ha fatto parte come prima tromba dell’orchestra fiati “Antica musica del Corpo Pompieri di Torino 1882” e dell’orchestra fiati “Antiche Contrade”.

Giacomo Barbero, oltre ad essere organista delle chiese albesi del Divin Maestro e del Tempio di San Paolo, vanta un vasto curriculum musicale di studi, tra i quali i corsi di perfezionamento esecutivo come la “St. Ouen masterclass” a Rouen, in Francia, con Jean-Baptiste Monnot e il “Curso Internacional de Organo Romantico” a San Sebastiano, in Spagna.

Per migliorare la comodità degli spettatori, che solitamente in un concerto di organo devono voltarsi all’indietro per poter vedere i musicisti, si è deciso di porre una telecamera nella balconata sulla quale il duo si è esibito, rendendo visibili le esibizioni su uno schermo davanti alla platea.

Dopo l’iniziale presentazione del concerto da parte di Antonio Ferrara, presidente della Granda Musica, Giacomo Barbero ha introdotto le esibizioni con la spiegazione dello strumento che avrebbe suonato durante la serata: l’organo della Confraternita del Gonfalone.

Lo strumento, infatti, venne realizzato nel 1871 dai fratelli Vittino di Centallo, utilizzando materiale settecentesco, che lo rendono un esemplare molto raro nella zona. L’organo si presenta in stile romantico, con concezione fonica tipica di fine Ottocento. L’organo è stato poi restaurato nel 2006.

La quasi totalità del concerto si è basata su un alternarsi in scaletta di brani per organo solo e duo tromba-organo.

A inizio concerto, Michele Verra ha svolto le sue esibizioni suonando una Tromba in Do, differente dalla classica Tromba in Sib, utilizzata ad esempio dai musici della banda cittadina. Lo strumento utilizzato offre un suono più contenuto, ma proiettato verso la distanza. Ciò ha permesso un’ottima armonia tra i due strumenti nelle prime due esibizioni, ottimale per la tipologia di repertorio offerto.

Dopo il duetto sul brano Gagliarda, si è passati al solo del maestro Barbero con il brano Fantasia, per poi duettare nuovamente sull’Aria del Granduca, brano di Sweelinck, trascritto da Giacomo Barbero. L’organo ha poi proseguito il concerto sulle note del brano La Béatitude.

Per i brani Musique Royal e Suite in Re maggiore, il trombettista villafallettese ha optato per il trombino barocco, una piccola tromba adatta a un repertorio di matrice barocca, con la possibilità di arrivare a note molto acute, molto complesse da raggiungere con una normale tromba.

Nell’intermezzo tra i due brani, l’organista albese si è esibito nell’Offertorio in sinfonia concertante. 

Per i brani La Grace e l’Aria sulla IV corda, il maestro Verra ha optato per il flicorno soprano, conosciuto nell’ambiente musicale amatoriale come “il cugino della tromba”: con una forma maggiormente conica, dal suono più ovattato, capace di trasmettere un’emozione più cupa.

Utilizzato molto nella musica classica, viene usato anche da chi fa musica jazz.

Sul finire del concerto, sono stati suonati brani scritti da compositori italiani: il Versetto solenne con armonia di trombe alla Tirolese di Padre Davide da Bergamo (per organo) e il Concerto in re maggiore di Giuseppe Torelli, per tromba e organo. Quest’ultimo brano del duo è stato suonato con il trombino barocco.

Il duo ha proposto infine un bis, suonando la spettacolare Morricone’s Melody, finendo il concerto con tutto il pubblico in piedi ad applaudire, fornendo una vera e propria standing ovation ai musicisti.


 

Tommaso Puggioni

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