Dopo il successo del libro “Da Mottola a Saluzzo”, Renzo Scarano torna a cimentarsi con un altro libro " La mia baita in valle Varaita" in cui racconta avventure e disavventure del recupero di un vecchio rudere acquistato nel 1977 al costo di un tozzo di pane, nel Vallone di Rore, in una borgata disabitata da oltre 30 anni, dove mancava l’ energia elettrica, la strada e l’ acqua. Ciò rendeva il tutto praticamente impossibile. "Non per lui", afferma che da allora ha ripristinato tutto e costruito una strada, ridando vita ad una borgata ormai morta.
I capitoli del libro sono intervallati da ‘curiosità’, proverbi e canzoni in dialetto piemontese e richiami al folklore della valle. Tra questi la Baio di Sampeyre con documenti ed immagini concesse dal Dr. Almerino De Angelis.

Oronzo Scarano, per tutti Renzo nato a Mottola (TA) il 13 luglio 1943, ha rivestito molte cariche associative ed è conosciuto per il suo lavoro da artigiano. Tra un impegno e l'altro ha riattato il vecchio fabbricato di montagna, grazie a “coraggio, abilità, intraprendenza, determinazione, nonchè fortuna e testardaggine e incoscienza - aggiunge - facendolo diventare la sua baita.
Nel testo si inseriscono racconti di “Storia d’Italia”, storie di tante ‘risme’ di italiani e di persone speciali. Riflessioni, aneddoti vari e storie di lavoro. “Episodi non eclatanti ma realmente accaduti - sottolinea l'autore - considerazioni, opinioni e principi personali, che non tutti condivideranno ma che rispecchiano spesso antipatiche realtà e delle "capperate" che scaturiscono da decisioni azzardate".
A volte accantona il ‘filo conduttore’ del racconto per descrivere fatti "da tutti conosciuti, ‘temi scabrosi’ fino ad oggi "tabù" che non avremmo mai voluto sapere, che tanti sanno, ma che nessuno osa commentare" commessi da sacerdoti in un ‘passato’ non così remoto.
L’autore aggiunge che “quelle pagine, non hanno nulla a che vedere con la attuale correttezza di tutto il sistema ecclesiastico, degli attuali sacerdoti, vescovi, dei cardinali e del nostro bravo Papa, che meritano il massimo rispetto”. Tra le pagine si leggono sfoghi personali che a volte sfiorano la ‘contestazione.





