"Assurdo, dopo tante promesse ancora niente di fatto".
Così il NurSind Cuneo, attraverso il segretario provinciale Davide Canetti denuncia la situazione che riguarda la mancata installazione delle videosorveglianza per garantire maggiore sicurezza al personale sanitario in servizio in ospedale.
Ancora niente di fatto - segnalano dal sindacato infermieristico - a seguito dell’accordo che era stato raggiunto con la direzione dell’Asl Cn 1 lo scorso novembre, per aumentare la sicurezza del personale, anche a seguito di segnalazioni da parte della stessa segreteria NurSind Cuneo in relazione a gravi episodi di insulti, minacce e aggressioni avvenuti a danni del personale nei nosocomi di Mondovì e Ceva.
“Sono trascorsi ormai otto mesi ma non abbiamo ancora riscontro sull’installazione di alcun dispositivo di videosorveglianza. Si tratta di un intervento che riteniamo fondamentale per garantire, almeno in parte, al personale di avere un deterrente contro il ripetersi di episodi di violenza verbale e fisica. In più ora l'AslCn1 ha informato che si rende necessario procedere provvisoriamente alla rimozione del turno notturno del triage, destinando l'operatore a svolgere la notte presso il l'SPDC di Mondovì con compito di assistenza ad un minore, lasciando così una sola persona. Una situazione assurda: alle promesse devono seguire i fatti per la tutela del personale".
Come già spiegato il potenziamento degli impianti di videosorveglianza era stato previsto dal Governo che, nei mesi scorsi, ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il provvedimento (si tratta del decreto legge n.137/2024) con la previsione di "misure urgenti per contrastare i fenomeni di violenza nei confronti dei professionisti sanitari, socio-sanitari, ausiliari e di assistenza e cura nell'esercizio delle loro funzioni nonché di danneggiamento dei beni destinati all'assistenza sanitaria".
La misura ha modificato gli articoli 380 e 382-bis del Codice di Procedura Penale, che ora prevedono l'arresto immediato in caso di flagranza per reati commessi all'interno o nelle pertinenze di strutture sanitarie o socio-sanitarie, residenziali o semi-residenziali, pubbliche o private, a danno di persone, esercenti, personale sanitario o socio-sanitario, o che arrecano danni a materiali e strumenti destinati al servizio sanitario.





