Martedì 29 luglio, nell’ultimo Consiglio comunale di Bra, quando si è toccato il punto della richiesta, espressa dalla minoranza di istituire una commissione d’inchiesta “speciale” che andasse a fondo sul funzionamento del sistema della mensa scolastica cittadina, il sindaco Gianni Fogliato è stato accusato di non aver agito in modo trasparente e di aver disatteso le promesse di un anno fa.
Accuse che, con un certo rammarico, il primo cittadino ha respinto subito al mittente, ma che non gli hanno certo fatto piacere: “Più che altro non le ho proprio capite. Mi occupo della mensa scolastica dal 2009, è uno dei servizi essenziali per i cittadini braidesi che hanno i figli in età scolare e pre-scolare, ma in realtà per tutti. Da molti anni si utilizza una griglia di parametri per determinare il 'costo pasto' in base ai prezzi correnti delle materie prime, del personale, delle utenze … ".
E questi costi sono saliti parecchio.
“Infatti, le basti il dato delle utenze elettriche della città di Bra aumentate di ulteriori 200mila euro in un anno… . So benissimo che la decisione di aumentare il costo dei pasti non fa piacere alle famiglie ed è una decisione che ci è costata molti dubbi e molte riflessioni, condivisa con tutte le parti interessate, dopo incontri, riunioni, analisi dei costi e discussioni, anche su come abbassare la morosità, che peraltro, non viene presa in considerazione nel 'costo pasto'. Ricordo anche che il Comune, e quindi tutta la comunità contribuisce ad abbassare la tariffa accollandosene una parte e questa compartecipazione è sempre esistita, affiancata dalle agevolazioni per chi non ha redditi alti”.
Di che cifre stiamo parlando e quanto pesano gli aumenti?
“Il 'costo pasto' vale oggi 7,23 euro. Ai ragazzi che frequentano le scuole medie, coloro che pagano di più, si richiede un costo massimo di 6,80 euro: l’aumento per il prossimo anno scolastico equivale a 0,90 euro a pasto, 55 euro complessivi in più per chi ne usufruirà interamente”.
E per le altre scuole?
“La tariffa per le elementari (semplifico perché andrebbero chiamate in altro modo) è di 6 euro, con un aumento di 0,80 a pasto per complessivi 136 euro all’anno. Gli utenti in questo contesto sono 1.430 di cui 588 con agevolazioni. Nelle scuole materne l’aumento previsto è più contenuto e corrisponde a 0,70 euro in più, per cui la tariffa pasto sarà di 5,40 euro e interesserà 286 famiglie che pagano il prezzo pieno, mentre altre 288 continueranno ad avere la tariffa agevolata. Il servizio, con punto di cottura nella scuola primaria 'Edoardo Mosca' e distribuzione in tutte le scuole di Bra e frazioni, interessa 2127 utenti, di cui 914 agevolati, il 43% e 1213 a prezzo pieno, il 57%”.
La morosità a fine anno scolastico è risultata dell’8%. Che tipo di considerazioni si possono fare?
“Che tutto è migliorabile e siamo sempre stati disponibili ad ascoltare e recepire le proposte di tutti per perfezionare i meccanismi del sistema, tant’è che per il prossimo anno scolastico introdurremo i pagamenti tramite RID bancario, e solo fra qualche mese sapremo se è un buon metodo. Peraltro, lo ripeto, la morosità non incide sul 'costo pasto' e nel nostro caso è migliore di tante altre realtà. Non nego che sono cifre importanti, perché 40mila euro circa di non incassato per un Comune non sono bruscolini, ma va da sé che eliminarla del tutto non è facile”.
Ad ogni buon conto in consiglio comunale lei è stato accusato di aver promesso che le tariffe della mensa non sarebbero aumentate.
“Nel nostro programma elettorale veniva evidenziato che 'le tariffe per l’anno scolastico 2024/2025 resteranno invariate e che continueremo a identificare fasce di agevolazione tariffaria calibrate secondo scaglionamenti basati sull’indicatore ISEE'. Infatti nell’anno appena concluso le tariffe sono rimaste invariate, nonostante l’aumento dei costi, col quale purtroppo ci dobbiamo misurare, esattamente come capita in qualsiasi famiglia. Non ho fatto promesse disattese dai fatti, ho sempre detto che il Comune si sarebbe impegnato nel calmierare gli aumenti, fin quando fosse stato possibile”.
Alla richiesta di istituire una commissione d’inchiesta “speciale” cosa risponde?
“Che esiste già la commissione 'Servizi alla persona' nella quale si è discusso a lungo e valutato qualsiasi alternativa per evitare gli aumenti alle famiglie. Le commissioni servono proprio a questo: a portare in evidenza qualsiasi proposta, spaccare il capello in quattro su un argomento e vanno utilizzate, come feci io a suo tempo, per comprendere e capire meglio una questione. Io sono assolutamente favorevole alla convocazione delle commissioni, ma in questo caso mi pare inutile crearne una nuova, visto che c’è già il luogo dove esprimersi e confrontarsi. Tra l’altro l’espressione 'commissione di approfondimento', coniata dal consigliere Francesco Racca mi è piaciuta, anche se ripeto, si può utilizzare la commissione esistente deputata”.
L’hanno accusata di non aver agito con trasparenza
“Sono rimasto francamente sconcertato. Ho spiegato in diverse occasioni le motivazioni della necessità di aumentare i costi mensa, nei Consigli d’Istituto di Bra 1 e Bra 2, nella stessa commissione mensa. Mi sono confrontato direttamente con i cittadini e non certo per avere consenso, non sono decisioni che lo aumentano di certo. Sono contento di aver agito con trasparenza e correttezza, e contento di aver spiegato le motivazioni agli stessi genitori, come è avvenuto per i nuovi iscritti all’asilo nido. La possibilità per la minoranza di avere i dati dai nostri uffici e di partecipare attivamente alle discussioni l’abbiamo sempre data: non comprendo queste critiche perché non corrispondono al vero”.
Massima disponibilità al confronto con la minoranza, dunque?
“Certo, nelle sedi opportune e con rispetto. D’altronde io non parlo mai di 'opposizione', ma appunto di 'minoranza' e mi aspetto proposte, contributi, suggerimenti per migliorare qualsiasi servizio comunale a disposizione dei cittadini. La mia disponibilità al dialogo non è mai venuta meno. Per questo, quanto avvenuto in sede di consiglio comunale mi è dispiaciuto davvero”.




