Politica - 01 agosto 2025, 12:04

Free Iran 2025: un ponte tra democrazia, memoria e speranza

Oggi più che mai, la solidarietà verso il popolo iraniano diventa una responsabilità collettiva, una sfida che chiama in causa la coscienza democratica del mondo.

Free Iran 2025: un ponte tra democrazia, memoria e speranza

Si è svolto tra il Parlamento italiano, nella prestigiosa Sala della Regina, e il Centro Congressi EUR un evento di altissimo rilievo politico e simbolico: Free Iran 2025, un'iniziativa che ha riunito esponenti della società civile, rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali e figure internazionali per sostenere la resistenza del popolo iraniano contro il regime teocratico in carica.

A rappresentare il territorio cuneese, una folta delegazione di amministratori pubblici e personalità attive nel mondo dell’associazionismo. Erano presenti: Nadia Martini, vicesindaco di Cervasca, Nadia Cavallo, consigliere dello stesso comune, Guido Giordana, sindaco di Valdieri, Ivano Airaldi, sindaco di Farigliano, Enrica Di Ielsi, consigliere di Boves, Simone Braguzzi, consigliere di Pianfei, Simona Giaccardi, presidente del consiglio comunale di Fossano, Giancarlo Boselli, consigliere comunale di Cuneo. Presenti anche Dino Rossetti, presidente A.I.C.A.S. e U.C.E.P.I., e i rappresentanti dell’associazione Panta Rei, Carla Sapino e Maurizio Paoletti. Ha partecipato inoltre Monica Ciaburro, deputata alla Camera e sindaco di Argentera.

L’intera iniziativa ha voluto lanciare un messaggio chiaro e potente: il mondo guarda all’Iran e non rimane indifferente di fronte alla repressione, alle violazioni dei diritti umani e alla soppressione delle libertà fondamentali. "Il popolo iraniano – ha ricordato Nadia Martini – chiede pane, acqua e libertà. È emozionante essere presenti, ascoltare testimonianze dirette, conoscere la verità. È un momento di confronto ampio e trasversale, un’occasione per sostenere e promuovere qualcosa di concreto".

Il grido di dolore dell’Iran, in particolare delle donne e degli studenti, è riecheggiato con forza in tutti gli interventi. È stato ricordato il massacro del 1988, durante il quale circa 30.000 persone furono giustiziate per motivi politici. Una tragedia silenziata per decenni e oggi sempre più al centro dell’attenzione grazie al coraggio della resistenza iraniana e dell’impegno di attivisti e istituzioni democratiche nel mondo.

Il rispetto e la dignità devono prevalere su ogni forma di oppressione, è stato detto a gran voce. I presenti hanno invocato un cambiamento, sostenendo il programma in 10 punti proposto da Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana. Un manifesto che si fonda su valori universali: democrazia, laicità, giustizia sociale, libertà religiosa, parità di genere, abolizione della pena di morte e separazione tra stato e religione.

L’evento ha visto la partecipazione della stessa Maryam Rajavi, insieme a un nutrito gruppo di personalità internazionali di alto profilo: Rudolph Giuliani, ex sindaco di New York e attuale responsabile della sicurezza del governo statunitense; Charles Michel, ex primo ministro belga ed ex presidente della Commissione Europea; Giulio Terzi, Matteo Renzi, Carlo Cottarelli, Lucio Malan, Linda Chavez e molti altri esponenti politici che hanno portato il loro sostegno concreto e convinto alla causa.

È stato ribadito che la strada per la libertà dell’Iran passa anche dal riconoscimento ufficiale del diritto alla resistenza da parte della comunità internazionale. "Ogni discriminazione – è stato detto – non è solo un attacco all’individuo, ma all’intera umanità".

Il messaggio conclusivo, più volte ribadito, è un invito a non voltarsi dall’altra parte, ma a scegliere con coraggio da che parte stare. Oggi più che mai, la solidarietà verso il popolo iraniano diventa una responsabilità collettiva, una sfida che chiama in causa la coscienza democratica del mondo.

C.S.

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