Il cuore culturale di Alba torna a pulsare attorno alle sale del Museo civico “Federico Eusebio”, dove la mostra dedicata a Pinot Gallizio – artista, farmacista e visionario della città – ha riacceso l’attenzione su uno spazio tanto prezioso quanto fragile. A rilanciarne il dibattito sono stati i consiglieri di minoranza Emanuele Bolla e il consigliere Pd Luciano Giri, con due interrogazioni che incrociano presente e prospettive future.
Bolla ha voluto mettere a fuoco i disagi iniziali nell’allestimento: “I pannelli in vinile, pensati per l’esposizione, si sono staccati dalle pareti. Una criticità che, seppur risolta, ha compromesso per giorni la fruibilità della mostra e l’immagine del museo. Mi chiedo se non si potesse intervenire più rapidamente”. E aggiunge: “Forse dovremmo ragionare insieme per individuare spazi pubblici più idonei ad accogliere con continuità mostre di alto livello. Sarebbe una sfida culturale per tutta la città”.
L’assessora alla Cultura Caterina Pasini risponde punto per punto. “Il vinile era stato scelto dalla curatrice, con attenzione a non danneggiare l’intonaco. Ma le alte temperature ne hanno compromesso l’aderenza. Nonostante il materiale fosse specifico per esposizioni temporanee, abbiamo rimosso subito i pannelli difettosi e li abbiamo sostituiti con soluzioni più stabili”.
Il tema, però, è più ampio: “Quella mostra non è stata un’operazione isolata, ma parte di un progetto pensato per valorizzare Gallizio nel suo legame con il museo. Un allestimento site-specific, pensato per dialogare con gli oggetti archeologici e le donazioni che l’artista stesso ha fatto alla città”.
Sul fronte promozione, l’assessora ricorda le iniziative attivate e quelle in arrivo: “Due visite guidate gratuite, una già tenuta il 24 luglio e l’altra il 10 agosto per San Lorenzo, sei domeniche con il Centro Studi Fenoglio per il tour “I colori di Gallizio”, e in autunno eventi con la Fondazione Ferrero. La mostra ha avuto risalto anche sulla stampa nazionale”. Proprio in Consiglio, è arrivata la proposta di organizzare una visita guidata per i consiglieri comunali, come segnale di partecipazione e condivisione: un’idea subito accolta positivamente.
Il consigliere Luciano Giri ha invece portato l’attenzione su una prospettiva più strutturale, legata al rinnovo del bando per la fornitura di servizi museali (in scadenza il 31 dicembre): “Il Museo Eusebio non è solo archeologia. Negli ultimi decenni si è arricchito grazie al lavoro di ricercatori e volontari, con reperti naturalistici di rilievo internazionale: nuove specie fossili e contributi scientifici che andrebbero valorizzati anche a livello comunicativo”.
Da qui la proposta di avviare, già nel 2026, un percorso condiviso per celebrare degnamente il 130° anniversario del museo, istituito nel 1897. “Sarebbe un’occasione straordinaria per raccontare la storia del museo, rinnovarne il racconto e magari sviluppare un progetto espositivo corale che coinvolga le scuole, i cittadini, gli studiosi”, ha suggerito Giri.
Il vicesindaco Pasini ha concluso: “Il Museo ha bisogno di essere riscoperto, non solo come contenitore ma come cuore narrativo della città. I prossimi anni saranno cruciali per un rilancio strutturato e condiviso”.





