Anche il Caffè letterario di Bra ricorda la professoressa Margherita Testa, non solo preside del Liceo da dove sono passati migliaia di adolescenti, ma soprattutto donna attenta al sociale e legata ai valori della scuola.
E per tutti questi aspetti lascia un’eredità molto superiore al pur grande dispiacere di aver perso una preziosa voce di autrice. Come “Il denaro di Pinocchio e il nostro. Sussidiario di economia per insegnanti coraggiosi ed alunni curiosi”, un libro che ha promosso nelle scuole del territorio con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sull’importanza dell’educazione finanziaria e della gestione del risparmio. Fin da piccoli.
Spiegare ai figli il valore del denaro si può e si deve, perché i soldi non si trovano nel campo dei miracoli e se vogliono ottenere qualcosa, si devono impegnare e fare dei sacrifici. Senza aspettare di ricevere tutto da papà e mamma, come se fosse dovuto.
Tutti i mezzi sono buoni, dalla favola della cicala e della formica (nella versione originale di Esopo o in quella rivisitata da Gianni Rodari) al gioco del Monopoli, fino alla paghetta, calcolata in base ai veri bisogni del fanciullo e alle possibilità della famiglia, non in base a quello che fanno gli altri.
Altra buona idea è il salvadanaio che, grazie a piccole rinunce quotidiane, si riempie sempre di più, consentendo di realizzare una spesa maggiore in futuro, un desiderio importante, o semplicemente la gioia di far felice qualcun altro attraverso la propria generosità.
Tuttavia, non c’è lezione che valga quanto un buon esempio. I bambini guardano (e assimilano) i comportamenti dei genitori: se siamo i primi a sprecare i soldi sarà difficile educarli al risparmio.
Perciò, dopo aver insegnato il valore di monete e banconote (non come fecero il Gatto e la Volpe con il povero Pinocchio), via ai gesti pratici, come spegnere le luci in casa quando non servono o fare la spesa insieme al supermercato in maniera intelligente, distinguendo il necessario dal superfluo, perché è importante non dire sempre “sì” a tutto. Così come non va ricompensato con il denaro il bambino che tiene in ordine la propria stanza, perché è un dovere.
E mi raccomando: le regole vanno rispettate anche dai grandi!





