La politica cuneese, così come succede a Roma e a Torino, si arrende al generale agosto e chiude bottega.
Per un paio di settimane tutto fermo, al più qualche scambio di vedute di fronte ad una grigliata e una birra ghiacciata.
La ripresa autunnale, ad inizio settembre, rappresenterà l’inizio di una lunga marcia in vista degli appuntamenti elettorali del 2027: consultazioni amministrative a Cuneo, Mondovì e Savigliano, Racconigi, Borgo San Dalmazzo, Barge e Bagnolo e altri 12 Comuni della Granda, nel tardo autunno, la scadenza della legislatura nazionale con le elezioni politiche.
Tutte le situazioni sono ovviamente ancora fluide.
Consideriamo a volo d’uccello quelle dei centri maggiori, tre delle sette “sorelle”
A Cuneo e Savigliano i sindaci uscenti, Patrizia Manassero e Antonello Portera, non hanno ancora deciso se si ripresenteranno.
Entrambi sono al loro primo mandato e si accingono ad affrontare gli ultimi due anni di consiliatura.
Analoga situazione a Mondovì. Logica vorrebbe scontata la ricandidatura di Luca Robaldo, ma anche in questo caso nulla può essere dato per certo.
L’uomo, protagonista ad ampio raggio della politica cuneese, è lanciato verso la carriera politica e quindi il 2027 potrebbe aprirgli nuove prospettive oltre l’ambito provinciale.
Poi, sempre nel 2027, ci saranno le elezioni politiche nazionali che – stando ai rumors – potrebbero vedere tra i candidati al Parlamento Alberto Cirio, presidente della Regione e vicesegretario nazionale di Forza Italia.
Un’eventualità che i bookmaker danno per assai probabile: se così fosse anche la Regione andrebbe al voto anticipatamente rispetto alla normale scadenza del 2029.
Inevitabile, dunque, un tourbillon nella rappresentanza di donne e uomini alla Camera, al Senato a Roma e a Palazzo Lascaris a Torino.
Tutte queste considerazioni non senza una premessa d’obbligo: di questi tempi due anni in politica rappresentano quasi un’era geologica per cui tutto, prima di allora, può accadere.
Inoltre, prima di queste scadenze ci sarà, tra un anno, l’elezione del nuovo Consiglio provinciale e del presidente della Provincia, elezioni che, sfalsate come durata dei mandati, nel 2026 coincideranno.
Resta da capire se mai si arriverà al ritorno dell’elezione diretta, ma questo è un aspetto rispetto al quale non vi sono al momento tangibili indizi che inducano all’ottimismo.
Anche per la Provincia la ricandidatura dell’attuale presidente Robaldo, leader del Patto Civico, sembra nell’ordine delle cose, ma i dubbi sono leciti.
Infatti, se ad oggi appare verosimile la sua riproposizione, resta da capire quali alleanze andranno a delinearsi sia per la Presidenza che per il Consiglio.
C’è anche chi sostiene che Robaldo stia accarezzando l’idea della Regione specie se Cirio optasse per Roma, ipotesi che motiverebbe le voci - al momento poco più che chiacchiere che tuttavia creano turbolenza - di una prossima candidatura a sindaco di Cuneo dell’attuale assessore regionale Marco Gallo, già primo cittadino di Busca.
Oltre la politica ci sono altre vicende “sospese” in enti che in qualche misura sono collaterali a questa.
Dopo la pausa feriale, in autunno, dovrebbe essere fatta chiarezza sul “caso Fondazione CrC” dopo l’acquisizione dei documenti da parte della Guardia di Finanza nel municipi di Dronero e presso la sede della Camera di Commercio in via Emanuele Filiberto a Cuneo.
Una vicenda dai contorni rimasti indefiniti rispetto alla quale si attende un pronunciamento da parte della magistratura.
Sempre nel tardo autunno, praticamente a ridosso della fine dell’anno, dovrebbe chiudersi la partita dell’acqua con il versamento dell’ultima rata del “valore residuo” da parte di Cogesi ad Egea Acque, partita complessa rispetto alla quale non solo esclusi ricorsi.
Insomma, finite le grigliate di ferragosto, da settembre ci sarà ben altra carne al fuoco.





