Sport - 20 agosto 2025, 20:25

Alla scoperta del deltaplano con Manuel Revelli, pluricampione iridato con la Nazionale

Il pilota di Cervasca: “È stata una grande stagione. Il prossimo anno Europei e nel 2027 i Mondiali in Brasile”

Manuel Revelli

Manuel Revelli

Manuel Revelli, classe 1984 di San Defendente di Cervasca, è uno dei migliori piloti di deltaplano a livello internazionale. Nel suo palmarès figurano due medaglie d’oro iridate e numerosi risultati di rilievo in tutta Europa.

Dopo un’annata già ricca di soddisfazioni, lo scorso luglio Manuel ha partecipato ai Mondiali ad Agér, in Spagna, conclusi con il trionfo nella competizione a squadre e il 12° posto a livello individuale. Infine, ad agosto, ha preso parte al Campionato Italiano che si è svolto a Sigillo, in provincia di Perugia, aggiudicandosi l’argento.

Nella vita di tutti i giorni fa il muratore mentre nel week end si dedica alla sua più grande passione: volare.

Manuel, negli scorsi giorni hai preso parte ai Campionati Italiani in Umbria, che emozioni hai provato nel diventare vice-campione d’Italia?

“È stata una settimana piena di impegni: abbiamo svolto 5 task, ovvero manche, da 80/110 km l’una e la sesta in programma è stata annullata per brutto tempo. Il meteo era stabile, ma con un po’ di vento forte che ha reso le condizioni non ottimali. Abbiamo volato tre volte al Monte Cucco, in provincia di Perugia, e per le restanti due prove ci siamo spostati di un centinaio di chilometri. A questa gara hanno partecipato i britannici, gli italiani (era infatti Campionato Italiano e Inglese Open) e qualche straniero ‘fuori classifica’: il livello dei partenti era dunque molto alto. Ho volato bene tutta la settimana e alla fine è stata premiata la mia costanza, oltre che la pazienza: infatti in determinate condizioni non serve andare al 100% o dare troppo gas, ma è fondamentale riuscire a ottimizzare le correnti termiche. L’anno scorso avevo vinto il titolo tricolore e sono contento di essermi riconfermato tra i migliori piloti azzurri”.

Nel mese di luglio hai partecipato ai Mondiali in Spagna, come valuti la tua rassegna iridata?

“I Mondiali sono l’appuntamento più importante dell’intera stagione. Prima dell’evento c’era un po’ di tensione perché mi sono allenato molto per arrivarci preparato e la voglia di far bene era tanta: in questa competizione, diversamente dalle altre gare internazionali, non c’è la possibilità di sbagliare. Nella rassegna iridata ci sono due classifiche: una individuale e una a squadre, con la seconda che prevale per prestigio. Ogni nazionale è composta da sei atleti e la somma dei loro punteggi compone il risultato del team. Noi azzurri eravamo i favoriti e abbiamo portato a casa il successo: per l’Italia è l’ottavo sigillo a squadre. Per me si è trattato del secondo Mondiale dopo quello del 2023 in Macedonia in cui avevo già vinto l’oro con la selezione. L’anno scorso invece ho partecipato agli Europei”.

Manuel, puoi spiegare brevemente a tutti i neofiti del deltaplano come funziona il tuo mezzo e quali sono le particolarità del tuo sport?

“Inizio sottolineando che il deltaplano non ha motore, vola grazie alla forza di gravità. A inizio gara si apre la finestra di decollo e si parte in base al ranking, di solito di stacca da terra 60/90 minuti prima dell’inizio ufficiale: tutti gli atleti si portano in alto e il più vicino possibile alla linea di start. In questa oretta noi piloti siamo molto vicini e lo stress è alle stelle perché tutti vogliono posizionarsi al meglio possibile. All’orario prestabilito si parte ufficialmente e per qualche ora si sta in volo. Dopo il decollo ci spostiamo sfruttando le correnti ascensionali, ovvero colonne d’aria più calda rispetto a quella circostante. Il gioco è cercare queste correnti e girarci il più possibile dentro, salendo insieme a loro e cercando di guadagnare più quota possibile per poi planare verso la termica successiva. Senza di esse si atterra velocemente: il delta va giù e quindi l’obiettivo è scendere più lentamente possibile. Si può dire che noi deltaplanisti ‘surfiamo’ sull’aria. Un’altra difficoltà è che il percorso ce l’abbiamo solamente sul nostro strumento Gps, inoltre ci sono delle boe virtuali di cui abbiamo solo le coordinate ed esse sono da aggirare come se fosse una regata velistica. Dopo ogni task vengono assegnati dei punteggi in base al tempo impiegato per completare la prova. Al termine di tutte le manche si sommano i risultati e si stila la graduatoria finale. La nostra unica sicurezza è il paracadute d’emergenza che azioniamo in caso di inconvenienti”.

Tu e i tuoi “colleghi” deltaplanisti non siete atleti professionisti, come riesci a trovare il giusto compromesso tra impegni sportivi e lavorativi?

“Per ottenere risultati di prestigio, come in ogni sport, ci si deve allenare tanto e quindi quasi tutto il tempo libero lo dedico al deltaplano, facendo arrabbiare un po’ la mia compagna Mara. Durante la settimana svolgo regolarmente il mio lavoro da muratore e poi nel week end volo. D’inverno invece stacco abbastanza perché non è un buon periodo per volare: la nostra stagione va dalla primavera all’autunno”.

Infine, quali sono i tuoi obiettivi per il prosieguo dell’anno e per le prossime stagioni?

“La mia annata sportiva si è conclusa, ora ho solo qualche allenamento e test con i ragazzi della Nazionale, ma nulla di formale. Il prossimo anno punterò nuovamente al Campionato Italiano, ma la competizione di riferimento saranno gli Europei che si terranno a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Anche in quella occasione saremo la squadra da battere, ma ciò non toglie che sarà impegnativo ottenere un bel risultato. Infine i prossimi Mondiali saranno nel 2027 in Brasile: non ho mai gareggiato fuori dall’Europa e quindi mi piacerebbe partecipare, anche per l’esperienza extra-sportiva”.

Samuele Bernardi

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