C’era un tempo in cui il sabato sera in provincia di Cuneo significava discoteca. Le luci stroboscopiche, le file ai guardaroba, i cocktail fluorescenti e la musica che faceva vibrare i muri erano il cuore pulsante di una generazione che cercava libertà, connessione e leggerezza.
Oggi, di quel mondo, restano solo edifici vuoti e purtroppo vandalizzati, testimonianze malinconiche di un’epoca che ha segnato il costume e la socialità.
Tra questi luoghi il Cesar Palace di Magliano Alpi è stato senza dubbio il simbolo più imponente: inaugurato nel 1975 come Centro Music Hall, poi diventato Hyppodrome, Cinecittà e infine Cesar Palace, era una cattedrale del divertimento capace di ospitare fino a 8.000 persone.
Una struttura avveniristica per l’epoca, su quattro livelli senza pilastri centrali, che nel corso dei decenni ha visto esibirsi artisti del calibro di Baglioni, Bennato e i Pooh. Dopo trent’anni di gloria, i primi Duemila hanno segnato il declino, fino alla chiusura definitiva nella primavera del 2007.

Da allora l’ex tempio della notte è rimasto in abbandono, vittima di vandalismi e incuria. Statue distrutte, vetri rotti, arredi ammucchiati nella polvere e scritte ovunque raccontano oggi un degrado che stride con i ricordi scintillanti di chi lo ha frequentato. La proprietà, da anni, cerca un acquirente per l’area di 86 mila metri quadrati, ma ogni tentativo di rilancio è naufragato.

Il Cesar Palace non è un caso isolato. Dalla Göba di Niella Tanaro al Garage 92 di Cuneo, dal Rouge et Noire di Lurisia allo Shock di Paesana, passando per la grotta-discoteca Le Macabre di Bra, demolita nel 2013 e il Galaxy Pagoda di Caraglio, chiuso nel 1999: una costellazione di locali che hanno fatto ballare intere generazioni ha abbassato per sempre le serrande.
A mantenere viva la memoria ci pensa oggi il progetto Dusty Dancing, nato dall’intuizione di due “giovincelli” emiliano-romagnoli: Elsa Mancini, classe 1979 di Rimini e Simone Nanetti, nato a Bologna nel 1975, i quali hanno creato un veroe proprio archivio digitale di discoteche abbandonate italiane, raccontate attraverso reportage fotografici e video e disponibile sul sito dustydancing.com e su YouTube.

“È stata un’emozione indescrivibile calpestare un’ultima volta la pista del Cesar Palace - scrivono i fondatori dopo la loro visita in Piemonte -. Sotto la muffa e il cemento si sente ancora il ritmo di un’epoca che non c’è più”.
Come detti, gli amici di Dusty Dancing sono venuti a Magliano Alpi, dove hanno scattato le foto che trovate nel nostro articolo, e giratoil filmato che vi proponiamo:
Il loro lavoro non è solo nostalgia: vuole essere anche una riflessione sullo spreco di suolo, sul destino di strutture di grande valore architettonico e sociale, e magari un invito a immaginare un futuro in cui quelle sale possano tornare a ospitare musica e ballo, invece che solo silenzio e degrado.
Che lo si sia amato o odiato, il mondo delle discoteche resta un capitolo fondamentale della storia culturale cuneese. Una memoria che oggi, grazie a chi ne custodisce le tracce, continua a danzare nell’ombra del tempo.





