Curiosità - 21 agosto 2025, 17:57

Viaggio nella memoria delle discoteche che non ci sono più: Cesar Palace, quando Cuneo ballava [VIDEO]

Dal mito di Magliano Alpi al silenzio di tante piste ormai spente: il progetto Dusty Dancing riporta alla luce un patrimonio culturale dimenticato

Come si presenta oggi la discoteca Cesar Place di Magliano Alpi (Foto Dusty Dancing)

Come si presenta oggi la discoteca Cesar Place di Magliano Alpi (Foto Dusty Dancing)

C’era un tempo in cui il sabato sera in provincia di Cuneo significava discoteca. Le luci stroboscopiche, le file ai guardaroba, i cocktail fluorescenti e la musica che faceva vibrare i muri erano il cuore pulsante di una generazione che cercava libertà, connessione e leggerezza. 

Oggi, di quel mondo, restano solo edifici vuoti e purtroppo vandalizzati, testimonianze malinconiche di un’epoca che ha segnato il costume e la socialità.

Tra questi luoghi il Cesar Palace di Magliano Alpi è stato senza dubbio il simbolo più imponente: inaugurato nel 1975 come Centro Music Hall, poi diventato Hyppodrome, Cinecittà e infine Cesar Palace, era una cattedrale del divertimento capace di ospitare fino a 8.000 persone. 

Una struttura avveniristica per l’epoca, su quattro livelli senza pilastri centrali, che nel corso dei decenni ha visto esibirsi artisti del calibro di Baglioni, Bennato e i Pooh. Dopo trent’anni di gloria, i primi Duemila hanno segnato il declino, fino alla chiusura definitiva nella primavera del 2007.

Da allora l’ex tempio della notte è rimasto in abbandono, vittima di vandalismi e incuria. Statue distrutte, vetri rotti, arredi ammucchiati nella polvere e scritte ovunque raccontano oggi un degrado che stride con i ricordi scintillanti di chi lo ha frequentato. La proprietà, da anni, cerca un acquirente per l’area di 86 mila metri quadrati, ma ogni tentativo di rilancio è naufragato.

Il Cesar Palace non è un caso isolato. Dalla Göba di Niella Tanaro al Garage 92 di Cuneo, dal Rouge et Noire di Lurisia allo Shock di Paesana, passando per la grotta-discoteca Le Macabre di Bra, demolita nel 2013 e il Galaxy Pagoda di Caraglio, chiuso nel 1999: una costellazione di locali che hanno fatto ballare intere generazioni ha abbassato per sempre le serrande.

A mantenere viva la memoria ci pensa oggi il progetto Dusty Dancing, nato dall’intuizione di due “giovincelli” emiliano-romagnoli: Elsa Mancini, classe 1979 di Rimini e Simone Nanetti, nato a Bologna nel 1975, i quali hanno creato un veroe proprio archivio digitale di discoteche abbandonate italiane, raccontate attraverso reportage fotografici e video e disponibile sul sito dustydancing.com e su YouTube.

“È stata un’emozione indescrivibile calpestare un’ultima volta la pista del Cesar Palace - scrivono i fondatori dopo la loro visita in Piemonte -. Sotto la muffa e il cemento si sente ancora il ritmo di un’epoca che non c’è più”.

Come detti, gli amici di Dusty Dancing sono venuti a Magliano Alpi, dove hanno scattato le foto che trovate nel nostro articolo, e giratoil filmato che vi proponiamo:

Il loro lavoro non è solo nostalgia: vuole essere anche una riflessione sullo spreco di suolo, sul destino di strutture di grande valore architettonico e sociale, e magari un invito a immaginare un futuro in cui quelle sale possano tornare a ospitare musica e ballo, invece che solo silenzio e degrado.

Che lo si sia amato o odiato, il mondo delle discoteche resta un capitolo fondamentale della storia culturale cuneese. Una memoria che oggi, grazie a chi ne custodisce le tracce, continua a danzare nell’ombra del tempo.


 

Cesare Mandrile

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