Attualità - 26 agosto 2025, 20:12

Nasce "Clima km 0": il meteo cuneese unito in un solo portale

Un progetto innovativo riunisce stazioni meteo, scuole e volontari per creare un sistema informativo territoriale contro gli eventi estremi sempre più frequenti

Nasce "Clima km 0": il meteo cuneese unito in un solo portale

Quando in poche ore cade la pioggia di sei mesi, il sistema di allerta ARPA, seppur fondamentale, non basta più: così il sindaco di Mondovì Luca Robaldo ha sollevato la necessità di nuovi strumenti per affrontare il cambiamento climatico che si porta appresso fenomeni meteorologici sempre più estremi e localizzati. È da questa esigenza che nasce "Clima km 0", un progetto ambizioso, in fase pseudo-operativa da due anni, che sta trasformando il modo di monitorare e comunicare il meteo nella provincia cuneese.

"Il problema non è l'insufficienza del sistema ARPA, che funziona benissimo a livello nazionale", spiega Paolo Caraccio di Datameteo Education, l'associazione no profit che guida il progetto. "In un territorio come quello cuneese, che presente una morfologia molto complessa - media montagna, colline, valli - e comuni piccoli, gestire la micro-territorialità diventa impossibile. I sindaci si trovano in prima linea, costretti a gestire emergenze su gruppi WhatsApp mentre affrontano le conseguenze disastrose di eventi sempre più improvvisi".

La soluzione però è già in atto e consiste nell’unire tutte le risorse meteorologiche del nord-ovest, oggi disperse su diversi portali, in un unico ecosistema digitale: meteopiemonte.com.

Il cuore del progetto è una rete di stazioni meteorologiche green - alimentate solo da pannelli solari, senza bisogno di internet o elettricità - che da Roccabruna a Tarantasca monitorano microclimi con differenze di temperatura fino a 4 gradi. I dati raccolti diventano materiale di studio per gli studenti del Denina di Saluzzo e del Liceo Cigna di Mondovì, che stanno sviluppando il portale.

"È un sito fatto dagli utenti per gli utenti", sottolinea Caraccio. "Deve essere semplice, intuitivo e resiliente". La homepage mostra diverse sezioni: le previsioni, fornite ora per ora, un box interattivo aggiornato ogni 15 minuti, valido per le prossime due ore e, soprattutto, una sezione avvisi meteo gestita da meteorologi professionisti di Datameteo.

Ma la tecnologia da sola non basta. Per questo il progetto include corsi che nascono in base alle richieste pervenute. Con cadenza annuale viene tenuto il corso "Capire i segnali del tempo", aperto a cittadini, insegnanti e volontari, che quest’anno si articolerà in tre appuntamenti con focus formativi differenti: il primo appuntamento, a Mondovì il 26 settembre, porterà i partecipanti a visitare la stazione meteo Belvedere, accompagnati da un esperto che terrà la lezione sull’evoluzione del tempo all’aperto. Seguirà inaugurazione della nuova stazione meteo dell’Istituto Cigna di Mondovì. Secondo appuntamento a Dronero -  si parlerà dell’impatto del tempo in montagna, su richiesta della protezione civile e dell’AIB. Durante l’ultima programmata a Busca data si parlerà invece dell’influenza del meteo sul web.

"Durante un temporale, tutti si rifugiano sotto gli alberi, ma è lì che c'è il rischio fulmini", ricorda Caraccio. "Dobbiamo reimparare a leggere il cielo, non solo le app".

Con 14 volontari, collaborazioni con UniSalento, Università di Torino e Fondazione Agrion, il progetto sta crescendo. Nuove stazioni nascono negli istituti agrari, come quella appena installata al Rivoira di Verzuolo. I comuni forniscono le stazioni, i progetti educational finanziano il resto.

"Non siamo un'azienda, non abbiamo il 5x1000 né crowdfunding", ammette Caraccio. "Ma stiamo creando qualcosa di unico: un ecosistema digitale che parte dalla meteorologia per fare rete sul territorio, per ora in formato web page, con la possibilità di espanderla in un'applicazione nel futuro, magari diventando un modello per il territorio nazionale”.

In un'epoca di supercelle temporalesche e ondate di calore improvvise, mentre i fenomeni estremi diventano la norma, il cuneese risponde con l'intelligenza collettiva. Perché, come ricorda il progetto, a volte la soluzione migliore non è fare l'attività programmata a tutti i costi se il meteo non è dei migliori. Ma per decidere, bisogna avere le informazioni giuste, che ora, finalmente, ci sono.

Daria Abashkina

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