Attualità - 27 agosto 2025, 09:40

Diocesi di Torino e Susa in lutto: morto Cesare Nosiglia, per 12 anni arcivescovo della città

L'uomo si è spento questa notte a 80 anni all'Hospice Cottolengo di Chieri: venerdì i funerali in Duomo con il Cardinale Roberto Repole

Diocesi di Torino e Susa in lutto: morto Cesare Nosiglia, per 12 anni arcivescovo della città

Diocesi di Torino e di Susa in lutto per la morte di mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino dal 2010 al 2022 e Amministratore Apostolico di Susa dal 2019 al 2022. Nosiglia è morto questa notte alle 2.15 presso l’Hospice Cottolengo di Chieri, dove era stato trasferito pochi giorni fa dall’Ospedale Gradenigo di Torino: era stato colpito da una malattia respiratoria. Il religioso aveva 80 anni.

Venerdì i funerali

I funerali saranno celebrati venerdì presso il Duomo di Torino alle 15.30 dal Cardinale Roberto Repole. E' stato proprio quest'ultimo ad annunciare la scomparsa: "ho potuto visitare Nosiglia fino all’ultimo giorno e accompagnarlo nella preghiera. Uno dei primi ricordi che affiorano in queste ore è lo stile del suo servizio alla Chiesa e alla città, uno stile instancabile: non si fermava mai, tanti lo ricordano così. Credo che Torino e Susa conserveranno memoria grata del suo desiderio di stare a fianco dei poveri e dei carcerati, dei migranti, dei lavoratori delle tante aziende in crisi: ha cercato di scuotere le coscienze e di mobilitare la solidarietà, penso che sia stato il suo dono più bello”. Commosse parole di cordoglio sono arrivate anche da mons. Alfonso Badini Confalonieri, Vescovo emerito di Susa e predecessore di Nosiglia: “porto nel cuore il ricordo di un pastore buono e innamorato della Chiesa; Susa e la Valle lo ricorderanno con riconoscenza anche per aver posto le basi per l’avvicinamento alla Diocesi di Torino, un cammino di integrazione che è ormai in pieno svolgimento e che prosegue verso l’integrazione delle comunità cristiane”

La camera ardente

A partire da questo pomeriggio alle 15.30 sarà aperta la camera ardente al Santuario della Consolata: sempre qui domani alle 21 ci sarà la veglia funebre.

 

La biografia

Nosiglia era nato a Rossiglione, provincia di Genova, il 5 ottobre 1944: si formò nei Seminari di Acqui Terme e Rivoli.

Prete dal 29 giugno 1968, prosegue gli studi di Teologia e Sacra Scrittura a Roma. Dal 1971 al 1991 è vicedirettore e poi direttore dell’Ufficio Catechistico nazionale della Conferenza episcopale italiana.Il 14 settembre 1991, nominato da Giovanni Paolo II, viene consacrato vescovo dal cardinale Camillo Ruini.Nel 2000 è al vertice del Comitato che organizza il grande raduno per il Giubileo dei Giovani a Tor Vergata. Ma è anche moltoattento alle condizioni difficili degli emarginati, in particolare i senza casa e i nomadi.

La nomina a Vescovo

Benedetto XVI lo nomina arcivescovo di Torino, dove entrerà il 21 novembre 2010. La forte sensibilità ai temi sociali, maturata fin da ragazzo, lo porta a prendere posizioni pubbliche impegnative nelle numerose aree di crisi che caratterizzano le vicende di Torino e del Piemonte negli anni del «lungo addio» della Fiat. A questo «magistero di strada» mons. Nosiglia accompagna una forte attenzione per i giovani e le realtà del territorio.

Le "due città"

È sua l’immagine delle "due città": la Torino dei benestanti e dei garantiti e quella, silenziosa e sempre più numerosa, dei fragili e degli emarginati. 
Altro campo forte di impegno è la Sindone. Nel 2013 l’arcivescovo promuove la prima ostensione dedicata in modo speciale ai malati e alle persone in sofferenza. Negli anni successivi ci saranno altre ostensioni che avranno per protagonisti i giovani, per il loro Giubileo straordinario e poi per l’incontro europeo delle comunità di Taizé, nel tempo travagliato del Covid.  Nel 2015 ci sarà l'ostensione pubblica, con la visita di due giorni di Papa Francesco a Torino. Bergoglio, dopo il saluto silenzioso alla Sindone in Duomo, si recherà nei luoghi da cui erano partiti per l’Argentina i suoi antenati, e incontrerà i giovani a Valdocco e poi nella grande celebrazione eucaristica in piazza Vittorio.

Il cordoglio della Conferenza Episcopale piemontese

"La Conferenza episcopale piemontese affida al Signore con riconoscenza Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo emerito di Torino, e si unisce alla preghiera di suffragio dell' Arcivescovo Card. Roberto Repole, del Presbiterio e di tutta la Chiesa torinese. Mons. Nosiglia ha guidato la Conferenza regionale dal 2011 al 2022. Lo ricordiamo come uomo di fede, lavoratore instancabile, puntuale e lucido nei suoi interventi.  Preghiamo perché il Signore lo accolga presso di Sé e lo ricompensi per il suo lungo servizio apostolico".

I segretari generali Cisl Torino e Piemonte: "Pastore sensibile, vicino ai lavoratori"

Siamo vicini alla Diocesi di Torino e Susa per la perdita di monsignor Cesare Nosiglia. Nosiglia è stato un protagonista indiscusso della vita cittadina e un riferimento imprescindibile del mondo del lavoro torinese. Lui è sempre stato a fianco dei lavoratori e degli ultimi, non facendo mai mancare il suo sostegno e la sua vicinanza, soprattutto nei momenti difficili e anche disperati come nella vertenza della ex Embraco. Perdiamo un pastore sensibile che amava stare con le persone, condividendone problemi e sofferenze, e che riusciva a dare speranza e luce in momenti anche bui. Un esempio che rimarrà sempre vivo”.

Il della Regione, Alberto Cirio: "Voce preziosa, attento alla dignità della persona"

Con la scomparsa dell’Arcivescovo emerito Cesare Nosiglia, Torino e il Piemonte perdono un grande uomo di fede, innamorato di Dio, della Chiesa e degli uomini. Una voce preziosa, sempre attenta alla dignità della persona, come conferma la sua costante attenzione alla tutela del lavoro, dei lavoratori e delle lavoratrici delle aziende in crisi del nostro territorio negli anni in cui ha guidato con determinazione, amore e spirito di servizio la chiesa torinese. Non dimenticherò mai la sua vicinanza nei lunghi e drammatici mesi del Covid, e in particolare quando abbiamo pregato insieme di fronte alla Sindone, alla vigilia di una Pasqua difficile che, ancora di più in quell’occasione, doveva essere occasione di speranza e rinascita. Ai suoi cari e a tutta la comunità ecclesiastica il cordoglio mio e della Regione Piemonte”.

Uncem: "Attento ai territori"

"Abbiamo apprezzato sempre la sua attenzione verso tutti i territori, anche quelli oltre i confini della città e abbiamo spesso rilanciato le sue parole e le sue azioni per valorizzare opportunità, servizi, economie, strutture delle valli di Lanzo all'interno della diocesato. Lo ricordiamo con affetto e stima. 

In un incontro nelle Valli di Lanzo, con i sindaci, Monsignor Nosiglia ebbe a dire: 'La specificità delle aree montane deve entrare nei piani politici, economici, sanitari, perché lì siamo in montagna, ci sono piccoli paesi che stanno morendo. Se non c'è un aiuto e un sostegno, c'è il rischio veramente che si perda una cultura, una realtà e non si vada incontro alle esigenze della popolazione. All'interno dei progetti che vengono lanciati, non si deve guardare solo alla grande città o alle zone limitrofe, ma deve'esserci anche un'attenzione alla montagna. E le Valli di Lanzo devono essere poste in primo piano'. E ancora: 'Vorrei dare un messaggio di speranza ai giovani che abitano in questi territori. Bisognerebbe intanto che i giovani non si abbattano e cerchino di trovare vie e strade per poter restare nella Valle. Altrimenti restano solo anziani e questo aggrava ancora di più la situazione. Però bisogna che le autorità sia politiche, culturali, sociali, la stessa Chiesa, diano ai giovani possibilità di concreti sviluppi, sia per il lavoro, sia per la cultura, la scuola... perché le parole non bastano per risolvere una situazione complessa. Sono portati di per sé a venire via, ad andare in luoghi dove vi è anche più possibilità di avere divertimento, di avere incontri. Li invito a resistere a questa tentazione, di andare via, li invito ad amare la loro valle, a cercare di dare il loro contributo responsabile affinché si mantenga ferma una presenza loro all'interno delle Valli'."

Il presidente del Consiglio Regionale, Davide Nicco: "Era un riferimento per i lavoratori e i fragili"

"La scomparsa di monsignor Cesare Nosiglia è una perdita dolorosa per la città di Torino e per tutto il Piemonte. Ha saputo essere guida spirituale e punto di riferimento anche nella vita civile, sempre vicino ai lavoratori, ai poveri e a chi viveva situazioni di fragilità. A nome del Consiglio regionale esprimo cordoglio e vicinanza alla diocesi, alla comunità cristiana e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato per il suo stile semplice, umile e autentico", dichiara il presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco.

Il vice capogruppo di FdI in consiglio regionale, Alessandra Binzoni: “Lavoro e giovani al centro del suo magistero"

 “Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Monsignor Cesare Nosiglia - afferma Alessandra Binzoni, vice Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale -. Nei suoi dodici anni alla guida della Diocesi di Torino si è distinto per capacità di ascolto e dialogo specie nell’ambito sociale e del lavoro. Nel corso del suo magistero non ha mai fatto mancare la sua vicinanza ai lavoratori, soprattutto nei momenti difficili come nel caso della vertenza della ex Embraco. Lo ricorderemo, inoltre, per la sua capacità di leggere ed interpretare i profondi cambiamenti della società e per il suo instancabile impegno a favore della solidarietà e dell’integrazione tra le varie componenti della comunità torinese” ha concluso Binzoni. 
 

Cinzia Gatti - TorinOggi

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