Anche Daniela Santanchè e Fabiana Dadone, entrambe originarie della provincia di Cuneo, compaiono tra i nomi di donne politiche finite nel mirino di un nuovo episodio di violenza digitale. Su un forum da oltre 200mila iscritti sarebbero infatti circolate fotografie private, rubate o decontestualizzate, accompagnate da commenti sessisti e offensivi.
Il caso riguarda un vasto elenco di figure istituzionali femminili, tra cui la premier Giorgia Meloni, Elly Schlein, Beatrice Lorenzin, Maria Stella Gelmini e Marianna Madia. Immagini sottratte al loro contesto sono diventate oggetto di pubblico ludibrio in uno spazio online che si alimenta di violenza verbale.
A riportare l’attenzione sulla gravità del fenomeno è stata Chiara Appendino, vicepresidente della Camera ed ex sindaca di Torino, anch’essa coinvolta. "La violenza digitale è solo la punta dell’iceberg. Serve un cambiamento culturale profondo, a partire dall’educazione", ha scritto sui social, raccontando come alcune sue foto siano state caricate senza consenso su questo sito pornografico.
"Sono luoghi in cui le donne vengono ridotte a oggetti, che alimentano stereotipi pericolosi e aprono la strada a derive inaccettabili", ha denunciato Appendino, sottolineando che questa forma di violenza ha ricadute concrete nella vita quotidiana: nelle relazioni, nelle discriminazioni e nelle opportunità negate.
Il suo appello si conclude con un monito: "Io ho i mezzi per denunciare, ma tante donne no. Non basta più lo sdegno di un giorno: servono politiche e investimenti sull’educazione al rispetto, all’affettività e alla parità".
Un appello accorato, che chiama in causa istituzioni, scuole, famiglie e società intera per un cambiamento non più rinviabile.




