Il progetto di scorporo dell'Ospedale Infantile Regina Margherita e del Presidio Sant'Anna dalla Città della Salute solleva forti preoccupazioni tra i sindacati del personale sanitario. In una dettagliata lettera di oltre due pagine indirizzata alla Direzione Generale dell'azienda ospedaliera e ai vertici della Regione Piemonte, Cisl Funzione Pubblica e Cisl Medici denunciano la mancanza di presupposti adeguati per garantire la fattibilità dell'operazione.
"Non siamo contrari in linea di principio a una revisione dell'assetto aziendale, ma oggi mancano le condizioni cliniche, organizzative ed economiche per procedere", spiegano Antonio Patanella e Marco Attivissimo (Cisl Fp) e Sonia Costantino (Cisl Medici), firmatari del documento inviato anche al Presidente Alberto Cirio, all'Assessore alla Sanità Federico Riboldi e ai vertici della sanità regionale.
I sindacati evidenziano come negli ultimi tredici anni, dalla creazione della Città della Salute nel 2012, si siano sviluppate sinergie fondamentali tra i vari presidi. In particolare, le collaborazioni tra Sant'Anna e Molinette hanno permesso di creare percorsi di eccellenza per le donne con patologie ginecologiche complesse e gravidanze ad alto rischio. Analogamente, l'integrazione tra il Regina Margherita e il CTO garantisce cure ortopediche e traumatologiche pediatriche uniche nel loro genere.
"Queste sinergie non possono essere sostituite da semplici consulenze", sottolineano i sindacalisti, "si tratta di attività spesso non programmabili che richiedono tempestività e integrazione consolidata tra i professionisti".
Un altro nodo critico riguarda l'autonomia gestionale: Regina Margherita e Sant'Anna non dispongono di servizi essenziali come Anatomia Patologica, Ingegneria clinica, Ufficio tecnico, Servizio informatico e molti altri, attualmente centralizzati. "Il distacco comporterebbe un aumento dei costi stimabile in numerosi milioni di euro all'anno", avvertono i sindacati, "un onere che graverebbe sul bilancio regionale già in sofferenza e, di conseguenza, sui cittadini".
Particolarmente allarmante è l'assenza totale di confronto sul destino dei circa 10.000 dipendenti coinvolti. "Non vi è stata alcuna discussione sulle modalità di transizione, sulla salvaguardia della continuità professionale e delle condizioni economiche", denunciano Cisl Fp e Cisl Medici, che chiedono garanzie precise per tutti i lavoratori.
I sindacati chiedono con urgenza l'apertura di un tavolo di confronto, la definizione di un vero piano industriale e la pubblicazione degli studi di fattibilità. "I presidi del Regina Margherita e Sant'Anna versano in condizioni strutturali critiche e necessitano con urgenza di nuove sedi", concludono, "ma questo non può essere il pretesto per un'operazione affrettata che rischia di compromettere l'assistenza sanitaria di eccellenza costruita in questi anni".
La palla passa ora alla Regione Piemonte, chiamata a rispondere alle preoccupazioni sollevate e a garantire quella trasparenza finora mancata in un'operazione che potrebbe ridisegnare il volto della sanità torinese.





