Al Direttore - 01 settembre 2025, 07:26

Il coraggio silenzioso degli insegnanti di Sostegno

Lettera di un docente: tra colleghi arroganti e sfide quotidiane, l’invito a non cedere allo sconforto e a trasformare le difficoltà in crescita comune

Il coraggio silenzioso degli insegnanti di Sostegno

Riceviamo e pubblichiamo:

Buongiorno a tutti/e, 

ad inizio anno scolastico desidero condividere questa semplice considerazione basata su un’esperienza più che ventennale come insegnante di Sostegno e rivolta soprattutto alle “nuove leve”. In tutti gli ambienti di lavoro a volte risulta difficile condividere la propria attività, soprattutto come docenti di Sostegno, a causa di colleghi arroganti e presuntuosi. 

Questi compagni di lavoro, che si sentono depositari del sapere, spesso considerano il docente di Sostegno come persona inadeguata, carente o quantomeno sprovvista dei principi fondamentali per poter insegnare qualcosa. Essi tendono a sovrastare gli altri e l’insegnante di Sostegno viene percepito come un invasore del proprio territorio personale. 

Gli individui dotati di un grande ego possono essere estremamente tossici. Solitamente non riescono ad avere relazioni sociali senza un secondo fine. I loro gesti altruisti in realtà servono a manipolare gli altri per ricevere qualcosa in cambio. Chi mostra superbia e ambizione si crede superiore agli altri e tende solamente a cercare la propria gratificazione personale. 

E, in genere, affine alla prepotenza è l’aggressività. Insegnare, dall'etimo della parola, significa lasciare un segno e costoro di solito non lasciano un buon ricordo, soprattutto agli allievi. I rapporti tra insegnanti e quelli tra insegnanti e allievi si fondano innanzitutto sull'immagine che ciascuno dei due membri ha del proprio ruolo e di quello dell'altro, e a volte collaborare con colleghi difficili può essere una vera sfida. 

Ma non dobbiamo cedere allo sconforto! Carissimi colleghi di Sostegno, non dobbiamo avere paura di sbagliare, di sembrare incompetenti o di non essere accettati. È inevitabile che a scuola ci si possa trovare a dover affrontare situazioni umanamente complicate. 

Con l’aiuto dei colleghi/amici le trasformeremo in un’occasione di evoluzione personale e professionale.

Buon anno scolastico 2025/’26. W la scuola.

Beppe Bima



 

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