Durante gli Anni Settanta del secolo scorso in molte piazze e strade pedonali della città italiane, in particolare quelle di maggiori dimensioni (Firenze, per citarne una) c’erano, sparsi dappertutto, giovani e meno giovani che discutevano, suonavano, raccontavano, cantavano, ascoltavano, ballavano. Luoghi in cui le espressioni artistiche più disparate prendevano forma attraverso “performance” di spontanea, ma, spesso, geniale improvvisazione. Spazi nei quali le parole generavano occasioni per riflettere, scambiarsi idee, creare germogli culturali. Come nelle “agorà” dell’antica Grecia.
Poi, con il tempo, questa straordinaria opportunità di cibo per la mente e per lo spirito e la gioiosa voglia di stare insieme sono state sopraffatte dall’indifferenza verso gli altri e dal desiderio di solitudine.

(Piazza Galimberti durante la Fiera del Marrone)
Riappropriarsi delle piazze e delle strade non percorse dalle auto per condividere e sviluppare costantemente laboratori di pensiero e scintille di creatività, rappresenta l’unica speranza capace di aiutarci a costruire un modello diverso del vivere insieme. Più disponibile e solidale. Quell’effervescente periodo storico forse non tornerà più. E certo, dovrebbero essere innanzitutto i cittadini che scendono in strada per stringersi la mano e per parlare. Spontaneamente.
Ma le iniziative organizzate aiutano, anzi, sono spesso indispensabili per far incontrare le persone e condividere parole e pensieri.
A Cuneo, lo spazio costantemente nutrito di manifestazioni è la centrale piazza Galimberti: “salotto” della città per la sua incantevole conformazione architettonica e strutturale, nonché palcoscenico del passeggio e delle iniziative. I concerti musicali di luglio organizzati dal Comune e per gli 80 anni di Confartigianato hanno ottenuto un grande successo e sarebbe un’ottima idea ripeterli. Anche l’antica via Roma, rimessa a nuovo con raffinato splendore, dal 2015 offre gli spazi ideali per il passeggio e alcune forme di spettacoli.

(I mercatini di Natale in via Roma)
Si può fare? Cosa dice il Comune?
Piazza Galimberti e via Roma, però, sono solo due dei tanti luoghi disponibili. Alcuni esempi? Piazza Virginio liberata, anni fa, dai telai metallici del mercato all’ingrosso, non è mai entrata nel cuore dei cittadini. L’ex piazza Foro Boario è molto elegante e offre tante opportunità per essere sfruttata, ma le iniziative di coinvolgimento delle persone vengono organizzate in rare occasioni.
E che dire di piazza Europa e di piazza della Costituzione? La prima sta vivendo un periodo di forti contrasti in città per il progetto che ne prevede la trasformazione; la seconda è praticamente abbandonata tutto l’anno.

(Piazza della Costituzione, spesso abbandonata)
Ma anche gli spazi pubblici delle frazioni sono dimenticati, se non, grazie ai tanti volontari che ci lavorano, durante il periodo delle feste patronali.
Cuneo non ha solo piazza Galimberti e via Roma: molte altre zone del capoluogo sono “agorà” che meriterebbero una maggiore valorizzazione attraverso le manifestazioni.
Come sta succedendo in questi giorni con Mirabilia: il Festival diffuso su tutto il territorio del Centro storico e di straordinario coinvolgimento popolare. Servirebbero tanti Mirabilia proposti, magari in forme artistiche differenti, ma tutto l’anno e in tutte le aree cittadine e delle frazioni un poco trascurate.
Si può fare? Cosa dice il Comune?





