Attualità - 06 settembre 2025, 19:31

PSA, ammessa la caccia nella Zona di Restrizione 1 dalla Regione, ma non in Granda: "Perplessi e rammaricati"

Sarà quindi possibile da quella data cacciare il cinghiale negli ambiti Zr1 ricadenti nei territori delle province di Novara, Vercelli, Torino e Biella, ma non nella nostra provincia. La consulta Regionale ATC e CA Provincia di Cuneo: "Ci siamo adoperati per contrastare l’epidemia PSA in rispetto dell’ordinanza del Commissario, ma vorremmo tutela per i nostri soci cacciatori che hanno pagato la tassa regionale e il tesserino venatorio per poter esercitare regolarmente"

PSA, ammessa la caccia nella Zona di Restrizione 1 dalla Regione, ma non in Granda: "Perplessi e rammaricati"

Sono state accolte dal commissario straordinario per il contrasto alla Peste Suina Africana, Giovanni Filippini le richieste di deroga presentate dall’assessore al Commercio, Turismo, Agricoltura e Cibo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni. 

A partire dal prossimo 21 settembre, giorno di apertura della stagione venatoria, sarà ammessa la caccia al cinghiale anche in quelle aree della cosiddetta Zona di Restrizione 1 dove l’attività di caccia al suino selvatico non era finora consentita. 

Sarà quindi possibile da quella data cacciare il cinghiale negli ambiti Zr1 ricadenti nei territori delle province di Novara, Vercelli, Torino e Biella

Sulla questione intervengono i rappresentanti della consulta Regionale ATC e CA Provincia di Cuneo: "Questa notizia ci lascia piuttosto perplessi e rammaricati"

"Abbiamo appreso in data di ieri delle deroghe al divieto di attività venatoria in ZRI concesse dal Commissario Straordinario alla PSA, limitatamente alle provincie di Torino, Novara, Vercelli e Biella - scrivono dalla consulta Regionale ATC e CA Provincia di Cuneo -. Questa notizia ci lascia piuttosto perplessi e rammaricati, considerato che anche i nostri Ambiti di Caccia della provincia di Cuneo hanno inoltrato la sopracitata richiesta di deroga durante la videoconferenza tenutasi presso gli uffici della Regione Piemonte con la partecipazione dagli Assessori e Commissario Straordinario.

Evidenziando che gli ambiti si sono spesi per adottare le misure necessarie al contenimento dell’epidemia di peste suina africana.

Solo un paio di giorni fa siamo stati intervistati da un canale regionale della RAI, per rispondere alle rimostranze avanzate dalla Coldiretti Cuneo che lamentava la mancata adesione degli ATC e CA alla possibilità di iniziare la caccia al cinghiale anticipatamente (1° settembre).

Ebbene, non volendo considerare le motivazioni che hanno spinto il Comitato a non voler anticipare ulteriormente la caccia al cinghiale, e specificate nel servizio suddetto, come ad esempio la raccolta dei coltivi, del mais, delle nocciole in certi territori e la vendemmia delle uve in altri, come sarebbe possibile ed in che modo anticipare l’inizio della caccia al cinghiale?".

"In ottemperanza dell’ordinanza - proseguono -, allo stato attuale, nella provincia di Cuneo la caccia programmata al cinghiale è consentita solamente in zona indenne, mentre nella maggior parte dei territori di nostra competenza, in zona di restrizione I e II, sono autorizzate solamente le operazioni di depopolamento da parte di operatori in rispetto dei requisiti di residenza per un massimo di 15 persone per unità di gestione del cinghiale al giorno e coordinati da guardie venatorie o da agenti dei corpi di polizia locale (la presenza della guardia, peraltro, è necessaria solamente in Provincia di Cuneo).

I comitati di Gestione si sono impegnati al massimo per mettere in condizione tutti i cacciatori interessati di poter praticare la caccia al cinghiale, ma ora ci troviamo a dover combattere contro i mulini a vento. Ai cacciatori, ai singoli ed alle squadre non possiamo chiedere di più di quanto non siano già stati disposti a fare l’anno scorso, quando nonostante le difficoltà riscontrate ad osservare tutte le norme contenute nell’ordinanza, si sono adoperati per poter effettuare depopolamento ed abbattere il maggior numero di cinghiali".

"Siamo molto preoccupati per l’imminente inizio dell’attività venatoria - concludono -, da un lato ci siamo adoperati e continueremo a farlo per contrastare l’epidemia PSA in rispetto dell’ordinanza del Commissario, dall’altro lato vorremmo tutelare i nostri soci cacciatori che hanno pagato la tassa regionale ed il tesserino venatorio per poter esercitare regolarmente la caccia ed infine sarebbe auspicabile e nell’interesse anche di tutti gli agricoltori che la caccia al cinghiale potesse essere il più possibile proficua.

Restiamo disponibili per un confronto ed in attesa di novità positive anche per noi".

c.s.

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