Economia - 11 settembre 2025, 18:24

Crollano le esportazioni cuneesi: -7,9% nel primo semestre 2025

Dopo il record del 2024, le vendite all’estero arretrano più della media nazionale e regionale. Crosetto (Camera di commercio): “Calano tutti i settori strategici, serve diversificare i mercati e sostenere le imprese”

Crollano le esportazioni cuneesi: -7,9% nel primo semestre 2025

Il I semestre 2025 chiude con una flessione del 7,9% delle vendite all’estero per le imprese della provincia di Cuneo rispetto al I semestre dello scorso anno, che fece segnare il record storico delle esportazioni. Il dato è in controtendenza rispetto a quello nazionale (+2,1%) e più negativo di quello regionale (-2,5%).

Complessivamente nel I semestre 2025 le vendite all’estero dei prodotti made in Cuneo hanno raggiunto i 4.992 milioni di euro e nello stesso semestre il valore delle importazioni è stato di 2.964 milioni di euro, con una crescita del 4,8% rispetto ai primi sei mesi del 2024. La flessione delle esportazioni abbinata all’aumento dell’import ha portato il saldo della bilancia commerciale a 2.028 milioni di euro, in forte diminuzione (-21,8%) rispetto a quello registrato nel I semestre 2024 quando si attestava a 2.592 milioni di euro.

Cuneo si conferma al secondo posto, dopo Torino, per valore esportato, con il 16,4% delle vendite regionali fuori confine

"I dati relativi al primo semestre dell’anno ci pongono di fronte a una realtà che non possiamo ignorare: le esportazioni della provincia di Cuneo hanno registrato un calo significativo del 7,5% rispetto al dato record dello scorso anno - afferma il presidente della Camera di commercio di Cuneo Luca Crosetto. È una flessione che ha interessato tutti i settori strategici del nostro tessuto produttivo, dai prodotti alimentari ai vini, dai mezzi di trasporto ai macchinari, fino alle materie plastiche, e che ci impone una riflessione profonda. La crisi attraversata da Francia e Germania ci ha restituito una contrazione sensibile, ma il campanello d’allarme arriva dai mercati extra-UE, dove il calo è stato ancora più marcato”.

"Negli ultimi sei anni, malgrado il Covid, le problematiche internazionali e la frenata di questo semestre - continua il presidente Crosetto - le esportazioni sono aumentate, ma l'importanza dell'export per la nostra economia ci sprona a rafforzare il nostro impegno nel sostenere le imprese cuneesi. Dobbiamo intensificare gli sforzi nella ricerca di nuovi sbocchi di mercato, diversificare le destinazioni dell’export e accompagnare le aziende nel superare le sfide globali con strumenti concreti, tra cui formazione mirata e strategie condivise. La Camera di commercio sarà al fianco delle imprese con rinnovata determinazione, per trasformare questa fase di difficoltà in un’opportunità di rilancio e crescita mettendo l’internazionalizzazione al centro nel Programma pluriennale di mandato 2026/2030”. 

Esportazioni della provincia di Cuneo per principali prodotti (dati in euro) 


 

I semestre 2024

I semestre 2025

Quota I semestre 2025

Var %

Prodotti dell'agricoltura, della silvicoltura  e della pesca

130.315.989

171.438.216

3,4%

31,6%

Prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere

4.372.597

3.906.286

0,1%

-10,7%

Prodotti delle attività manifatturiere

5.253.657.057

4.784.475.065

95,8%

-8,9%

Prodotti alimentari, bevande e tabacco

1.822.024.640

1.708.317.487

34,2%

-6,2%

Mezzi di trasporto

1.006.823.640

868.158.268

17,4%

-13,8%

Macchinari e apparecchi n.c.a.

758.848.216

684.792.576

13,7%

-9,8%

Articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi

757.646.766

637.782.186

12,8%

-15,8%

Chimica e farmaceutica

238.592.813

242.893.150

4,9%

1,8%

Metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti

194.079.946

212.491.836

4,3%

9,5%

Legno e prodotti in legno; carta e stampa

160.602.433

159.094.789

3,2%

-0,9%

Apparecchi elettrici, elettronici e ottici

150.630.475

134.126.613

2,7%

-11,0%

Tessile, abbigliamento, pelli e accessori 
 

121.158.027

93.001.264

1,9%

-23,2%

Altri prodotti delle attività manifatturiere

43.250.101

43.816.896

0,9%

1,3%

Prodotti delle altre Attività

32.349.366

32.084.556

0,7%

-0,8%

Totale

5.420.695.009

4.991.904.123

100,0%

-7,9%


 Fonte: Elaborazione Camera di commercio di Cuneo su dati Istat 

Nel I semestre 2025 la diminuzione delle esportazioni cuneesi di prodotti manifatturieri, che rappresentano il 95,8% del totale, è stata dell’8,9%, flessione registrata (-10,7%) anche dai prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere che incidono soltanto per lo 0,1% sul totale dell’export, mentre il comparto agricolo, che incide per il 3,4%, ha registrato una crescita del 31,6%.

Analizzando nel dettaglio la manifattura cuneese emerge come la filiera dell’industria alimentare, che pesa per il 34,2% ed è il settore trainante dell’export manifatturiero, in questo semestre ha fatto registrare -6,2% complice, soprattutto, l’imposizione dei dazi Usa e il calo sensibile nel Regno Unito. A fronte di risultati poco confortanti anche per le altre tipologie di merci, la performance migliore è stata registrata da metalli di base e prodotti in metallo (+9,5%), seguito da chimica e farmaceutica (+1,8%). A registrare una forte decrescita il tessile, abbigliamento, pelle e accessori (-23,2%) seguito dagli articoli in gomma e materie plastiche (-15,8%), dai mezzi di trasporto (-13,8%), dagli apparecchi elettrici, elettronici e ottici (-11,0%), da macchinari e apparecchi n.c.a. (-9,8%) e da legno e prodotti in legno, carte e stampa (-0,9%). 

Esportazioni della provincia di Cuneo per principali Paesi (dati in euro) 

Paesi

I semestre 2024

I semestre 2025

Quota I semestre 2025

Var. %

Francia 

980.474.857

892.454.581

17,9%

-9,0%

Germania 

759.984.007

707.700.409

14,2%

-6,9%

Spagna

345.358.347

342.660.967

6,9%

-0,8%

Polonia 

274.340.225

338.390.068

6,8%

23,3%

Belgio 

138.387.714

153.812.327

3,1%

11,1%

Paesi Bassi

116.886.463

114.367.026

2,3%

-2,2%

Romania

90.727.656

103.713.470

2,1%

14,3%

Cechia

85.818.511

90.559.128

1,8%

5,5%

Austria

75.703.982

74.633.842

1,5%

-1,4%

Grecia

66.361.527

65.660.049

1,3%

-1,1%

Altri Paesi Ue-27

433.292.004

412.322.830

8,3%

-4,8%

Ue-27 (post Brexit)

3.367.335.293

3.296.274.697

66,0%

-2,1%

Stati Uniti 

349.658.539

338.808.711

6,8%

-3,1%

Regno Unito (*)

272.082.700

215.193.823

4,3%

-20,9%

Cina

157.395.617

120.868.684

2,4%

-23,2%

Svizzera

92.699.860

93.977.831

1,9%

1,4%

Canada

131.485.680

82.325.736

1,6%

-37,4%

Turchia

87.076.387

69.003.801

1,4%

-20,8%

Messico

79.843.452

57.003.556

1,1%

-28,6%

India

45.328.352

45.425.593

0,9%

0,2%

Arabia Saudita

54.333.956

38.244.270

0,8%

-29,6%

Israele

37.310.754

35.465.401

0,7%

-4,9%

Altri Paesi extra Ue-27

746.144.419

599.312.020

12,0%

-19,7%

Extra Ue-27 (post Brexit)

2.053.359.716

1.695.629.426

34,0%

-17,4%

Mondo

5.420.695.009

4.991.904.123

100,0%

-7,9%


 (*) L’Accordo di recesso del Regno Unito dalla UE è entrato in vigore il 1° febbraio 2020.  A partire da tale data, il Regno Unito è diventato uno Stato terzo. Le serie storiche per le due nuove aree Ue-27 ed extra Ue-27 sono state ricostruite per rendere coerenti i confronti temporali. Fonte: Elaborazione Camera di commercio di Cuneo su dati Istat 

Il bacino dell’Ue-27 ha attratto il 66,0% delle esportazioni provinciali, contro il 34,0% dei mercati situati al di fuori dell’area comunitaria. La flessione registrata dalle vendite dirette verso i Paesi dell’Ue-27 è stata del 2,1%, mentre quella verso i partner commerciali extra Ue-27 è stata del -17,4% risultato che ha trainato in modo significativo la decrescita complessiva delle esportazioni cuneesi.

I più importanti mercati dell’area Ue-27 si confermano essere quello francese e tedesco, con quote rispettivamente pari al 17,9% e 14,2%. Francia e Germania hanno però evidenziato una decrescita rispettivamente del 9,0% e del 6,9%, conseguenze della difficile congiuntura economica vissuta dai due Paesi. La Spagna, con una quota del 6,9%, ha registrato una sostanziale stabilità mentre la Polonia, con una quota del 6,8%, ha riportato un buon +23,3%. Le variazioni in positivo più significative sono da ricondursi a Romania (+14,3%), Belgio (+11,1%) e Cechia (+5,5%) rispettivamente settimo, quinto e ottavo mercato di sbocco all’interno dell’Unione europea.

Per il bacino Extra Ue-27 i mercati di maggior rilievo continuano a essere gli Stati Uniti e il Regno Unito che rappresentano rispettivamente il 6,8% e il 4,3% dell’export complessivo. Entrambi hanno riportato una flessione: per gli Stati Uniti più contenuta (-3,1%), mentre decisamente significativa per il Regno Unito (-20,9%) nostro sesto mercato di riferimento. La Cina, nostro terzo mercato extra UE, con una quota parte del 2,4%, ha riportato un -23,2%. I mercati che hanno riportato risultati positivi sono Svizzera (+1,4%) e India che registra una sostanziale stabilità. I restanti riportano flessioni importanti: Canada (-37,4%), Arabia Saudita (-29,6%), Messico (-28,6%), Turchia (-20,8%) e Israele (-4,9%). 

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