Da Cuneo partiamo in direzione Bra per raccontare la storia della prossima protagonista di Figlie della Granda, Ludovica D’Orta. Libero di ruolo, determinata per natura, Ludovica è cresciuta nelle fila della Libellula Volley e oggi è pronta a tornare in Piemonte con nuove ambizioni e lo stesso entusiasmo degli esordi.
Come molte giovani atlete, anche Ludovica scopre la pallavolo dopo aver provato un po’ di tutto: “Ho iniziato a giocare a pallavolo a 5 anni. Da piccola mi piaceva fare tutto, infatti ho provato tanti sporti diversi, alcuni anche particolari come danza acrobatica aerea, però la pallavolo l’ho subito sentita mia”.
Così Ludovica entra in palestra e muove i primi passi nella Libellula Volley di Bra, dove resta fino all’under 14.
“Alla Libellula ho dei ricordi splendidi, ho avuto la fortuna di giocarci per tanti anni e questo mi ha permesso di creare dei rapporti solidi sia con le mie compagne che con lo staff. Mi hanno dato tante opportunità di crescita sia sportiva che personale. Aver avuto l’opportunità di cominciare proprio nella mia città è stato un privilegio”.

(Ludovica (numero 19) nel giovanile di Libellula Volley)
Da Bra Ludovica passa ad Alba e poi approda ad Asti, uno dei momenti di svolta nel suo percorso sportivo.
“Ho sempre sognato fin da piccola di poter diventare una giocatrice professionista, però ho capito che poteva diventare più di una semplice passione quando ho deciso di andare a vivere ad Asti. È stata una scelta molto importante e significativa”.
Nel frattempo, arriva anche la scoperta del suo ruolo definitivo:
“Direi che il mio anno ad Alba con Alberto Salomoni è stato fondamentale per questo. Ho avuto l’opportunità di allenarmi anche con la Serie B e, per la prima volta, di sperimentare il ruolo del libero, che fino a quel momento non avevo mai considerato”.

(Ludovica( numero 13) con la maglia de L'Alba Volley)
Dopo l’esperienza nel PlayAsti, Ludovica si accasa nel Club76 di Chieri. Una stagione intensa, la prima totalmente da libero, culminata con la conquista del terzo posto nazionale under 18.
“L’esperienza a Chieri mi ha messa alla prova. Non è stato facile trovare subito l’equilibrio di squadra e adattarmi al nuovo ruolo, ma la società ci ha dato tutti i mezzi per lavorare al meglio. Dopo tante difficoltà siamo riuscite a raggiungere l’obiettivo e a portare a casa il terzo posto nazionale. L’esperienza a Vibo Valentia è stata fantastica, penso che in quei giorni abbiamo tirato fuori il meglio del nostro gioco dimostrando a tutti il nostro valore”.
Da Chieri Ludovica riparte, questa volta per andare ancora più lontano: direzione Rubiera, provincia Emilia-Romagna, per militare in B1 con la Giusto Spirito. È anche il primo anno in cui Ludovica non è più nel giovanile ma compete nel mondo dei grandi.
“Cambiare ambiente non è stato difficile perché sono stata accolta a braccia aperte, mi sono sentita subito a mio agio. Inoltre, devo ammettere che il mio carattere estroverso mi ha aiutato molto. Ero tra le più piccole in squadra e soprattutto era la mia prima esperienza in serie B1, ma questo mi motivava molto”.

(Il terzo posto ai Nazionali Under 18 con il Club76)
Una carriera sportiva dunque che dal Piemonte l’ha portata fuori regione, non solo lontana da casa ma anche dalla sua famiglia e dai suoi amici.
“Le esperienze fuori casa mi hanno fatta crescere tanto, come atleta e come persona. Dover conciliare la scuola, la pallavolo e le faccende di casa non è stato facile. Anche condividere gli spazi con le compagne di squadra non è semplice ma penso sia una delle esperienze più formative per un’atleta. Sicuramente mi sono divertita tanto”.
E oltre ad essere lontana da casa, anche la vita sociale deve adattarsi al ritmo dell’atleta.
“Conciliare la vita da adolescente con quella sportiva mi è sempre piaciuto, anche se non nego che ho avuto delle difficoltà. Non mi è mai pesato rinunciare a una serata per allenarmi, perché ho sempre avuto ben chiaro il mio obiettivo Certo, ogni tanto mi svago anch’io, è fondamentale staccare per liberare la mente. La lontananza dai parenti ha rafforzato il nostro legame, anche perché vedersi tutti insieme era diventato un evento raro quindi quel tempo insieme era importantissimo”.
Con il tempo però Ludovica è riuscita a trovare il proprio equilibrio e costruire così la propria routine:
“Bilanciare sport e vita personale è qualcosa che faccio da quando sono piccola. Ho imparato a organizzarmi bene e, devo dire, mi piace la vita frenetica. Certo ci sono dei momenti in cui il riposo è necessario, ho imparato ad ascoltare il mio corpo e a capire quando devo fermarmi”.

E se nella vita Ludovica sa quando fermarsi, non ha assolutamente intenzione di farlo in campo.
“La caratteristica che mi distingue di più? Sicuramente la grinta, cerco sempre di trasmettere energia alle compagne. A volte però sono troppo severa con me stessa, ci sto lavorando”.
Un ruolo, il libero, che fa parte totalmente della sua identità sportiva: “Avere la maglia diversa è una responsabilità, è importante far sentire la propria presenza per dare tranquillità alla squadra. Una qualità fondamentale è riuscire a mantenere la concentrazione nonostante si esca dal campo, è molto importante sapersi adattare alle situazioni di gioco, perché nonostante lo studio gara durante la partita le posizioni da mantenere possono variare”.
Grintosa in campo, ma anche nella vita: “Diciamo che fuori dal campo, come dentro, mi diverto. Amo la vita, sono sempre in cerca di stimoli nuovi, mi piace fare esperienze adrenaliniche e fuori dalla mia zona di comfort. Adoro il karaoke anche se sono stonata come una campana. Per me il tempo fuori dal campo è preziosissimo e cerco di renderlo il più produttivo possibile, dedicandolo anche alla famiglia e agli amici”.

Per la prossima stagione, Ludovica tornerà nel suo Piemonte, per difendere i colori dell’Alba Volley in B2. Un ritorno al futuro per lei, in una società che conosce bene.
“Tornare a casa è sempre bello, sono contenta di farlo con Alba. Quando ho parlato con Max Gallo del progetto, mi sono subito entusiasmata. Non vedo l’ora di iniziare il campionato, sono carica per questa nuova avventura”.
E se guardiamo oltre la prossima stagione, anche qui i sogni sono chiari: “Il mio sogno sportivo è sempre quello fin da quando sono piccola: giocare in Seria A e magari anche rappresentare l’Italia. Fuori dal campo ho tanti piccoli sogni che vorrei realizzare ai quali ogni giorno dedico del tempo”.





