Attualità - 12 settembre 2025, 19:49

Gianfranco Bordone, presidente del Consorzio socio-assistenziale Alba Langhe e Roero: "Emergenza abitativa e nuove fragilità sono le priorità del welfare albese"

Il 17 settembre ad Alba un’occasione di confronto che inaugura una tradizione annuale: il Comune e il Consorzio invitano enti, associazioni e cittadini a fare rete per affrontare le sfide del presente

Gianfranco Bordone, presidente del Consorzio e docente universitario

Gianfranco Bordone, presidente del Consorzio e docente universitario

Ad Alba l’anno sociale si apre con un appuntamento che vuole diventare tradizione. Mercoledì 17 settembre, alle 17.30 nella Sala Beppe Fenoglio del Cortile della Maddalena, il Consorzio socio-assistenziale Alba Langhe e Roero e l’Assessorato comunale alle Politiche sociali propongono “L’anno che verrà”, un incontro di confronto e programmazione. Tra i protagonisti ci sarà Gianfranco Bordone, presidente del Consorzio e docente universitario, che insieme a Giorgio Merlo ha appena pubblicato per Carocci Guida alla programmazione sociale – Teorie, pratiche, contesti. Con lui abbiamo cercato di capire quali sono le finalità di questa iniziativa e le sfide del welfare locale.

Partiamo dal libro: come nasce e a chi si rivolge?

"Il volume è nato come testo universitario per l’esame di programmazione e gestione dei servizi sociali all’Università di Torino. Però, avendo alle spalle una lunga esperienza professionale in questo campo, io e il collega Giorgio Merlo abbiamo scelto un taglio che andasse oltre l’accademia. Volevamo uno strumento utile anche agli operatori che già lavorano sul campo, capace di sistematizzare idee e percorsi. Il cuore della programmazione sociale è trasformare ipotesi di intervento in azioni concrete: questo libro vuole essere una bussola per orientarsi tra trasformazioni del welfare, problemi sociali, enti pubblici e privati che operano nel settore".

Avete collegato il libro anche a un sito di approfondimento. Perché questa scelta?
"Perché il mondo del welfare cambia continuamente. Un manuale rischia di diventare statico: così abbiamo creato un portale con 250-300 schede di approfondimento, consultabili liberamente, che integrano il testo. Il libro rimanda a questi materiali e permette di restare aggiornati. Inoltre abbiamo arricchito il lavoro con suggestioni tratte dal mondo dell’arte: immagini che aiutano a fissare concetti complessi attraverso una dimensione visiva e simbolica".

L’incontro di Alba non vuole essere solo una presentazione, ma un momento di confronto. Qual è lo spirito con cui è stato pensato?
"La funzione del libro dentro l’incontro è soprattutto metodologica: aiutare a tirare le fila e dare un ordine. Vogliamo sederci intorno a un tavolo con associazioni ed enti del territorio e chiederci quali sono le sfide più importanti del prossimo anno. È un po’ come l’occhio della mosca: tante faccette che unite permettono di percepire il movimento. Da soli non si arriva lontano: né istituzioni, né privato sociale, né cooperative possono bastare. Per questo serve mettere insieme i diversi punti di vista e costruire un percorso comune".

Entrando nel merito, quali sono oggi le criticità principali che vede dal suo osservatorio?
"Una delle più gravi è l’emergenza abitativa. Sempre più persone faticano a trovare una sistemazione adeguata. È un problema complesso, che riguarda l’autonomia delle persone e coinvolge più attori oltre al Consorzio. Nel nostro territorio pesa anche l’uso turistico degli alloggi, che riduce ulteriormente la disponibilità. Servono soluzioni flessibili, anche transitorie".

E sul fronte educativo e familiare?
"C’è un problema crescente di fragilità tra minori e adolescenti, con assenza educativa, difficoltà delle famiglie e situazioni di disagio sempre più frequenti. Non è una peculiarità solo nostra, ma un fenomeno diffuso che interpella direttamente i servizi sociali. A questo si aggiunge il tema dell’invecchiamento della popolazione: qui la priorità è mantenere il più possibile le persone autonome nelle loro case, investendo su servizi domiciliari e modelli innovativi di coabitazione. Ci sono esperienze interessanti, ma la domanda cresce più velocemente delle risorse".

Il nodo delle risorse resta centrale?
"Sì, purtroppo è un problema strutturale. I trasferimenti statali e regionali arrivano spesso in ritardo e i Comuni fanno sempre più fatica a garantire le quote di competenza. Noi cerchiamo di rendere la gestione il più efficiente possibile, ma la pressione aumenta di anno in anno. È una sfida che si ripropone costantemente".

Guardando avanti, cosa si aspetta da questo appuntamento e dai prossimi mesi?
"Quello del 17 settembre vuole essere solo un primo passo. Vogliamo avviare una tradizione: ogni anno, all’inizio dell’anno sociale, ritrovarci per condividere strategie e prospettive. Nel 2026 il Consorzio compirà 25 anni: speriamo di celebrare l’anniversario con iniziative che rafforzino il dialogo con il territorio e con chi vi lavora ogni giorno".

Daniele Vaira

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