Attualità - 20 settembre 2025, 07:40

Bra, passaggio nella chiesa delle Clarisse tra reliquie e storie di fede

Appartengono ai santi martiri che hanno protetto il Monastero fin dalla sua fondazione nel 1633

Bra, passaggio nella chiesa delle Clarisse tra reliquie e storie di fede

Scrigni preziosi, custodi di memorie sacre e racconti di fede, non semplici oggetti d’arte, ma porte aperte su epoche lontane: un tesoro prezioso, appunto, fatto di reliquie. Sono un insieme di teche custodite nella chiesa delle Sorelle Clarisse, a Bra. In esposizione accessibile a tutti ci sono le reliquie dei santi martiri che hanno protetto il Monastero fin dalla sua fondazione nel 1633.

Tra esse, ci sono le reliquie di: san Basilio; san Prospero; san Crescenzio; san Adeodato; san Costanzo; san Fausto; san Germano; san Felicissimo; san Clemente; san Severo; san Massimo; san Generoso; san Vincenzo; san Celestino; san Ursino; san Teofilo; san Fortunato; san Benigno; san Faustino; san Urbano; san Colombo; san Vittorio; san Secondo; san Candido; santa Amantea; santa Lucia; san Benedetto; santa Clara; san Gaudenzio; beata Giovanna; san Pio; san Felice.

Per fedeli e pellegrini, la sosta in preghiera nella chiesa delle Clarisse (viale Madonna dei fiori, 3) sarà l’occasione per una profonda riflessione spirituale e celebrare il messaggio evocativo delle reliquie.

Il senso cristiano delle reliquie

Nel suo senso cristiano, il termine reliquia, designa principalmente i resti del corpo di un santo o di un beato; in un secondo senso fa riferimento agli oggetti che hanno un rapporto diretto con la vita di Cristo, per esempio la Croce, o dei Santi, o semplicemente degli oggetti che hanno toccato il loro corpo.  Tali resti sono stati venerati dai cristiani già dai primi secoli, in modo coerente con la fede nell’incarnazione e la risurrezione del corpo. La Chiesa riconosce nelle reliquie un legame tra il Cielo, dove vivono adesso i Santi presso Dio e la terra, dove i credenti possono venerare questi resti del Santo. Attraverso la preghiera il credente è condotto a Dio, grazie a un legame visibile.  Contestata dalla riforma protestante nel XVI secolo, la legittimità del culto delle reliquie è stata riaffermata dal Concilio di Trento (1545-1563), denunciandone, comunque, tutti gli abusi. Oggi la Chiesa cattolica veglia sull’autenticità delle reliquie e insegna, chiaramente, ai fedeli la distinzione tra il culto di adorazione riservato solo a Dio e il culto di venerazione pertinente ai Santi.

Silvia Gullino

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