Politica - 24 settembre 2025, 12:26

Savigliano, Consiglio e maggioranza divisi sull’ordine del giorno per la Palestina

Il sindaco Antonello Portera e tre suoi consiglieri di “Nuova Civica” votano il documento proposto dal centrosinistra di “Spazio Savigliano”, mentre i loro colleghi si astengono. Il Pd plaude: “Si può essere civici e al tempo stesso avere una posizione chiara e responsabile”

Antonello Portera

Antonello Portera

Sarà pur vero che si trattava di scelte “di coscienza”, ma quanto andato in scena durante il Consiglio comunale di Savigliano di lunedì sera segna comunque un atto politico rilevante all’interno della maggioranza civica che governa la città e che nel 2027 andrà alle urne.

L’ordine del giorno sulla Palestina, proposto da Giorgia Seliak a nome del gruppo di centrosinistra  “Spazio Savigliano”,  ha registrato una spaccatura non solo in Consiglio – cosa che era abbastanza scontata – ma anche all’interno della stessa maggioranza civica guidata dal sindaco Antonello Portera.

Infatti, lo stesso sindaco e gli esponenti di “Nuova Civica” (il gruppo consiliare più numeroso della maggioranza e quello a lui più vicino), Mattia Giordana, Silvia Garaventa e Claudia Giorgis, si sono espressi “convintamente” favore, come ha affermato in aula Giordana nel suo accorato intervento.

I rappresentanti degli altri gruppi civici di maggioranza “Noi per Savigliano”, “Amici di Savigliano” e “Progetto Savigliano” hanno ritenuto che la questione non fosse di competenza di un ente locale o comunque che l’odg contenesse un “vizio” ideologico per cui si sono astenuti.

In particolare Alberto Pettavino, capogruppo “Progetto per Savigliano” e coordinatore provinciale del Patto Civico, ha parlato di “eccessiva politicizzazione” e di “messaggio critico al governo che non farebbe abbastanza al riguardo”.   

Il consigliere Gianluca Zampedri (“Risvegliamo la città”) ha scelto invece di non partecipare al voto.

Ampio, articolato e pregnante l’intervento di Portera. “Premesso che sono contro ogni forma di violenza a cominciare da quella terroristica, non credo ci si possa nascondere che quello in atto nella Striscia di Gaza è un genocidio. Stiamo smarrendo ad ogni latitudine il concetto di diritti umani e insieme quello del diritto internazionale. Stiamo vilmente gettando alle ortiche – ha affermato – i sacrifici di sangue dei nostri padri che ci hanno garantito 80 anni di libertà. La mia fiducia nei confronti di chi oggi governa il mondo – ha aggiunto – si è esaurita. Ho la sensazione che stiamo diventando sempre più pedine in uno scacchiere mondiale dove il re si preoccupa solo ed esclusivamente di se stesso. Voto con convinzione questo ordine del giorno”.

In conclusione l’ordine del giorno, posto in votazione dal presidente del Consiglio comunale Piergiorgio Rubiolo, ha ottenuto 8 voti favorevoli: Paolo Tesio, Giorgia Seliak, Jack Calcagno, Giulio Ambroggio, Silvia Garaventa, Claudia Giorgis,  Mattia Giordana e Antonello Portera ed è dunque stato approvato.

All’indomani del Consiglio il gruppo consiliare Spazio Savigliano e il circolo saviglianese del Pd hanno diffuso un comunicato.

“La maggioranza  – si legge nella nota stampa - ha mostrato tutte le sue contraddizioni: di fronte a una questione che interroga i valori universali di libertà e giustizia, qualcuno ha scelto di non scegliere.

Se la posizione del consigliere Occelli era in linea con le indicazioni del suo partito, più difficile da capire è l’atteggiamento di chi, dietro la maschera della “neutralità”, ha deciso di non schierarsi. Ma la neutralità, in certi momenti storici, è solo un modo per voltarsi dall’altra parte”.

Parole di apprezzamento e di elogio invece per il sindaco e il gruppo Nuova Civica.

Va riconosciuto – scrivono dal centrosinistra - il coraggio del sindaco e di Nuova Civica, che hanno votato a favore senza tentennamenti, dimostrando che si può essere civici e al tempo stesso avere una posizione chiara e responsabile. Come Spazio Savigliano ribadiamo che ogni istituzione, a ogni livello, deve fare la propria parte per fermare la violenza e garantire i diritti. Restare neutrali significa essere complici”.

GpT

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