Economia - 29 settembre 2025, 07:00

La guerra in Sudan nel 2025: situazione attuale e prospettive

É il 15 aprile 2023 quando, a Khartoum, le Forze di Supporto Rapido (RSF) comandate da Mohamed Hamdan “Hemedti” Dagalo hanno preso improvvisamente il controllo di alcuni siti strategici.

La guerra in Sudan nel 2025: situazione attuale e prospettive

Le Forze Armate Sudanesi (SAF), guidate dal generale Abdel Fattah al-Burhan, hanno risposto con bombardamenti e assedi, dando così inizio a quella ormai conosciuta come la guerra in Sudan.

A distanza di oltre due anni da quella data, quella partita come una guerra civile interna si è trasformata in un conflitto violento e drammatico e in una crisi umanitaria senza precedenti, che ha rapidamente coinvolto vaste aree del paese, divenute veri e propri campi di battaglia.

Se da un lato, le iniziative diplomatiche si moltiplicano senza grosso successo, dall’altro ci sono associazioni e organizzazioni che tentano di portare aiuti umanitari a una popolazione sempre più colpita. Ne è un esempio Medici Senza Frontiere che, vista la situazione attuale in Sudan, opera per sostenere ospedali, cliniche e campi sfollati, fornendo cure di emergenza, chirurgia, assistenza materna e pediatrica e trattamenti contro la malnutrizione e malattie.

In questo articolo analizziamo quello che è successo negli ultimi mesi e quali sono le prospettive future della guerra in Sudan.

Guerra in Sudan: da gennaio a marzo 2025

L’inizio del 2025 ha segnato diverse sostanziali tappe nella guerra in Sudan.

Prima, la riconquista da parte dell’esercito sudanese della città strategica Wad Madani, causando altre escalation di violenza. Poi, diversi attacchi armati che hanno purtroppo coinvolto numerosi civili.

Nel mese di marzo 2025, la scena militare si è spostata nello stato di Sennar, dove l’esercito ha lanciato una controffensiva su larga scala, riuscendo a riconquistare gran parte del territorio perduto in precedenza.

Guerra in Sudan: da aprile ad agosto 2025

Il periodo primavera-estate non ha portato alcun miglioramento sul fronte della guerra in Sudan. La città di El Fasher, ultima roccaforte governativa nella regione, è rimasta sotto assedio da parte delle RSF, con assalti continui che hanno nuovamente stravolto la quotidianità di una popolazione già intrappolata, senza vie di fuga né aiuti sufficienti.

Le Forze di Supporto Rapido hanno inoltre consolidato il controllo in Darfur e mantenuto posizioni strategiche nella capitale Khartoum, mentre l’esercito regolare sudanese ha rafforzato i successi a Sennar e nel Gezira. Tutto questo ha generato numerose e tristi perdite tra i civili e inasprito la crisi umanitaria già grave in corso.

Guerra in Sudan: la situazione attuale

Nel settembre 2025 la guerra in Sudan si ritrova in una situazione di stallo militare: entrambe le linee del fronte restano fluide, con avanzate e ritirate parziali da entrambe le parti, ma nessuna delle due fazioni è riuscita a ottenere una vittoria decisiva.

Intanto, la crisi umanitaria ha raggiunto livelli catastrofici, con milioni di persone costrette a lasciare le proprie case e un numero altissimo di civili in condizioni di bisogno urgente.

A peggiorare il quadro si aggiunge il collasso del sistema sanitario, con epidemie di tifo, dengue e malaria che si diffondono a grande velocità, mietendo vittime soprattutto tra bambini e donne incinte, soggetti particolarmente fragili.

Guerra in Sudan: prospettive future

Sul fronte diplomatico, gli sforzi di mediazione dell’ONU, dell’Unione Africana (UA) e dell’IGAD non hanno prodotto risultati concreti. Gli incontri si sono moltiplicati, ma senza alcun passo avanti: i due generali non sembrano al momento intenzionati a porre fine alla guerra.

Il futuro del conflitto dipenderà quindi da quanto la comunità internazionale sarà in grado di presentarsi come mediatore accettato da entrambe le parti in causa. Serve un fronte diplomatico unito, ma soprattutto l’accesso immediato e sicuro agli aiuti umanitari, sia di tipo medico che sociale.








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