Attualità - 20 ottobre 2025, 14:16

L'Oasi Giovani di Savigliano premia tre benefattrici nella 10ª edizione della Giornata del Ricordo e del Ringraziamento

Maria Angaramo, Rosalba Belmondo e Maria Mariano riconosciute per le donazioni all'ente. Celebrati anche i 120 anni dal lascito del conte Cesare Cravetta di Villanovetta

L'Oasi Giovani di Savigliano premia tre benefattrici nella 10ª edizione della Giornata del Ricordo e del Ringraziamento

Sono Maria Angaramo, Rosalba Belmondo e Maria Mariano le tre benefattrici a cui venerdì sera, 17 ottobre, è andato il diploma di Oasi Giovani, nel corso della 10ª edizione della Giornata del Ricordo e del Ringraziamento dei Benefattori.

Maria Angaramo è stata premiata per aver donato all'ente 72 opere del pittore Giuseppe Campana, Rosalba Belmondo per supportare Oasi negli approfondimenti artistici e culturali e Maria Mariano, scomparsa da qualche tempo, è stata ricordata per un generoso lascito in favore del Centro educativo post-scolastico.

 

Andata in scena nel Pantheon dei Benefattori di vicolo Orfane a Savigliano, la decima edizione della Giornata è stata idealmente dedicata al conte Cesare Cravetta di Villanovetta, con un ricordo da parte del presidente dell'ente Gianfranco Saglione. «In questa edizione 2025 – ha detto – vogliamo celebrare i 120 anni dall'importante lascito che il Conte fece nel 1905 in favore del Conservatorio delle Orfane:  tre rustici ed un grande appezzamento di terreno. Si tratta di uno dei più importanti lasciti ad un ente poi confluito in Oasi Giovani. Fa parte di questa donazione anche Cascina Baratà, che da oltre 40 anni diamo in comodato d'uso gratuito all'associazione 'Casa Baratà' e che recentemente è stata oggetto di lavori di riqualificazione. Mettere mano alla struttura ci è sembrato il modo migliore per ricordare l'anniversario della donazione e conservare quello che a tutti gli effetti è un patrimonio cittadino».

 

La filantropia – del passato e del presente – è stata al centro anche degli interventi di Rosalba Belmondo e di Rosanna Rastelli. La prima ha parlato del tema della povertà nell'arte, che «come testimoniano i dipinti del Pantheon è un deposito di memoria, serbatoio a cui attingere per comprendere i fenomeni del passato». La seconda ha raccontato l'esperienza del Centro di accoglienza notturna, «che riaprirà a inizio novembre e che a gennaio 2026 compirà 10 anni. Dieci anni dedicati ai più fragili, in cui ci sono stati 13.000 passaggi».

cs

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