Cuneo e valli - 05 novembre 2025, 00:00

GRANDA a Lagnasco: una birra che rappresenta un territorio

“Un birraio è come un artista, che mescola, sperimenta, fa esperienze”. La filosofia di Ivano Astesana: indipendenza creatività, innovazione, ribellione.

GRANDA a Lagnasco: una birra che rappresenta un territorio

Sarà solo suggestione, ma un buon birraio dev’essere barbuto. E Ivano Astesana, fondatore e deus ex machina di GRANDA, la barba ce l’ha, e folta, e potresti scambiarlo per un belga o un tedesco o un birraio irlandese intento a spillare in un locale di Temple Bar.

Invece è di Lagnasco, provincia di Cuneo, dove la frutta non manca, e accanto ai magazzini ci sono enormi pile di casse blu, rosse, verdi, che da lontano sembrano condomini e ti chiedi se i carrellisti si divertono a spostare e giocare con questi enormi Lego colorati.

Hanno la barba anche alcuni suoi collaboratori, segno che nel mondo della birra la barba è un indicatore di serietà. Nel mondo di GRANDA, immagine e qualità viaggiano di pari passo. La prima è arte, design, significato, messaggio. Sulla qualità non si discute: basta assaggiare.

LA SEDE, LA STORIA

La sede di questo birrificio artigianale cuneese sta in uno di quei cortili agricoli fatti a U, nel quale entravi e trovavi l’abitazione da un lato, la stalla dall’altro e davanti c’era il portico col granaio: immaginate che stalla e granaio siano occupate da fermentatori, imbottigliatrici, serbatoi a pressione, miscelatori e da un nastro trasportatore da cui escono in buon ordine bottiglie e lattine di birra. Siete in GRANDA. Fino al 2009 in quel cortile di Lagnasco ci si occupava di frutticoltura, non si produceva birra.

Racconta Ivano Astesana:

Facevo tutt’altro mestiere, ma mi appassionai alla birra e cominciai a produrne e a conoscerla. Nel nostro mestiere il birraio ha davvero le 'mani in malto' e deve conoscere le materie prime, e tutti i procedimenti di creazione di una birra, un po’ come fa uno chef in cucina. Amalgamare gli elementi aggiuntivi ad acqua, malto, luppolo e lieviti è come preparare un piatto unico, il cui risultato dipende da come, quando e in che momento del processo introduci gli 'intrusi'. A volte si va per tentativi, a volte ciò che si pensa a tavolino riesce subito come per magia… . ”

RICERCA E INNOVAZIONE NELLE BIRRE ARTIGIANALI

La ricerca di nuovi ingredienti per creare birre particolari, che si identifichino con un “territorio” è stata la guida del successo di GRANDA, che da piccole produzioni è arrivata ad oltre 5000 HL annui, distribuendo in Italia e all’estero, con un team composto da 10 persone e un magazzino di stoccaggio in mezzo ai campi di kiwi. Ma che cos’è davvero la birra artigianale? Ivano è un birraio tecnologico, nelle spiegazioni ci mette un mix di passione e conoscenze tecniche:

La birra artigianale è quella birra prodotta da birrifici di dimensioni medie e piccole, indipendenti e che non viene pastorizzata né microfiltrata. Uno dei suoi nemici è l’ossigeno. Per questo abbiamo bisogno di una sensoristica sofisticata, non solo per il controllo di temperature e pressione nei serbatoi. Spesso le persone comuni non sanno che il miglior modo per conservare una birra è la lattina. Infatti il tappo corona sulle bottiglie in vetro ha dei limiti, l’ossigeno è infido, e nel tempo pregiudica le caratteristiche del prodotto.

In provincia di Cuneo siamo una decina a produrre birre artigianali. In un territorio a vocazione vinicola non è poi così male”.

Inoltre siete un birrificio agricolo…

“Che significa essere un'azienda agricola prima ancora che un birrificio. E occorre che almeno il 51% delle materie prime utilizzate per la produzione della birra provenga dalla coltivazione aziendale.

Noi di GRANDA in realtà arriviamo all'80% di autoproduzione e coltiviamo ormai più di 50 ettari di terreni”.

LE COLLABORAZIONI

Una chiave vincente di GRANDA è sempre stata la collaborazione. Ivano ha macinato chilometri in Italia ed Europa per tessere relazioni e amicizie.

Le collaborazioni con altri produttori ci permettono di confrontarci con birrifici di fama internazionale, condividere idee e crescere professionalmente. Ogni volta torniamo a casa con nuove ispirazioni, che si trasformano in ricette capaci di raccontare il nostro modo di fare birra, con autenticità e passione. I birrai amano scambiarsi esperienze. Per questo nel tempo abbiamo intrapreso cooperazioni con birrai inglesi, tedeschi, belgi, irlandesi, scandinavi, americani, svizzeri e partecipato a tanti festival in ogni parte d’Europa. Questo ci permette di sperimentare, ci dà modo di aprirci alle esperienze altrui. Invitiamo spesso birrai di altre nazioni a creare nuove ricette insieme: pochi giorni fa con un birrificio svizzero abbiamo prodotto una birra al pane e cioccolato e in passato ne abbiamo fatte con cereali non maltati, frutta, spezie, aromi, realizzando stili di birra diversi a cui in seguito, attribuiamo un nome d’impatto”.

IL MARKETING ALLA CUNEESE

In GRANDA il look delle birre ha una parte essenziale e ormai da un paio d’anni, tutta la parte artistica è realizzata in casa da un designer, che fa parte integrante del team. Nei primi tempi era lo stesso Astesana a disegnare etichette e a dare un nome alle varie birre.

“Il consumatore di birra vuole gustare una bevanda, ma anche associarla ad un concetto. Abbiamo la fortuna di avere in squadra un giovane artista, Cesare Nai, che disegna e crea il fil rouge tra contenuto e contenitore. Per la sua giovane età è perfettamente in sintonia con il linguaggio, gli interessi e le tendenze delle nuove generazioni, di cui riesce a captare umori e segnali. Nomi come Kloe, Keios, Nebbia sono accostati a immagini e colori pensati per aggiungere e suscitare qualcosa in chi le guarda. Le nostre lattine sono belle, da vedere e da toccare, rappresentano la bevanda, non sono solo recipienti da 33 cl. Ci sono tante persone che le collezionano con passione”.


FESTE DI PAESE FESTIVAL EUROPEI

Le numerose sagre paesane dell’estate e le fiere autunnali vi hanno visti protagonisti?

“Le Pro Loco che hanno deciso di distribuire la nostra GRANDA durante le feste patronali sono state contentissime e ci hanno detto di non averne mai venduta tanta. Siamo stati presenti alla Fiera del Marrone di Cuneo dove abbiamo portato la passione per il nostro lavoro, la voglia di condividere e naturalmente le nostre birre migliori. Ma solo nell’ultimo anno siamo stati invitati ai Festival di birra artigianale di Magonza, a quello di Londra e di Porto, solo per dirne alcuni. Siamo orgogliosi di essere probabilmente il birrificio italiano più attivo nella scena internazionale. E il fatto di essere cuneesi e chiamarci GRANDA, ci rende fieri di poter rendere omaggio al nostro territorio. Vogliamo far conoscere il valore di una provincia che produce eccellenze in ogni settore, anche nella birra. I nostri valori sono e rimarranno sempre indipendenza creatività, innovazione, ribellione”.

LA BIRRA DEVE ESSERE TRADIZIONE O INNOVAZIONE?

Chiedere ad un birraio cos’è per lui la birra è paradossale, se non banale …

“Secondo me la birra è per prima cosa una bevanda popolare, un collante sociale che fa stare bene e unisce persone di ogni luogo e estrazione sociale. Noi adoriamo fare birre semplici, che possono essere consumate ogni giorno. Ma l’attività di un vero artigiano, non può esistere senza avere anche una componente di creazione e innovazione continua. Per questo ci piace moltissimo sperimentare con piccole tirature di birre speciali. A volte cerchiamo proprio di spingerci al limite di cosa può essere considerata una birra”.

La birra da consigliare ad un cuneese innamorato del vino?

“Proprio in questo periodo stiamo presentando la nostra Barrel Redempion. Una birra ad altissima gradazione e invecchiata in botte per oltre un anno. È un’esperienza sensoriale unica, in cui gli amanti del vino potranno ritrovare alcuni aromi a loro famigliari, ma riproposti in una bevanda assolutamente inimitabile”.  Vedi il sito web https://www.grandabeer.it/

FRA I CONSUMATORI, LE DONNE. OLTRE GLI STEREOTIPI

Chi consuma birra artigianale oggi?

“Un po’ tutti invero. Le generazioni più 'attempate' sono attente, preferiscono bere poco e bene. Cercano un 'racconto' dietro ad una birra, vogliono conoscerne i segreti, la storia. I giovani non bevono poi così tanto come si crede, hanno sempre il problema del limite per la guida da rispettare”.

Il mondo femminile ama la birra?

“Il fatto che la birra sia una bevanda prevalentemente maschile è secondo me un luogo comune. Quando partecipo a festival e fiere vedo tante donne passare a trovarci. Forse è vero che in genere le donne sono più attente a aromi e profumi e quindi apprezzano di più birre dalla personalità che si esprime in equilibri sensoriali più delicati. Ma si tratta di una questione di abitudini e predisposizione personale. Non ne farei una questione di genere”.

OLTRE LA GRANDA

I birrai che ispirano fiducia come Ivano Astesana hanno spesso la barba o almeno i baffi. Sarà perché la schiuma lì si deposita, proprio sotto il naso, vicino alla bocca: l’essenza si sofferma più a lungo, i profumi indugiano, arrivano dritti dritti all’ippocampo. L’amigdala approva e ordina un 'Bugia Nen'!

GRANDA invece si muove, eccome si muove.   

Ed è già da tempo fuori dai confini della Provincia Granda.

https://www.grandabeer.it/

Silvano Bertaina

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