Attualità - 17 novembre 2025, 13:32

Il Consiglio di Mondovì chiede l'adozione del "DAMA" per i disabili all'ospedale. L'AslCn1 chiarisce: "Già attivi ambulatori e percorsi specifici"

Dopo l'approvazione dell'ordine del giorno, votato da consiglieri di maggioranza e minoranza, l'azienda sanitaria locale interviene: "Presente da tempo anche un accesso ospedaliero facilitato agli esami (in particolare ematochimici) per minori che presentano disabilità"

Il Consiglio di Mondovì chiede l'adozione del "DAMA" per i disabili all'ospedale. L'AslCn1 chiarisce: "Già attivi ambulatori e percorsi specifici"

"Sosteniamo le iniziative della Regione per implementare il modello del DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance) negli ospedali piemontesi, partendo dal nostro territorio". 

Questo, in estrema sintesi, l'obiettivo che i consiglieri di maggioranza e minoranza del Comune di Mondovì hanno chiesto all'amministrazione comunale attraverso la presentazione e l'approvazione di un ordine del giorno, discusso nella seduta dello scorso lunedì 10 novembre. 

La richiesta, in forma di interrogazione, era già stata presentata a giugno scorso dai consiglieri del centrosinistra, questa volta la proposta arriva da congiunta con le firme di Roberto Ganzinelli, Maurizio Ippoliti (dirigente medico dell’AslCn1), Davide Blengini, Enrico Priale, Laura Barello, Erika Chiecchio (consiglieri maggioranza), Enrico Rosso, Carluccio Cattaneo, Rocco Pulitanò (centrodestra), Cesare Morandini, Laura Gasco e Davide Oreglia (centrosinistra).

"Il modello DAMA - come è stato spiegato - è stato avviato dal 2000 presso l’Ospedale San Paolo di Milano e, nel tempo, si è diffuso spontaneamente in diverse regioni italiane, tra cui Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Puglia e Calabria, dimostrandone l’efficacia sia in termini di qualità delle cure che di ottimizzazione delle risorse sanitarie. Il D.A.M.A., nella sua essenza, mette a disposizione un sistema coordinato che inizia con un centralino quale “triage” telefonico, prosegue con la presa in carico diretta da parte di un ambulatorio specificamente organizzato all’interno dell’ospedale e si affida a un’équipe multidisciplinare opportunamente formata, evitando ricoveri inappropriati e accessi ripetuti al Pronto Soccorso".

"Riteniamo - hanno spiegato i consiglieri nell'ordine del giorno - che la presenza del C.A.S.A. presso l'Ospedale Regina Montis Regalis di Mondovì renda il presidio ospedaliero cittadino una sede di elezione per l’adozione del modello di assistenza avanzata D.A.M.A., l’Amministrazione Comunale di Mondovì può quindi farsi promotrice di azioni concrete per la tutela dei diritti delle persone con disabilità e di sensibilizzare la Regione Piemonte sull’adozione di modelli di assistenza avanzata". 

"Per questo - si legge nel testo della proposta - il Consiglio Comunale di Mondovì impegna il sindaco e la Giunta: a sollecitare la Regione Piemonte affinché avvii al più presto il modello D.A.M.A. in uno o più ospedali regionali, individuando le strutture più idonee e - tra queste - l’Ospedale Regina Montis Regalis di Mondovì; a promuovere un confronto istituzionale con l’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte unitamente ai rappresentanti delle associazioni di familiari, al fine di valutare modalità e tempistiche per l’attuazione del modello; a sensibilizzare le Aziende sanitarie locali (ASL) e gli ospedali piemontesi sull’importanza del D.A.M.A.; a supportare la Rete Obiettivo D.A.M.A. nelle iniziative di sensibilizzazione e diffusione del modello a livello regionale; a riferire periodicamente in Consiglio Comunale sugli sviluppi e sulle azioni intraprese per sostenere l’attuazione del D.A.M.A. in Piemonte".

I CHIARIMENTI DA PARTE DELL'ASLCN1

 Sul tema interviene l'AslCn1, direttamente chiamata in causa, visto che il tema tocca da vicino in nosocomio locale.

"Con riferimento all’ordine del giorno, votato dal Consiglio Comunale di Mondovì in data 10 novembre scorso, in cui viene richiesto che l'ospedale "Regina Montis Regalis" adotti il Modello "DAMA": "Disabled Advanced Medical Assistance", per favorire l’accoglienza e l’accesso alle cure mediche a persone gravi disabilità intellettive e/o autismo, riteniamo opportune alcune precisazioni - spiegano dall'azienda sanitaria locale - la nostra Asl prevede già da tempo, un accesso ospedaliero facilitato agli esami (in particolare ematochimici) per minori che presentano disabilità che limitano la collaborazione. Questa facilitazione avviene attraverso la presenza di personale infermieristico qualificato e dedicato della Neuropsichiatria Infantile (NPI) oltre a personale della Pediatria".

"Nella NPI e nel Centro Autismo e Sindrome di Asperger dell’Asl (centro di riferimento a livello regionale) - proseguono dall'AslCn1 -, è stato organizzato per i pazienti minori con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico un analogo percorso che prevede anche l’utilizzo di strategie specifiche, validate a livello internazionale, come le storie sociali e il video modeling. Attraverso tali strategie (che possono essere applicate in forma scritta oppure costruite con immagini e pittogrammi), il bambino conosce in anticipo i dettagli relativi ai luoghi e alle modalità con cui saranno effettuati gli esami e/o le visite mediche a cui dovrà essere sottoposto; ciò favorisce una riduzione dell’ansia e del rischio che si verifichino comportamenti problematici".

"Attualmente - concludono - è già attiva una procedura che prevede che il clinico che prescrive gli esami necessari con ricetta dematerializzata, si accorda con il personale infermieristico sui tempi utili per l’esecuzione degli stessi anche in base alle necessità del nucleo familiare, e fornisce informazioni cliniche (presenza o livello del linguaggio del bambino, capacità di comprensione, utilità di supporti visivi e altre) utili ai fini dell’esecuzione del prelievo. Il personale infermieristico contatta telefonicamente la famiglia per raccogliere le esigenze specifiche del familiare e approfondire alcune ulteriori informazioni. L’applicazione di questo percorso ha molto agevolato e sollevato i genitori rispetto alla preoccupazione di eseguire esami ed ha evitato ai piccoli pazienti delle esperienze potenzialmente traumatiche. Analoghe strategie possono essere usate anche verso adulti affetti da autismo, soprattutto nei casi in cui è assente il linguaggio ed è presente anche comorbidità con la disabilità intellettiva.

Sono anche già attivi gli ambulatori specialistici dedicati di Gastroenterologia Pediatrica e Ambulatorio ADHD per la cura di minori autistici con comorbidità cliniche, secondo l’approccio DAMA (ambulatorio NPI/Pediatria per la valutazione e il trattamento dei disturbi gastrointestinali e ambulatorio per il trattamento farmacologico ADHD in minori autistici).

È attiva, inoltre, la collaborazione con la Chirurgia Maxillo-Facciale dell’ospedale di Cuneo rispetto alle cure odontoiatriche in pazienti disabili non collaboranti, ivi compresa la possibilità di effettuare visite odontoiatriche in corso di sedazione per esami neuroradiologici.

La procedura dell’ASL CN1 per favorire l’accoglienza e l’assistenza a persone con disabilità intellettiva e/o autismo è attualmente in fase di aggiornamento e formalizzazione, e terrà conto delle linee di indirizzo nazionali che stanno per essere pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità". 

Arianna Pronestì

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