Attualità - 24 novembre 2025, 16:49

Sciopero generale del 28 novembre: Cuneo in piazza contro la guerra e per i diritti

Diciannove organizzazioni cuneesi aderiscono alla mobilitazione nazionale. Appuntamento alle 9.30 in Piazza Palestina per dire no alla finanziaria di guerra e sì a sanità, scuola e salari dignitosi

Sciopero generale del 28 novembre: Cuneo in piazza contro la guerra e per i diritti

Cuneo si prepara a scendere in piazza per lo sciopero generale del 28 novembre. L'appuntamento è fissato per le 9.30 in piazza Palestina (ex piazza Europa), dove convergeranno lavoratori, studenti e cittadini per protestare contro la finanziaria del governo Meloni e chiedere un cambio di rotta nelle politiche economiche e sociali del Paese.

La mobilitazione cuneese vede l'adesione di 19 organizzazioni tra sindacati, movimenti politici e associazioni della società civile. Tra i promotori figurano CUB Cuneo e USB, affiancati da realtà diverse come Non Una di Meno Cuneo, la Comunità Islamica, Fridays for Future, l'Unione Inquilini e numerose altre sigle del territorio.

«La guerra non è lontana: entra nelle nostre vite, nelle buste paga, nei tagli ai servizi pubblici», affermano i promotori dello sciopero, che denunciano come la nuova finanziaria aumenti la spesa militare fino al 5% del PIL mentre taglia risorse a sanità, scuola, pensioni e welfare.

Al centro della mobilitazione c'è la richiesta di invertire le priorità di spesa pubblica. Gli organizzatori chiedono che i miliardi destinati agli armamenti vengano dirottati verso servizi essenziali: sanità e scuola pubbliche, trasporti, diritto all'abitare e cura del territorio.

Sul fronte del lavoro, le rivendicazioni includono salari indicizzati all'inflazione reale, l'introduzione di un salario minimo legale per combattere precarietà e disuguaglianze territoriali, maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro e una tassazione più equa su rendite e profitti.

Lo sciopero del 28 novembre si inserisce in un contesto di mobilitazione più ampio che unisce la solidarietà con il popolo palestinese alla lotta contro l'economia di guerra. I promotori citano come esempio virtuoso l'azione dei portuali di Genova che hanno rifiutato di caricare navi con materiale bellico.

«Blocchiamo tutto per cambiare tutto» è lo slogan che sintetizza la volontà di connettere le battaglie locali per i diritti con quelle globali per la pace. In Europa, denunciano gli organizzatori, sono già stati stanziati 800 miliardi per il riarmo, risorse sottratte al benessere di milioni di persone.

Gli organizzatori sottolineano come negli ultimi mesi si sia assistito a una rinnovata partecipazione politica e sociale, con centinaia di migliaia di lavoratori che hanno preso parola nelle piazze e intere generazioni che hanno ritrovato il coraggio di mobilitarsi.

L'appello resta aperto a nuove adesioni da parte di organizzazioni politiche, sociali e di movimento che vogliano contribuire alla costruzione dello sciopero. Per informazioni e adesioni è possibile contattare cub.cuneo@cubpiemonte.org o cuneo@usb.it.

La giornata del 28 novembre si preannuncia come un momento significativo di partecipazione democratica, in cui la provincia di Cuneo farà sentire la propria voce per chiedere un futuro di pace, diritti e giustizia sociale.

redazione

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