Economia - 25 novembre 2025, 07:00

Centrali idroelettriche: una risorsa fondamentale per la transizione energetica

Centrali idroelettriche: una risorsa fondamentale per la transizione energetica

Le centrali idroelettriche sono opere di ingegneria idraulica che consentono di generare energia elettrica sfruttando una fonte rinnovabile, l’acqua (il suffisso idro-, di derivazione greca, sta appunto per acqua). Grazie a queste strutture, l’energia potenziale di grandi masse d’acqua viene dapprima trasformata in energia cinetica che, a sua volta, sarà trasformata in energia elettrica. In seguito, l’elettricità generata sarà convogliata nella rete elettrica nazionale e utilizzata da privati, aziende e servizi pubblici.

Nel nostro Paese, le centrali idroelettriche sono quasi 4.900* e alcune di esse sono dislocate anche nella provincia di Cuneo, dove peraltro si trova l’impianto idroelettrico più grande d’Italia, la centrale di Entracque, intitolata a Luigi Einaudi.

L’idroelettrico è da sempre una fonte rinnovabile di energia green. Gli impianti di nuova costruzione, inoltre, vengono realizzati in modo da essere il più possibile integrati nel contesto naturale.

Centrali idroelettriche: il funzionamento 

Per sfruttare l’energia potenziale di grandi masse d’acqua, quando si costruisce una centrale è necessario predisporre un bacino idrico a monte, che spesso viene formato artificialmente grazie a una diga che evita che il flusso naturale di un corso d’acqua scenda a valle. È possibile anche sfruttare bacini naturali, per esempio un lago.

L’acqua contenuta nel bacino idrico viene fatta scendere a valle tramite condotte forzate che raggiungono un impianto nel quale si trovano turbine idroelettriche e un alternatore.

L’acqua muove le turbine e l’energia cinetica viene trasformata in elettricità grazie all’alternatore. Successivamente, un trasformatore alza la tensione, rendendola adatta alla distribuzione

Le centrali idroelettriche non sono tutte uguali; ne esistono infatti tre tipologie: ad acqua fluente, a bacino e ad accumulo.

Quali sono i fattori che determinano la potenza di un impianto? 

Sono essenzialmente tre i fattori dai quali dipende la potenza di una centrale idroelettrica: la portata d’acqua, ovvero la quantità d’acqua che attraversa la turbina in un secondo; il dislivello (o “salto”), ovvero la differenza di altezza tra il punto in cui l’acqua viene raccolta e quello dove viene rilasciata dopo aver attraversato la turbina; il tipo di turbina (Francis, Kaplan, Pelton e Crossflow).

Gli impianti idroelettrici sono soluzioni che si caratterizzano per la loro efficienza dato che il rendimento va da un minimo del 70% a un massimo del 95% (attualmente, un impianto eolico arriva al massimo al 50%).

Le centrali idroelettriche in provincia di Cuneo 

In provincia di Cuneo si trovano diverse centrali idroelettriche; oltre a quella di Entracque, una delle più importanti d’Europa, si ricordano la centrale di Boves, la centrale di Santa Caterina nel comune di Saluzzo, la centrale Fedio-Demonte nel comune di Demonte e il sistema idroelettrico della Val Varaita (che coinvolge i comuni di Bellino, Pontechianale, Casteldelfino, Sampeyre, Frassino, Melle, Brossasco e Venasca).

Energia elettrica: il ruolo delle fonti rinnovabili di energia in Italia

Il fabbisogno di elettricità in Italia è coperto per il 41% circa dalla produzione che deriva da fonti rinnovabili**. I contributi più importanti arrivano dall’idroelettrico e dal fotovoltaico; inferiori, ma comunque importanti, sono quelli dell’eolico, delle bioenergie (biomasse) e delle sorgenti geotermiche.

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