L’aigo ramouzo (l’acqua frondosa), lou Balòour (radura boscosa), les Frachos (i frazionamenti)… Forse non tutti sanno che oltre ai nomi di luogo “ufficiali”, indicati sulle carte geografiche, ci sono centinaia e centinaia di toponimi, tramandati oralmente, utilizzati dalle persone per nominare gli spazi, i luoghi, grandi, piccoli, minuscoli, che abitano. Un patrimonio prezioso che interessa anche le vallate del Cuneese e che l’Università degli studi di Torino tutela attraverso l’Atlante Toponomastico del Piemonte Montano, un progetto di ricerca, elaborato da Arturo Genre e Daniele Jalla, attivo dagli anni 80, con lo scopo appunto di “raccogliere sistematicamente l’intera rete di nomi che gli uomini hanno dato, per distinguerli, ai luoghi, grandi e piccoli, rientranti nei loro interessi, ancora oggi in uso o per lo meno vivi nella memoria degli abitanti dei Comuni compresi nel territorio montano del Piemonte”.
Sabato 6 dicembre, alle ore 16.00, presso la sala della Crouzà di Pietraporzio, verrà presentato un nuovo volume, fresco di stampa, pubblicato grazie al contributo dell’Unione Montana Valle Stura, frutto di un lungo e approfondito percorso di ricerca iniziato nel 2004 che ha portato alla raccolta di 734 toponimi sul comune di Pietraporzio, coinvolgendo circa 20 informatori locali. Si tratta del volume n. 64 che va ad ampliare un’ideale collana composta dalle altre 10 monografie, esiti dei lavori di ricerca condotti negli anni in valle Stura nei comuni di Gaiola, Aisone, Roccasparvera, Demonte, Rittana, Valloriate, Moiola, Sambuco, Borgo San Dalmazzo e Argentera.
All’incontro interverranno: Sabrina Rocchia, sindaco di Pietraporzio, Federica Cugno, Responsabile scientifica dell’Atlante Toponomastico del Piemonte Montano, Alberto Ghia, redattore incaricato per il volume di Pietraporzio, Francesco Dematteis e Stefano Martini, raccoglitori. Seguiràl’accensione delle luci dell’albero di Natale e un momento conviviale.
Ingresso libero e gratuito sino ad esaurimento posti.





