Politica - 02 dicembre 2025, 16:41

Cannabis light, Blengino arrestato a Torino per cessione di CBD: solidarietà da AVS e Possibile

Il segretario dei Radicali Italiani rischia fino a vent'anni di carcere per un'azione dimostrativa. Le consigliere regionali: "Norme ideologiche che distruggono un intero settore, serve la pronuncia della Corte Costituzionale"

Cannabis light, Blengino arrestato a Torino per cessione di CBD: solidarietà da AVS e Possibile

A un giorno dall'annuncio di una nuova azione di disobbedienza civile, Filippo Blengino, segretario nazionale di Radicali Italiani, è stato arrestato a Torino durante un'iniziativa dimostrativa in cui ha ceduto cannabis CBD non drogante ai passanti. Il gesto, che per il Decreto Sicurezza configura una fattispecie di spaccio, espone Blengino al rischio di misure cautelari e a una pena fino a vent'anni di carcere.

L'azione arriva dopo che la Procura di Roma aveva archiviato un precedente caso analogo risalente allo scorso maggio, quando Blengino aveva aperto un negozio di cannabis CBD violando deliberatamente l'articolo 18 del Decreto Sicurezza. In quell'occasione, la Procura aveva motivato l'archiviazione sostenendo che l'atto avesse un "significato politico". "Come se dichiarare politico un comportamento fosse una scriminante", aveva commentato il segretario radicale, annunciando una nuova iniziativa "superando ogni cavillo e ogni possibile scappatoia che impedisca la celebrazione di un processo vero".

Immediata la solidarietà da parte delle consigliere regionali di Alleanza Verdi Sinistra Giulia Marro, Alice Ravinale e Valentina Cera, a cui si uniscono Marco Grimaldi e Emanuele Busconi: "Siamo con Filippo Blengino. La sua è un'azione coraggiosa, che oggi lo espone al rischio di misure cautelari e a una pena fino a vent'anni di carcere, a fronte di una fattispecie che il Decreto Sicurezza assimila allo spaccio".

I rappresentanti di AVS sottolineano come il gesto di disobbedienza civile richiami l'attenzione "sul dramma che vivono decine di migliaia di imprenditori del settore della cannabis legale, messi in ginocchio da norme ideologiche che colpiscono sostanze non droganti. In Piemonte – a Cuneo e provincia come nel resto d'Italia – i negozi vengono perquisiti, i prodotti sequestrati, le persone denunciate come spacciatori per effetto dell'articolo 18 del Decreto Sicurezza, che sta distruggendo un intero comparto economico nel nome della propaganda proibizionista della destra. È un controsenso normativo grave, su cui è necessario che si arrivi quanto prima alla pronuncia della Corte Costituzionale".

A loro si unisce la segretaria nazionale di Possibile, Francesca Druetti: "Esprimiamo piena solidarietà a Filippo Blengino, arrestato sulla base di norme inutili e proibizioniste che non producono alcun risultato se non la criminalizzazione di cittadini e imprenditori della cannabis CBD. È un'impostazione anti-scientifica e repressiva, pienamente assunta dal governo e dal ddl Sicurezza. Auspichiamo che questa vicenda contribuisca a portare l'articolo 18 davanti alla Corte Costituzionale: saremo al suo fianco, ove necessario".

redazione

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