Attualità - 05 gennaio 2026, 11:56

Specializzando cuneese in Pediatria in Sierra Leone insieme a Medici con l’Africa Cuamm

Raffaele Ramonda, 34 anni, partirà domani per Pujehun, dove trascorrerà 6 mesi di formazione sul campo

Raffaele Ramonda

Raffaele Ramonda

Parte domani, 6 gennaio, Raffaele Ramonda e ha come destinazione l’ospedale di Pujehun, nel sud della Sierra Leone.

Specializzando in Pediatria presso l’Università di Novara, trascorrerà 6 mesi in Africa come Jpo (Junior Project Officer) insieme a Medici con l’Africa Cuamm.

Si tratta di un periodo di impegno e lavoro sul campo, riconosciuto nel percorso formativo dello specializzando grazie a un accordo che l’Ong ha con oltre 35 università italiane.

Originario di Cuneo, Raffaele si sta specializzando all’Università di Novara, dove c’è una luna tradizione di collaborazione con Medici con l’Africa Cuamm.

«Della medicina ho sempre amato l’aspetto della continuità, della prevenzione, della presa in carico globale e la Pediatria è un ambito in cui si può dare molto in questo senso – spiega Raffaele Ramonda –. Mettermi in gioco in un contesto come quello africano, sarà sicuramente una bella sfida e ci sarà molto da imparare. Sarà strano all’inizio per me, perché è un contesto molto diverso da quello a cui sono abituato. Nell’ultimo anno ho lavorato a Nizza, in una realtà molto all’avanguardia e iper-specializzata e ora passerò a qualcosa di totalmente differente».

E prosegue: «È la mia prima esperienza in un contesto a basse risorse, con una lingua diversa, linee guida e approcci differenti: sarà un continuo confronto con ciò che è fuori dal tuo mondo normale. Lascio un approccio mirato al dettaglio e alla medicina di precisione, per un ambiente in cui sarà necessario fare diagnosi e dare cure con pochi ed essenziali strumenti».

IN SIERRA LEONE DAL 2012

Nata nel 1950, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. E’ presente in Sierra Leone dal 2012, anno in cui inizia a operare nel distretto rurale di Pujehun.

Allo scoppio della terribile epidemia di Ebola nel 2014, decide di rimanere a fianco della popolazione locale e il distretto di Pujehun è il primo a essere dichiarato “Ebola Free”.

Da marzo 2016, il Cuamm accetta la richiesta del Ministero della Sanità del Paese per intervenire anche a Freetown, la capitale, e rilanciare il Princess Christian Maternity Hospital, la principale maternità che, con i suoi 125 posti letto, è un punto di riferimento ed effettua oltre 6.500 parti all’anno. La lotta alla mortalità materno-infantile è la nuova sfida da vincere, nel paese con il tasso più alto al mondo di mortalità di mamme e bambini. In questa direzione si inseriscono anche i nuovi interventi nelle aree di Bonthe, Bo e Makeni, sia a livello ospedaliero, che territoriale.

Oggi la Sierra Leone è un paese stabile ma tuttora segnato da profonde diseguaglianze e sta risentendo degli effetti delle numerose crisi globali, tra cui quelle climatiche e ambientali. I sistemi sanitari, come in molti altri paesi, sono affaticati e se non sostenuti rischiano di tornare indietro a causa delle pesanti ripercussioni dovute ai conflitti circostanti e all’instabilità globale. La sfida è restare accanto alle popolazioni africane nelle battaglie quotidiane. Per questo, per Medici con l’Africa Cuamm è ancora più importante dare continuità ai progetti e fornire assistenza sanitaria a chi ha più bisogno.

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