Come Donne in cammino per la pace condanniamo fermamente l’aggressione militare da parte degli Stati Uniti nei confronti del Venezuela che, con il sequestro del Presidente Maduro e di sua moglie Cilia Flores, consideriamo un vero e proprio atto di guerra da parte dell’imperialismo degli Stati Uniti d’America in aperta violazione del diritto internazionale contro un Paese sovrano ed un Presidente democraticamente eletto.
Il diritto internazionale serve agli Stati per dialogare, collaborare e risolvere in modo pacifico i conflitti.
Non vogliamo accettare bombe e attacchi missilistici come nuove voci del diritto internazionale.
Con questo atto di guerra, celandosi dietro al fragile pretesto del narcotraffico, gli Stati Uniti vogliono impossessarsi delle risorse petrolifere del Venezuela, che possiede le più grandi riserve di petrolio del pianeta (303, 2 miliardi di barili pari a circa il 19,4% del totale mondiale davanti all’Arabia Saudita, l’Iran, il Canada, l’Iraq, gli Emirati Arabi), come del resto affermato dallo stesso Trump, oltre ai minerali come oro, argento e litio.
L’obiettivo di Trump non è solo economico, ma anche politico: la sua strategia è di accerchiare con i suoi tentacoli i paesi dell’America Latina in modo da avere la supremazia e il controllo sul commercio mondiale, tenuto conto che nell’ultimo decennio la Cina ha intensificato i rapporti commerciali con l’America Latina.
Già Papa Francesco disse:
“L’America Latina è vittima dell'imperialismo americano. Il neocolonialismo di oggi è subdolo, un crimine e un ostacolo alla pace”.
Questo attacco militare da parte degli Stati Uniti, provocando coi bombardamenti decine di vittime (circa 80), - che la propaganda di regime sta facendo passare come un’operazione chirurgica che ha solo “estirpato” il dittatore malvagio - va interpretato come un tentativo di riaffermare il proprio dominio su un territorio considerato di propria esclusiva influenza e non è altro che la continuazione dello schieramento di un’armata statunitense al largo del Venezuela dal settembre 2025, dei bombardamenti di imbarcazioni venezuelane e colombiane nel Mar dei CARAIBI.
Per anni il dipartimento di giustizia americano ha ritenuto Maduro il leader del Cartel de los Soles, una delle organizzazioni di narcotraffico più potente dell’America Latina. Ora questa accusa è stata clamorosamente ritrattata dalla procuratrice Pam Bondi. Anche perché, come da tempo sostengono gli esperti di criminalità organizzata, quel cartello semplicemente non esiste.
La motivazione principale che ha spinto l’Amministrazione Trump ad aggredire il Venezuela è quella di imporre con ogni mezzo la dittatura del proprio capitale finanziario ed è la stessa che sta dietro alla guerra in Ucraina, al genocidio a Gaza, al conflitto nella Repubblica democratica del Congo, alla guerra commerciale contro tutti i paesi ed in particolare contro la Cina.
Il Premio Nobel per la Pace, la venezuelana Maria Machado - che rappresenta l'opposizione al Presidente Maduro - ha affermato: “Apriremo il Venezuela agli investimenti stranieri, non solo nel settore petrolifero e del gas, ma anche in quello minerario, dell’oro, delle infrastrutture, dell’elettricità…Garantiremo la sicurezza agli investitori stranieri e un programma di privatizzazione massiccio e trasparente…”. Ma ora la Machado non è più gradita a Trump, forse perché ha accettato il premio Nobel al posto suo.
Il genocidio a Gaza è stato un avvertimento per i popoli di tutto il mondo. Il rapimento di Maduro è un avvertimento per tutti i politici che non si allineano alla volontà dell’imperialismo degli Stati Uniti d’America.
Hanno condannato l’attacco militare al Venezuela molti stati: Brasile, Messico, Russia, Cina, Cuba, Spagna, Nicaragua, Colombia, Uruguay, Santa Lucia, Gambia, Niger, Angola, Comore, Mali, Nigeria, Grenada, Chad, Burkina Faso, Iran, Liberia, Sudafrica, Namibia, Bielorussia, Unione Africana
Una tiepida condanna è stata pronunciata dalla Francia.
Lo hanno approvato: Israele, Italia, Ucraina, Polonia, Grecia.
Questo dimostra che Sionismo e fascismo vanno a braccetto.
In tante città degli Stati Uniti vi sono state manifestazioni contro l’amministrazione Trump ed anche in Italia in molte città vi sono state mobilitazioni contro l’attacco terroristico degli Stati Uniti.
E’ necessario avere la più ampia unità per imporre la fine dell’intervento imperialista, per richiedere la liberazione di Maduro e di sua moglie.
A Cuneo abbiamo manifestato con un presidio il 5 gennaio per dire NO alla risoluzione delle controversie internazionali con la violenza, per dire NO all’ingerenza dell’imperialismo degli Stati Uniti d’America sugli stati che non vogliono sottostare al suo dominio.
Con le mobilitazioni dobbiamo richiedere al nostro governo di prendere posizione contro l’aggressore, come del resto ha fatto per l’Ucraina.
Ma siamo ben consapevoli che è un governo al servizio degli Stati Uniti d’America e la nostra unica possibilità è manifestare nelle piazze per dire NO all’imperialismo e richiedere democrazia e libertà e rispetto del diritto internazionale.





