Molto interesse ha destato in questi due mesi la questione. Dopo il presidio pubblico, la raccolta firme ha avuto molti consensi. Sono ad oggi circa 1.060 le firme raccolte al banchetto del 20 dicembre scorso al mercato di Saluzzo e presso i referenti del Comitato No al biodigestore di Ruata Eandi, nato per contrastare la realizzazione del progetto in questa frazione della campagna saluzzese.
L’enorme impianto industriale di biometano e biogas dell’Aky Biomethane di Genova, - sostengono - comprometterebbe 60 mila metri quadrati, ovvero 15 giornate piemontesi di terreno agricolo in un'area a vocazione frutticola, vicino alle abitazioni, all’ingresso di Saluzzo.
Ieri pomeriggio, Bruno Franco, Nicolò Rivero e Daniela Gazzera, referenti del Comitato, con il sindaco Franco Demaria, la cui amministrazione ha espresso a chiare lettere di essere "totalmente contrario all’insediamento del biodigestore a Ruata Eandi" hanno incontrato in Regione a Torino, l’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni, al quale hanno relazionato circa le negatività della realizzazione. Provocherebbe, infatti, un grave impatto sulle Terre del Monviso, sul traffico veicolare saluzzese e saviglianese , sull’inquinamento, sul benessere dei cittadini.
A giorni il Comitato dovrebbe incontrare anche il presidente della Region, Alberto Cirio, e domani siederà al tavolo con il presidente della Provincia, Luca Robaldo. Alla conferenza dei servizi dell'ente spetta infatti l’autorizzazione per l’ok alla costruzione dell’impianto.






